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La
stampa evidenziò la novità dell’iniziativa. Per la prima
volta, malati ed ex-malati ebbero modo di comunicare le proprie esperienze
al di fuori della ristretta cerchia dei famigliari e dei compagni di comunità.
(303)
"Mi sono trovata in un clima aperto, molto vivace e
di grande fiducia", commentava la psichiatra tedesca Dietlind
Hofmann.(304)
Drammatica e coinvolgente fu la relazione presentata da alcuni giovani della zona, tutti figli di "persone pesantemente psichiatrizzate in passato"(305): Noi vogliamo denunciare i
danni che i ricoveri [nei manicomi] hanno provocato non solo ai nostri
genitori, ma ad ogni membro della famiglia e alla famiglia nel suo insieme.
Il ricovero ovvero l’allontanamento della persona in crisi dalla famiglia
è una falsa soluzione per tutti, stravolge e pregiudica la vita
di tutti [...]. La psichiatria tradizionale ci ha offerto una strada senza
ritorno. Ci ha resi orfani di genitori ancora vivi. Ci ha offerto solo
strumenti per allontanare, per nascondere, per addormentare nostra madre,
nostro padre: non ci ha offerto nulla per capire il loro comportamento,
la loro vita. Non solo, ma etichettando come pazzo il loro comportamento
[...], ha etichettato come strano [e] incomprensibile il nostro stesso
passato, la nostra infanzia e adolescenza trascorse con una persona [...]
giudicata incurabile, ha messo una pesante ipoteca sul nostro futuro [...].
[ La psichiatria tradizionale] ci ha resi incapaci di vivere, capire
e superare in modo sano la sofferenza.
303. I medici ribadiscono il no ai manicomi, in "Il Cittadino Settimese", luglio 1982, p.3. "Tuttavia non tutti hanno osato intervenire pubblicamente, molti sono rimasti a casa pur dichiarando il loro consenso perché non riuscivano a vincere il timore di essere giudicati, tanta è ancora la forza del pregiudizio sociale che circonda il disturbo psichico". (Pascal, La salute mentale: chi la difende?, cit., p.1. 304. D. Hofmann, Un contributo per il convegno di Settimo Torinese, in "Psichiatria/Informazione", cit. nella precedente n. 257, p. 114. 305. Relazione del gruppo giovani (I), in "Psichiatria/Informazione", cit. nella precedente n. 257, p. 45.
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