Giubiasco: elmo lepontico detto anche di tipo: russo

Brock (brocca)

Testa di vitello

Anfora di Aix: particolare guerriero gallico con elmo corinzio

 

La Storia dei Leponzi

di:  Luciano Giovenzani

Un tuffo nella preistoria del Lago Maggiore

La Cultura di Golasecca

A partire dai primi  insediamenti abitativi nella regione del Lago Maggiore, bisogna risalire alla Cultura di Golasecca, che deve il nome al luogo nel quale considerevoli scoperte furono effettuate agli inizi del XVII Secolo portarono alla luce varie necropoli risalenti alla prima Età del Ferro, nella zona limitrofe delle due sponde del Lago Maggiore, fino ad estendersi verso la Dora Baltea, al Lago di Como, su fino alla catena alpina del Gottardo, nella Valle Mesolcina, nei  Grigioni italiani. I centri principali erano situati presso Como, Castelletto-Ticino, nella Piana di Magadino, Sesto Calende,  Ornavasso ed altre località dell'Ossola. Questi popoli praticavano i riti funerari della cremazione e l'inumazione a partire dal VI Secolo a.C. fino al I secolo a.C. Nel periodo fiorente della Civiltà di Golasecca, furono frequenti i corredi funebri dei vasi di bronzo, forse manufatti sul posto, o frutti di baratti con gli Etruschi e le popolazioni della Francia centrale, e i contemporanei abitanti della Carizia, conosciuti come la Civiltà di la Tène (per i prodotti in ceramica e coccio) e la Civiltà di Hallstatt, per i manufatti in ferro e bronzo e lo stile animalesco decorativo proveniente dagli Urali. Esclusivi invece della zona del sopra Ceneri, sono stati trovati dei  reperti archeologici (presentati alla Mostra locarnese) di placche per cinturoni, dalla forma fogliata larga, orecchini con pendagli in bronzo a spina di pesce, perle d'ambra (di cui una delle vie dell'ambra passava per il Canton Ticino), tutti questi oggetti sono stati fatti in loco.

La Seconda età del Ferro

Inizia nell'Italia settentrionale con la massiccia invasione gallica del 388 a.C., in quest'epoca si ebbe la fine della predominio etrusco in tutta la pianura padana, e la  commercializzazione con l'area tirrenica, mentre svilupattissima furono gli scambi commerciali, vino,armi, stoffe, vasellame nella antica  Marsiglia, fondata dai popolo galli  Salii Molte erano le navi  navi greche e  i mercanti  Fenici di Cartagine. Dall'Europa centrale tribù celtiche, ma sarebbe meglio chiamarli "nazioni celtiche" dove si rispecchia di più l'omogeneità e le caratteristiche dei vari popoli europei.intensi erano le vie tracciate dai Celti, per le grandi migrazioni ai quattro punti cardinali, sia per lo scambio dei prodotti della terra. Nella Gallia furono scavati canali, ancora oggi usati, per portare il vino greco fino al fiume Reno. 

A Verona e Brescia s'insediarono i Cernomanni, In Emilia i Boii, nelle Marche i Senoni, i Veneti, provenienti dal Nord del Belgio, a sub del Friuli, e i Reti, gia esistenti nei Grigioni alpini come i Liguri vennero influenzati dai stretti contatti con i galli transalpini e mantennero la civilizzazione golasecchiana oltre l'apparizione dei Romani, la cui romanizzarono rimase nelle zone pianeggiati del arco alpino, mentre le numerose valli, più in alto era predominio, in questo caso dei Leponzi, i quali si allearono con Annibale nelle due prime guerre puniche contro Roma, prima calarono con Brennos al sacco di Roma, per tre secoli hanno contrastato con ogni mezzo l'avanzata delle legioni romane. verso la fine del I Secolo a. C. prima della venuta di Giulio Cesare i Leponzi, gl'Insubri i Cernomanni acquisirono la cittadinaza gallo-romana, a Mantova il figlio maggiore del Druido capo  divenne il massimo scrittore latino e prese il nome di Virgilio, il gallico.  

La casta dei Guerrieri

La casta nobile dei Leponzi furono  i guerrieri e le loro armi erano ricercate in tutto il continente. Tutti gli studi concordano a dire che il corredo bellico proveniente dagli scavi archeologici. La maggiore parte delle armi sono state rinvenute  nelle tombe dei principi guerrieri, di marcati influssi d'oltralpe, dalle lunghe lame con intrecci e decorazioni nordiche, ai motivi ornamentali di carattere fiorito dei foderi misti legno e bronzo, tipico dei Senoni. Armi di ogni tipo dai pugnali ai corti gladius spada a corta con lama larga, originaria dell'officine della Spagna Celtiberica, "gladios" non è una parola latina. Nella tomba del Guerriero a (Museo di Sesto Calende) composto dal elmo detto del tipo piceno, pur non essendo di fattura celtica come l'elmo  a punta con paraorecchi a brocche trovato a Giubiasco (Museo Nazionale Svizzero Zurigo) e le spade in ferro della Necropoli di Ornavasso (Museo del Paesaggio Pallanza). I tre elmetti di Giubiasco, presso Bellinzona sono anche detti del tipo cinese o russo analoghi alle ascie di provenienza asiatica. Mentre erano tutti di fattura lepontica le numerose foggie delle punte dei giavellotti e lance dalla punta larga a foglia. il "Pilum" arma d'assalto venne perfezionata e usata dai Romani.  I Celti usavano anche elmi di fattura corinzia e combattevano nudi sotto la cintola, Spesso usavano carri da combattimento, la protezione del corpo avveniva per mezzo di una maglia di ferro che avuto successo di modo tale che durò fino al Medioevo. I Celti germani invece portavano elmi alati segno di distinzione di grande coraggio. Diffusi erano gli elmi a  corna di bue. Chi non portava l'armatura indurivano i capelli alzandoli con del gesso e li coloravano di blu, per impressionare il nemico (i Picti) della lontana Scozia. Tutti erano guerrieri valorosi, mercenari affidabili, gladiatori, dalla corta daga, che davano spettacolo nell'Arena, professionisti dello spettacolo, ne da atto il film "I Gladiatori" che riporta con attendibili riferimenti,  la vita e i costumi dei Celti a contatto con il nemico imperiale. Doveva essere stata pressapoco così la Storia dei Leponzi o Leponti del Lago Maggiore XXV Secoli. fa, oggi nella lingua locale vi è un detto, per indicare uno particolarmente attivo, si dice "fà mìa ül bälabiütt" non ballare nudo. Si sa che i Celti combattevono completamenti nudi in onore agli dei vestiti del solo coraggio (Livio).  

 

Riferimenti attuali: 

La Mostra dei Leponti a Locarno, Fabio Pedrazzini, Simonetta Biaggio, Riccardo Carazzetti. (fino a Dicembre 2000) - La Regione Ticino, Giovanni Conti - Museo di Sesto Calende - Museo del Paesaggio, Pallanza - Foto Museo Nazionale Svizzero, Zurigo - Pubblicazioni di vari autori edizioni telematiche http://keltic.tsx.org/  

Precedenti: 

I Romani alla fine della colonizazzione della Gallia Cisalpina eressero un Mausoleo Chiamato il Trofeo della Turbia, a Giulia Augusta, la Pace d'Augusto,  per le tribù  celtiche alpine vinte (13 a.C.) il monumento lo si vede dall’autostrada Nizza Monaco Marsiglia.  La  grande epigrafe cita tutti i popoli celti cisalpini dal latino: "All'imperatore Cesare Augusto, figlio del Divo Cesare, Pontefice Massimo, nella quattordicesima acclamazione imperatoria, nella diciasettesima tribunicia potestà, il Senato ed il Popolo Romano [fecero] poiché sotto la sua guida e i suoi favori tutte le genti alpine che abitavano dal mare superiore all'inferiore vennero sotto l'imperio del Popolo romano. Le genti alpine vinte sono i Trumplini, i Camuni, i Venosti, i Vennoneti, gli Isarci, i Breuni, i Genauni, i Focunati, i  Vindelici, i Cosuaneti, i Cannini, i Rucinati, i Licati, i Catenati, gli Ambisonti, i Rugusci, i Suaneti, i Caluconi, i Brisseneti, i Leponzi, gli Elveti, i Reti,  gli Uberi, i Nantuati, i Seduni, i Varagri, i Salassi, i Alemani,  gli Acitavoni, i Medulli, gli Ucenni, i Caturigi, i Brigiani, i Sogionti, i Broduonti, i Nemaloni, gli Edenati, i Vesubiani, i Veamini, i Galliti, i Triullati, gli Ectini, i Vergunni, gli Egui, i Turi, i Nematuri, gli Oratelli, i Nerusi, i Velauni, i Suetri, i Carni" –.

 

 
 

  - celtica rivista culturale europea © - Seconda Edizione Luglio 2001 -