Cecilia Seghizzi

Appunti per una biografia (a cura di Italo Montiglio)
CECILIA SEGHIZZI nasce a Gorizia nel settembre del 1908, figlia del compositore e maestro di Cappella Augusto Cesare Seghizzi (1873-1933), uno dei più apprezzati elaboratori del canto popolare friulano. Avviata allo studio del violino dal maestro toscano Alfredo Lucarini, si diploma a pieni voti al Conservatorio "G.Verdi" di Milano. Negli anni Trenta alterna l'attività concertistica all'insegnamento nella scuola di musica e nella scuola media. Incomincia nel frattempo a dedicarsi alla composizione, portando a compimento gli studi con il diploma presso il Conservatorio "G.Tartini" di Trieste sotto la guida di Vito Levi. Negli anni Cinquanta fonda e dirige il Complesso polifonico goriziano, con il quale ottiene il primo premio al concorso polifonico nazionale di Brescia. Il riconoscimento è seguito da una serie di concerti e di registrazioni per importanti sedi in Italia e all'estero, dall'Angelicum di Milano ai circoli artistici di Venezia e di altre località del Veneto, alla Società dei Concerti di Trieste, agli "Amici della musica" di Udine, ad altre rassegne del Friuli Venezia Giulia. E' da questa esperienza che nascono gran parte delle composizioni raccolte in Musica per coro , un volume antologico (edito dalla "Cassa Rurale ed artigiana di Lucinico, Farra e Capriva", 1993) che riassume una lunga stagione creativa. Rilevante nell'ambito del catalogo che raccoglie oltre 130 composizioni, in gran parte ancora inedite, è la produzione cameristica, comprendente numerose liriche su versi di poeti regionali, brani per pianoforte e per ensembles strumentali. Cecilia Seghizzi Campolieti è stata chiamata più volte a far parte di giurie e concorsi internazionali. Per la sua attività musicale e artistica (è eccellente acquerellista) ha ricevuto numerosi riconoscimenti a livello nazionale. Ha fatto parte per più decenni della commissione artistica del Concorso internazionale di canto corale "C.A.Seghizzi" di Gorizia. Ancora oggi (2000) continua imperterrita, in splendida forma psicofisica, a coltivare i suoi interessi componendo e dipingendo, col vivo piacere di partecipare direttamente alla vita culturale della nostra regione. Invidiabile!
Un CD * Per saperne di più
In occasione del 90° compleanno di Cecilia Seghizzi l'Associazione corale goriziana "C.A. Seghizzi" ha prodotto un CD con musiche cameristiche della compositrice goriziana. Oltre ad essere un omaggio all'artista, il CD costituisce una novità assoluta sul mercato musicale. ********************************** Per coloro che fossero interessati indichiamo il recapito dell'Associazione produttrice: Associazione corale goriziana "C.A. Seghizzi" * via Vittorio Veneto 174, Palazzina C * Casella postale 7 * 34170 GORIZIA (Italia) * TEL. 0481.530288 - FAX 0481.536739 ********************************** Per ulteriori e più complete informazioni sul catalogo delle opere, sulle altre iniziative dedicate a Cecilia Seghizzi telefonare o scrivere a Italo Montiglio * Tel. 0481.60119 - 412145 * Cell. 0335.8018607 * E-Mail i.montiglio@go.nettuno.it - i_monti@yahoo.it ****
Composizioni
Le composizioni di Cecilia Seghizzi sono piccoli quadri disegnati con mano leggera: acquerelli destinati a fermare il momento in cui l'idea è apparsa per la prima volta, con tutta la sua forma e il suo colore. Rispetto alle pagine dedicate al coro, la produzione cameristica e strumentale appare in generale più ardita nel sottolineare gli urti armonici con ritmi scanditi, altre volte "scanzonati nell'intenzione" (Laura De Simone) e "di caselliana vivacità" (Gianni Gori). La scrittura oggettivista fondata su procedimenti spazializzanti è ripensata in pagine nelle quali "traspaiono una arguzia ritmica e una felicità contrappuntistica di ottimo gusto" (Gilberto Pressacco). Nei pezzi per pianoforte (editi a cura del Comune di Gorizia e ripubblicati da Pizzicato con il titolo Impressioni nel 1991) il disegno è dominato da sbalzi di umorismo leggero, lucidi e parodistici (come nel Vivace e nello Scherzino ) o di libera suggestione (Fantasia ). Più vicina al politonalismo di Hindemith è la Sonata (1963), costruita su pochi materiali tematici ricorrenti, dove l'alternanza dei ritmi e delle sonorità del pianoforte asseconda con una libera prosa il contenuto lirismo dellíoboe. Di pregevole fatture cameristica sono anche la parentesi Di notte (1979) per flauto, soprano e pianoforte su versi di Rocco Rocco e la disinvolta linea del Valzerino (1984), per flauto e pianoforte. Nelle Tre Liriche su versi di Umberto Saba e nelle Nina-Nane su versi di Biagio Marin la duttilità del profilo melodico lascia trasparire la tendenza a usare sullo sfondo i colori della tavolozza impressionista. Ritmi disincarnati e parentesi oniriche caratterizzano il Divertimento (1982) per violino e pianoforte, mentre nel Concertino (1981) i fiati accennano a un dialogo che dà spazio alla componente timbrica, appoggiandosi su un delicato tappeto sonoro generato dagli accordi oscillanti e dalle brevi imitazioni degli archi. (a cura di Alessandro Arbo)
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