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PANZIERI ED EPIGRUMI ©italomontiglio2000
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1. ESERCIZI DI STILO - Lui ama lei, Lei ama lui *** Lui non ama lei, lei non ama lui *** Lui ama lui, lei ama lei *** Lui non ama lui, lei non ama lei *** lui ama lei, se (quando, perché, come) lei ama lui *** lei ama lui, se (quando, perché, come) lui ama lei *** lui ama lei, se (quando, perché, come) lei non ama lui *** Lei ama lui, ma lui non ama lei, perché lui ama lui mentre lei non ama lei perché lei non é un lui, mentre lui é una lei ....A-LEI-LUI-AH! ***************************************** 2. FUNERALI SCHOW - Il caro estinto ne farebbe, se potesse, volentieri a meno. Da qualche tempo a questa parte si va affermando la moda degli applausi ai funerali, naturalmente non in tutti. Si deve trattare generalmente di qualche personaggio vittima di qualche tragedia o di un personaggio pubblico gradito al grande pubblico. Personalmente trovo volgare e ingiusto questo tipo di applausi. Volgare perché si riduce a barzelletta o a sceneggiata la tragica grandezza della morte. Ingiusto perché l'applauso spetterebbe eventualmente, di diritto, ad un numero infinito di persone che sono vissute onorevolmente affrontando senza clamore tutti i disagi del "mestiere di vivere". Ma su questo si potrebbe discutere all'infinito. Comunque permane in me, forte, l'impressione della volgarità di questo comportamento, che sembra, forse, essere un modo per nascondersi nel rumore della massa onde evitare o coprire scaramanticamente il pensiero della morte propria. Una delle poche certezze della nostra vita. ***************************************** 3. Nota in margine ad una mostra storico-fotografica sui verbali dei processi nei TRIBUNALI MILITARI (1915-1918). E' forse un caso che tutti o quasi tutti gli imputati (=condannati) di questi tribunali siano uomini di truppa e che gli ufficiali siedano sempre dall'altra parte del tavolo? Non rispondetemi, per favore, che é solo una questione statistica e di proporzioni! ***************************************** 4. Titolo di un articolo apparso su "Il Piccolo" di Trieste "ELICOTTERO CADE : MUORE SACERDOTE , SALVO IL PILOTA"; commento: "Gli inconvenienti della predilezione divina"
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5. L'ATLETICA ha qualcosa del gioco d'azzardo. Uno si prepara per anni per battere un primato e in una manciata di secondi se lo gioca. Peggio che alla roulette! 6. Grande meraviglia fra i cronisti sportivi per un famosissimo pilota che, malgrado il rischio mortale corso in un gran premio, il giorno dopo si e' rimesso di nuovo in gara. Perché meravigliarsi? ha scelto di fare il pilota di FORMULA UNO, non il meccanico! ********************************** 7. PERVERSIONI. Una fantasia malata? sempre meglio di un malato senza fantasia. ********************************** 8. CANTO: l'altro giorno una studentessa, di certo tutt'altro che brillante negli studi, ha manifestato il suo vivo desiderio di iscriversi a medicina. CONTROCANTO: meglio un asino morto, che un dottore vivo. ********************************** 9. "MIUSIC" (due cronache di ascolto radiofonico). Povero Wagner, tutta una vita spesa per rinverdire gli allori della grandiosa mitologia germanica, tanto da correre il rischio (post mortem) di essere santificato dal camerata Adolf, ed una giuliva presentatrice radiofonica da tre settimane lo va chiamando affettuosamente RICIARD... per gli amici, naturalmente! Biutifoll ! Viene presentata in edizione radiofonica la Sinfonia "patetica" di PITER Ciakovski, ovviamente noto compositore inglese di origine slava. ********************************** 10. FREUDIANA. Una domenica mattina ero andato a comprare del latte. Gia' "andare per compere" mi piace poco, immaginate poi il fastidio quando mi sono ritrovato a ridosso di una fila "chilometrica" di clienti. Finalmente dopo circa quindici minuti (un'eternita') sono in seconda posizione dietro ad una vecchietta che certamente non doveva avere molta fretta :"come xe' siora quel pan ? " "quanto vien quei grissini ?" "no no, la me daghi de meno" "Dio, che caldo che fa ogi!" E via discorrendo. Nel frattempo la mia irritazione stava crescendo a dismisura e la mia faccia certamente lo stava dimostrando: mi voltavo indietro guardando i malcapitati che stavano dopo di me e ammiccavo all'indirizzo della vecchia, ma non sembrava che gli altri fossero seccati quanto me. In testa mia stavo gia' immaginando frasi piuttosto grevi da lanciare alla vegliarda, ma alla fine non dissi nulla. Chissa! La possibilita' di risultare sgradevole, specie in pubblico; forse l'acquisito almeno formale atteggiamento di rispetto per gli anziani; vuoi l'idea che, dopo tutto, quella persona aveva bisogno di parlare con qualcuno, ecc. ecc. Comunque sia, me ne stetti zitto. Finalmente anche la vecchia si fece fare il conto e se ne ando', non senza prima averlo accuratamente controllato. Mi avvicinai finalmente al banco e, udito il rituale "prego?" da parte della banconiera, mi scappo' un: "Mi dia per favore un litro di latte a lunga conversazione".
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11. L'ERRORE e' la verifica della LIBERTA'. Ecco perche' tanti parlano sempre di libertà. ***************************************** 12. Quando, da piccolo, non volevo mangiare una pietanza sgradita, mia nonna spesso concludeva le sue minacce con una invettiva: "Gi uarés un pocje di uere!" (Ci vorrebbe un po' di guerra). Allora non ero in grado di spiegargli che mentre io ero figlio della cultura della sazieta', lei invece era figlia di quella della fame. Però é' facile, da sazi, parlare di cultura della fame. ***************************************** 13. Migliaia di telescopi sono rivolti all'in sù. Migliaia di satelliti guardano in giù. Siamo un cosmo di voyeurs! ***************************************** 14. AMBARABA' CICCI' COCCO'.. Caso clinico dalla letteratura infantile. Ambarabà ciccì coccò - tre civette sul comò - che facevano all'amore - con la figlia del dottore - il dottore si ammalò - ambarabà ciccì coccò. -Annotazioni filologiche: malgrado le numerose ricerche condotte a livello archivistico e sul campo, non siamo stati in grado di ricostruire il testo originario del primo e dell'ultimo verso. Con ogni probabilità la sostituzione é stata effettuata nel Seicento nell'ambito di quel generale processo di moralizzazione culminato con i "braghettoni" alle figure michelangiolesche della Cappella Sistina. Verosimilmente ambedue i versi dovevano esprimere con linguaggio non ermetico (vulgariter) da un lato la sdegnata quanto inutile reazione delle civette, oggetto di inusuali profferte amorose e dall'altro la disperazione di un padre prostrato dall'amara scoperta della devianza della figlia, tanto da condurlo ben presto alla tomba. ***************************************** 15. PARABOLE. La parabola del figliol prodigo . Il padre felice per il ritorno del figlio. Il figlio "prodigo" felice di essere stato perdonato. Forse meno felice e' l'altro figlio, che mastica un po' amaro, non sembrandogli riconosciuta a sufficienza la sua fedelta'. Ma anche a lui, in fondo, non va male poiche', tutto sommato, e' rimasto pur sempre benestante. Minori motivi di felicita' doveva invece avere il vitello grasso, sacrificato per festeggiare l'avvenimento. *** LEZIONE N°1 La famiglia e' tutto; in modo particolare quando non si ha nient'altro.*** LEZIONE N°2 Nascere nella famiglia giusta e' di fondamentale importanza. Ve lo confermerebbe il vitello, se potesse !*** LEZIONE N°3 E' poco salutare essere grassi, soprattutto quando si e' animali.
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