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CORSALI (Cerco in proposito contatti con archivisti o storici italiani, portoghesi, indiani ecc.) Ebbe rapporti con la famiglia dei Medici Andrea Corsali : un avventuroso esploratore e astronomo empoleseNemo propheta in patria, e Andrea Corsali, erudito navigatore nelle Indie, a Empoli è piuttosto misconosciuto, pur dopo la scoperta della sua provenienza locale e l'individuazione della casa dove la sua famiglia abitava da secoli e continuerà a risiedere ancora fino all'estinzione. Ne hanno trattato profusamente anche storici nostri contemporanei come Renato Lefèvre, Spallanzani, Luzzana Caraci e pochi anni fa si tenne un convegno a Castelfiorentino incentrato in buona pane su di lui, con relativa pubblicazione della conferenza sulla Miscellanea Storica della Valdelsa. Noi viceversa ci si contenta di onorare la memoria di Giovanni da Empoli che con la nostra città, a quel che pare, aveva poco a che vedere salvo una remota provenienza, e che per primo non lesinò le lodi al "nostro Andrea Corsali, uomo certamente d'ogni fede degno, per essere litterato, e che ha cognizione assai... e dell'astrologia e della cosmografia; el quale assai tempo ha consumato utilmente in ricercare questi mari e terre et insule di qua, e datone di tutto perfettamente buon conto: talmente che io tengo per cosa certa, che altro meglio di lui non possa scrivere, per le molte buone qualità che sono in lui". E il Carrer lo annovera "fra i più illustri viaggiatori italiani, inferiore al Vespucci nell'importanza delle scoperte, ma non minore di lui e dell'Empoli nell'arte dello scrivere". Navigatore singolare per i suoi tempi: non affronta le traversie dei mari per affari o missioni politiche, non fu uno dei tanti mercanti e avventurieri, ne' uomo d'armi, ma, fornito di un grosso armamentario di strumenti per rilevazioni astronomiche e geografiche, eruditissimo conoscitore di scienze naturali, acuto osservatore dei territori e dei costumi, riportò notizie originali, accurate indagini e scoperte non indifferenti. Dà per primo una descrizione astronomica della Croce del Sud e delle cosiddette nubi magellaniche, attribuite poi erroneamente al Pigafetta che le notò solo 4 anni più tardi, fa rilevare l'errore di Tolomeo sulla longitudine fra la costa africana e quella dell 'India, per primo fece notare l'esistenza della Nuova Guinea, distinse Sumatra da Ceylon e dette un'esatta descrizione degli usi e costumi del popolo abissino. Il noto storico Lefèvre, che su di lui tanto ha scritto (e la cui madre curiosamente era una Bellini empolese), riferisce che ben tre fonti indipendenti, manoscritti coevi, testimoniano come fosse l'apportatore e il divulgatore dei caratteri di stampa in Africa. Suoi non disinteressati mecenati furono i Medici (compreso Leone X che gli affidò una missiva per il favoloso re David d'Etiopia) e infatti a loro sono indirizzate le lunghissime relazioni che del Corsali ci rimangono, descrittive di due fra i suoi più notevoli viaggi; le due lettere furono spedite dall 'India in patria e subito pubblicate nel 1516 e 18 in edizioni divulgative, ristampate poi dal Ramusio nella monumentale raccolta "Navigationi et viaggi" nel 1550. La prima lettera è diretta a Giuliano de' Medici, figlio del Magnifico e fratello di Leone X, e vi si riferisce sul lungo viaggio compiuto da Lisbona al seguito di un'ambasciata portoghese, della circumnavigazione dell'Africa, della traversata dell'oceano indiano fino a porti e terre dell'India. La seconda relazione è indirizzata a Lorenzo de'Medici duca d'Urbino e vi si racconta anche dei territori sul mar Rosso e sul Golfo Persico in un viaggio perigliosissimo e drammatico. Il suo nome e il suo stemma furono incisi in S. Croce nel 1898, insieme a quello d'altri navigatori toscani, e Firenze gli ha con riconoscenza intitolato una strada. Come in verità anche l'Amministrazione empolese che gli ha intestato un "Largo", chissà perché a Pagnana e non in città o almeno a Brusciana-Ponte a EIsa. Tornando al nostro ambito, la famiglia Corsali ha, per quello che ne sappiamo, i suoi albori e purtroppo il suo tramonto e conclusione, a Monteboro, allora nel Popolo di S. Bartolomeo a Brusciana, dimora che sarà sempre, per tre secoli, la base per tutta la famiglia. Il trecentesco capostipite Corsale, agiato brigliaio, dà inizio a una casata in ascesa sociale, tanto da ottenere dopo tre generazioni l'ambita "cittadinanza" fiorentina, pur al solito continuando a risiedere per lo più nella casa d'origine, dove infatti si registrano nascite, gestione di affari, testamenti e morti. La residenza fiorentina dei Corsali era in piazza S. Croce, in una casa denominata "il diluvio" per le frequenti inondazioni dell'Arno, a pochi metri di distanza dal palazzo dei Da Verrazzano. Giovanni da Verrazzano e Andrea Corsali essendo vicini di casa, quasi coetanei e con le stesse inclinazioni si sono sicuramente conosciuti. Partiti come stamaioli e sellai, gli intraprendenti e intelligenti Corsali ottengono cariche di Priore, Podestà, Gonfaloniere, e Giovanni, padre del nostro navigatore, è intimo e benemerito in casa Medici, ai quali scrive con grande familiarità, beneficiato anche dall'esenzione delle decime. Tutte queste considerazioni, onorificenze e facilitazioni, ho buoni motivi archivistici per ritenere che discendano da una parentela non strettamente ufficiale fra i Corsali e i Medici: infatti la madre di Andrea, Caterina Del Cittadino, era congiunta dell'amante più probabile di Giuliano de' Medici. Da questa unione nacque postumo Giulio, allevato dallo zio Lorenzo il Magnifico, divenuto poi Papa come Clemente VII. Contrariamente al Nostro avventuroso esploratore Andrea, il fratello Gonfaloniere Bastiano resta tranquillamente in sede, e così suo figlio Andrea, omonimo dello zio, che nasce e muore a Monteboro. Alla sua dipartita, avvenuta senza discendenti diretti nel 1605, nomina eredi i cugini Bardelli, ma "per fidecommisso", lasciando cioè intravedere la speranza che da qualche remota parte del continente potesse riapparire qualche più legittimo pretendente ai beni familiari. Cosa che poi non avvenne; e l'ultimo Andrea Corsali "portò l'arme alla fossa nel sepolcro dei suoi maggiori" nella SS. Annunziata, tomba di famiglia acquistata con gran pompa e ambizione nel 1496. Così finisce questa "nostrale" famiglia, non senza il vanto di averci lasciato un viaggiatore illuminato, buon letterato, corografo, cosmografo, astronomo, un personaggio insigne ancora in parte da ricostruire e valorizzare. Giulia Grazi Bracci |
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Genealogia Corsali (estratto) |
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Corsale (1) |
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1) brigliaio. Sepolto per il Cirri nel 13.. |
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13)n. 1452. Con Caterina del Cittadino. Priore nel 493.Podesta di Peccioli 1504. Dei Buonomini 1513. Concesso sepolcreto all'Annunziata '496. + 8-12-519. |
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