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GIUGNO 2001
vENToTTO.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
...
SoUNDtRAcK:
...
Buongiorno.
Mi presento: io sono l'errore di una quindicenne. L'errore di un'inesperta
teenager che si schiude al mondo in tutta la sua bellezza e innocenza. Io
sono l'errore da portare come esempio quando si parla di cazzate, di colpi
di testa. Sì, mi piace l'idea di far parte di un passato da due lire,
da citare quando si ha voglia di fare due risate, massì. E' bello
essere ricordati così. Gli eventi successivi incidono sempre il modo
in cui si guarda al passato, eccome. Probabilmente i tuoi nuovi eventi ti
hanno fatto evolvere in un modo fantastico. Otto anni sono tanti, sono una
vasca da bagno grande quanto un canale, lunghi da nuotare, e chissà
che fatica prendere fiato ogni volta. Arrivi a toccare mille spiagge, ed
ogni nuova spiaggia ti sembra più assolata e morbida delle precedenti,
tanto che quella prima spiaggia sassosa si fa presto a dimenticarla, a denigrarla,
a buttarla via. Ci sono un paio di anime pie che hanno fatto sì che
il mio desiderio di vederti costeggiare il lido da cui sei partita divenisse
realtà. E quelle anime pie credono che io sia ancora indissolubilmente
legato a te. Il fatto è un altro, cioè che io sono legato
a quegli anni, in cui avevo una mano da tenere mentre camminavo, un corpo
da stringere a me quando il vento soffia, una spalla su cui appoggiarmi
quando proprio non ce la facevo più, e tendo erroneamente a identificare
quella situazione in te, come se tu fossi l'unica condizione per la mia
felicità, per il mio smettere di vagare. Non è così.
Se la cosa ti lusingasse potrei anche fingere e dirti che sì, che
sei l'unica possibile donna della mia vita, ma io non fingo mai, tu lo sai.
E questo non posso dirlo. E se vogliamo, oggi non mi è più
possibile dirlo nemmeno per scherzo, perché sapere che sono stato
un (lungo) errore mi fa un po' male. Io spero che il lavoro dei buon samaritani
che ti han dato il mio indirizzo ti serva a leggere queste parole. Perché
l'idea dell'innamorato cronico è bella, molto romantica, quasi tragica,
quasi da Goethe, ma io non sono in quella situazione. Mi spavento quanto
vedo che ancora troppe cose intorno a me mi portano a ripensare a te, e
mi chiedo cosa mi succeda realmente. Mi sento il topolino nel labirinto,
che risponde inconsciamente agli stimoli esterni, meccanicamente. Ti vedo
e mi scatta dentro una sorta di allarme difensivo, che mi porta a chiudermi
e ad evitarti. Comportamento infantile? Boh, non ho risposte. La nostra
amica psicologa mi guarda con compassione e tenerezza quando ogni volta
il discorso cade lì, lo so. Poi mi dice di scappare, di scappare
sempre. Nè io sono in grado di immaginare come potrebbe essere, adesso,
vivere al tuo fianco. Ogni possibile indizio mi dice che sarebbe impossibile,
che non mi starebbe affatto bene, e che scapperei subito, perché
non c'è più futuro.
E' che odio lasciare in sospeso i discorsi, e non si è capito come
ne siamo usciti, chi ha vinto e chi ha perso. Ora però ho capito
che mentre io sono l'idiota che ancora ci pensa, tu sei quella che ha saputo
essere fredda e pratica, e mi vede oramai come un errore lontano. Catalogato
ed archiviato. Non è triste? Non lo trovi nemmeno un po' triste?
E non lo trovi nemmeno un po' offensivo nei miei confronti?
Ma va bene così. Lasciamo le cose così. Se solo avessi la voglia di guardarmi attorno troverei un mare di persone in grado di tenermi la mano mentre si passeggia, una scelta infinita di corpi da abbracciare nel silenzio più totale, migliaia di spalle su cui posare la mia fronte, le mie labbra. Un mare di donne che potrebbero essere anche meglio di quanto mi ricordo di te. Il fatto è che non lo posso sapere, perché tu rappresenti l'unica storia seria della mia vita, e dopo di te c'è stato praticamente solo un lungo deserto. Se fossi meno esigente, meno difficile, meno perfezionista, ed avessi anche meno princìpi, avrei migliaia di possibilità di sostituire la tua silhouette con una qualsiasi altra. Ma mai -ripeto mai- parlerei di te come un errore di gioventù, come una cosa che ho fatto quando ancora ero incapace di fare freddi calcoli, quando ancora non leggevo le garanzie e gli effetti collaterali. Mai. Hai conosciuto uomini migliori di me? Naaah, non credo. Hai conosciuto uomini diversi, che ti calzano meglio, ma non migliori. Ed io non credo di essere il migliore, ma non credo nemmeno di essere un errore. E non merito di essere ricordato (e declamato) come tale. Buona fortuna. Oggi, finalmente, si chiude un capitolo. Continua a dirmi ciao, sulla ghiaia tremolante. Anche solo un ciao detto per errore.
E' arrivato il vento di terra o di mare che porta più in là.
vENTIsETTE.zEROsEI.dUEMILAuNO
[rIFLESSIONE pOST-pRANDIUM]
bACKgROuND:
...
SoUNDtRAcK:
...
Non lo so. A volte mi viene da dire solo "non lo so". Perché non ho altre frasi da sputare via, ecco. Perché è un periodo un po' così. Già mi ero ricreduto sull'estate, che prima odiavo, ma ora mi tocca fare marcia indietro, perché ancora una volta il caldo insiste per farsi associare alla noia. Nel giro di poche settimane ho perso -credo definitivamente- i contatti con un paio di persone che avevano una strana concezione dell'amicizia, ho sfasciato una macchina con tanto di colpa (e vai col calare dell'autostima), ho il timore che questo esame del 10 luglio andrà a farsi fottere, ed in più, per vie traverse, ho sentito cose che attentano all'unica libertà che mi restava: quella di sognare e vivere (miseramente) di ricordi e... rimpianti. La gente a volte parla così, per dire, o forse anche per far male. E tu coltivi in te un ricordo, te lo tieni stretto così, non perché vorresti che accadese ancora, ma perché ci sei affezionato, ma in tre sole parole che ti arrivano all'orecchio capisci che è cosa univoca, dunque sterile e morta. Ottimo. Ottimo così. Le nasate sul muro fanno bene, di tanto in tanto.
Non lo so, non lo so davvero.
vENTIsEI.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
...
SoUNDtRAcK:
...
Mi
piace la mia ombra. Mi piace guardarla proiettata a terra, così.
E' più bella di me, sicuramente. E riesce ad essere misteriosa senza
troppo impegnarsi, contrariamente a me. E non ha nulla da rimpiagere o da
rinnegare. Quando vuole se ne va e lascia a me tutto il gioco. E' sempre
sotto i riflettori, ma al buio si confonde e guizza via senza dare nell'occhio.
La mia ombra non si incazza praticamente mai, ed ha spalle più larghe
delle mie. La calpestano in tanti ma lei non fa una piega. Non ha memoria
del passato e non gliene frega un cazzo del passato. Ma sono in tanti quelli
a cui frega poco del passato. Ed è frustrante -io credo- giustificare
le scelte del passato dicendo beh, ero giovane e non sapevo che facevo.
Non trovate anche voi, miei affezionatissimi?
Io bevo il caffè e medito. Mi chiedo cosa ci faccia sta biondazza
fulminata sulla 7, che dice cose folli. Mi chiedo perché la linea
ADSL arrivi solo a due vie da qui, non permettendomi di fare 'sto cazzo
di contratto. Mi chiedo perché scrivo se ho ancora un male della
madonna al braccio. Poi mi chiedo una cosa, ed è quella su cui mi
interrogo di più. Ecco, mi chiedo perché la gente sa essere
tanto stronza. Ti demolisce così, con una giustificazione del cazzo.
Sì sì, perché la vita ti cambia, e spesso ti cambia
in peggio. Un peggio così peggio che ti fa rinnegare il passato.
La giovane età come scusa, e neanche un minimo di vergogna, di ribrezzo
per se stessi, nel definirti un errore irripetibile, uno sbaglio, un colpo
di testa, una cazzata di gioventù. Magari anche con la puzza sotto
il naso, certo. E' una società classista, ragazzi. E tutti a votare
rosso, certo, contro i ricchi, contro i ricchissimi, contro i fasci bastardi,
come se servisse. Ma chi emargina, che disegna i confini del sociale, chi
banfa... quelli chi se li incula?! Chi ci fa caso?! Ma sì, facciamo
mille rivoluzioni... però quella contro la puzza sotto il naso non
la facciamo mai, eh?! Io vorrei sapere qual è la fonte di questa
supposta superiorità. Perché conosco mille persone che potrebbero
mangiare la pastasciutta in testa a tutti questi messi assieme, eppure no,
non lo fanno. Che non abbiano trovato la fonte? Secondo me -e preferisco
pensare così- non l'hanno trovata.
Ed è proprio perché è una supposta superiorità
che vi consiglio di infilarvela nel culo.
La superiorità non arriva così, attraverso decisioni autonome. Non ci si sveglia credendosi più bravi e più belli. La superiorità si merita sul campo. Te la infilano sul petto come un pataccone al valore. Ti arriva dagli altri, non da te stesso. Credersi Napoleone è bello, certo, ma è da folli. Ed anche un po' egoistico, dai. Presunte elite luccicanti si parano di fronte a me e si fanno scudo con le braccia e con le spalle. Mi tagliano fuori, ma fuori da che? Si accoppiano tra loro per non sfigurare, perché non è bene mischiare patrizi e plebei, "cultura" e sozzura, esclusività ed elusività. Al diavolo. Io mi guardo Dawson's creek e buonanotte. Cioè, lo guardo domani. Ora... anzi, tra poco, c'è Innamorati pazzi, l'unica cosa che attualmente riesca a farmi ridere.
In fondo, chissenefrega... ma sono di nuovo in crisi. Crisi profonda. E nessuno può aiutare. Io un errore, questa è bella. E comunque resta il fatto che sbagliando si impara. Almeno a qualcosa sono servito.
vENTIcINQUE.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
GRIGIO, TUTTO GRIGIO. O SE PREFERITE, UN VIOLA LIVIDISSIMO.
SoUNDtRAcK:
"WHAT DO YOU WANT FROM ME?", PINK FLOYD
E'
il giorno dopo l'incidente. Ho male ovunque. Subito mi pareva di non essere
così acciaccato, ma dopo una notte di quasi-sonno i dolorini sono
spuntati. Braccio sinistro quasi bloccato, tanto che mi chiedo se non sarebbe
meglio fare un salto al pronto. Poi un po' di lividi qua e là. Ma
questo è niente. Mi fa male dentro. Perché fatico ad ammettere
a me stesso che ho fatto una cazzata immane, e sono talmente demoralizzato
che arrivo persino a pensare che ho trascorso ventisette anni di stronzate.
A volte basta un evento a rovinarti la festa, e magari ce ne vorrebbe un
altro simpatico per farmi dimenticare un po' 'sto scazzo. Ma qui oramai
gli eventi piacevoli non arrivano più. Scendono alla fermata prima.
E questo, paradossalmente, è il giorno ideale per scrivere, perché
quando sto male sono ancora più bravo. Così ho messo su i
Pink Floyd, tristezza pura, ed ho messo da parte i libri perché oggi
non se ne parla proprio, di studiare. Ho mandato due persone all'ospedale,
e forse ci dovrei andare anch'io, anche se la mia maledetta testardaggine
me lo impedisce. Quasi come se soffrendo potessi espiare la cazzata che
ho combinato. Devo ringraziare Coppi, che mi ha dato una grossa mano. E
devo ringraziare anche Claudio, che mi ha consolato parecchio. Devo ringraziare
il cielo che non è andata a finire peggio, se un cielo esiste. Devo
ringraziare tutti tranne me, alla fine dei conti. Devo ringraziare Natasha,
la mia macchinina, che ora è là, tutta acciaccata (ma nemmeno
poi tanto). Devo ringraziarla perché ha retto bene all'urto. Spero
che ritorni quella di prima. Devo pregare che non mi sospendano la patente.
Qualcuno dice sì, qualcuno dice no, boh.
Nessuno è esente da cazzate, e se ho creduto di non esserlo per un
solo attimo mi sono sbagliato di grosso. Ora pago le conseguenze di questa
iniezione di fiducia in me stesso che mi sono fatto poco tempo fa. Dio,
non si può mai fare affidamente su niente, davvero su niente.
Così me ne torno a riordinare la stanza, e a dare qualche occhiata a la 7, la nuova tivù, che già mi pare una cazzata. Non ho per niente fame, e questo giova alla dieta. Che merda... Esiste anche un meglio a tutto ciò, o resta inteso che al peggio non c'è mai fine?
E domani, magari, si riderà. Oggi no, oggi rifletto.
vENTIqUATTRO.zEROsEI.dUEMILAuNO
[AGGIORNAMENTO]
bACKgROuND:
...
SoUNDtRAcK:
...
Sfasciato la macchina. Colpa: mia. Resoconto finale: sono un coglione.
vENTIqUATTRO.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
TROPPO TARDI...
SoUNDtRAcK:
...E ANCHE TROPPO TARDI PER ASCOLTARE QUALCOSA
Auguri ad Elisa, e grazie a Claudia che mi ha spedito un SMS con i complimenti per le news precedenti. In effetti non erano male, devo riconoscerlo. Da quando do qualche occhiata ad un telefilm ben noto chiamato Dawson's creek (o come si scrive, accidenti) sono fottutamente sdolcinato e mela/malinconico. Preoccupante. Addirittura oggi una futura psichiatra con cui sto litigando da due giorni mi ha detto tali sentite parole: se vuoi io posso aiutarti. Ci ho pensato un po', e poi il vaffa è stato automatico. Giocata male, questa. Ho pensato, per troncare un rapporto buttato là, di spacciarmi per un ragazzo senza cuore dedito solo alla ginnastica orizzontale e al baccagliamento delle sorelle minori, ma invece di suscitare sdegno ho risvegliato immani desideri di vendetta. E in teoria ho anche subito una grossa sconfitta sul campo. E in più, pare che io sia anche malato di mente, evviva.
Ma io, cara psichiatra, non sono pazzo. La realtà è che io sono un grande. Grande perché? Perché PRIMO ho cose da dire, cosa decisamente rara, e DUE so dirle da dio, ma proprio da dio. Quindi se avere la mente che funziona, che produce tonnellate di pensieri, che gira vorticosamente in quelli che sembrano inutili voli (ma sono utili eccome) è la patologia, sono felicissimo di essere malato e ben vengano camicia di forza e celle con le pareti imbottite. Sto bene qui, lasciatemi qui che si vive benissimo. No medicine, no scossettine, niente niente. A farsi fottere tutti i buoni (ed arroganti) samaritani. Io me la cavo da solo, AS ALWAYS. Ho ottimi amiconi su cui contare, migliaia di anime da sfogliare, tonnellate di ricordi da risfoderare, quel po' di rimpianti che mi tengono sveglio la notte, e ancora tanta voglia di imparare e di ricredermi sulle mie certezze fasulle. Chiarito questo, veniamo alle vere e proprie news.
Dunque,
oggi quasi mi veniva da piangere. Ero per i cazzi miei, sul viale, e vedo
passare un ragazzotto un po' più vecchio di me. Vestito male, come
direbbero quelli che vestono bene, fisicozzo da modellare, pettinatura modello
"faccia il taglio che vuole lei", passo svogliato e sguardo basso,
mascherato da occhiali troppo pesanti. Quel tipo di occhiali che ti fa la
faccia che vogliono loro, occhiali autoritari che modellano gli zigomi di
chi è troppo debole per modellare un paio d'occhiali. Al guinzaglio
un cane. Uno spaniel chiazzato, già decisamente vecchiotto vista
la fatica che faceva a trotterellare. E' stato un fulmine. Una scudisciata
alla mia mente, venuta su così, naturale, improvvisa, inarrestabile.
Cosa succederà a quel ragazzo quando il cane morirà? Quel
cane che gli è così fedele, di una fedeltà che noi
uomini vediamo quasi come stupidità. Quella fiera bestia che fa fatica
ad andare avanti, ma che ha sempre il muso girato indietro a guardare che
fa il padrone, e il padrone gli parla, gli dice no, lì no. Gli dice
vieni, vai, e quando gli lancia il comando già sa che il cane lo
esaudirà. Che accadrà quando il cane morirà? Che accadrà
quando quell'animale, in cui io egoisticamente vedo l'unico vero amico di
quel ragazzo, smetterà di respirare? E poi pensavo alla morte...
così sacra quando si parla di uomini, così plebea quando a
morire sono gli animali. Così dovuta, scontata, come la scadenza
sul cartoccio del latte. Perché? Perché siamo noi l'animale
eletto? Perché siamo noi gli unici animali che si vergognano di essere
animali? Perché abbiamo perso la dimensione animale? Dov'è
il prodigioso fiuto? Dov'è che sto andando IO con la testa? Ero al
ragazzo, al ragazzo col cane. Cane che morirà, prima o poi. Sarà
straziante.... già. E sono straziante io, che vedo morte ovunque,
e così facendo non mi godo l'attimo dell'esistenza.
vENTI.zEROsEI.dUEMILAuNO
[sAD wORDS]
bACKgROuND:
...
SoUNDtRAcK:
...
A
volte basta il dolce enigmatico sorriso di una diciottenne austriaca per
allietare un caldo pomeriggio di fine giugno. Una foto che lei invia a tutti
i nuovi incontri di ICQ, e stai sicuro che se è lei a proporre la
foto vuol dire che un motivo c'è. Perché sa di essere bella,
bella davvero, e anche se parla solo un briciolo di italiano, quel briciolo
è tutto ciò che le serve. Ed io, che non ho voglia di capire
quale sia la differenza tra il delitto preterintanzionale e il reato aggravato
dall'evento, da quel sorriso mi lascio portare in uno dei miei ormai poco
consueti tour nei meandri dell'incomprensibile mia mente. Se tutto ciò
che mi sta attorno avesse una logica, e se questa supposta logica del tutto
mi piacesse anche solo un po', tutto sarebbe noioso e poco stimolante, ma
almeno sarebbe immobile. La garanzia dell'immobilità, del vincolo,
della costante costa all'incirca quanto la sicurezza di una noia perenne,
ed è la noia ciò da cui rifuggo. Quando mi è possibile.
Ed anche quando non mi è possibile.
L'elemento infantile è ancora troppo presente nei miei comportamenti,
sebbene a volte io stesso tema che sia troppo poco presente. E sono io-bambino
quello che si limita ad un freddo saluto quando ti incontra sulla grigia
ghiaia fremente. Che ti fa cenno alzando appena appena l'avambraccio destro,
col palmo serrato, perché se divaricassi anche solo un minimo le
dita la mia presa palmata ti comunicherebbe senza ombra di dubbio che, al
di là della logica e del tempo, ancora avrei voglia di te. Al di
là del destino, dell'ironia, dell'impossibile. Al di là anche
dei legami che il fato ci disegna addosso come per illuderci che in fondo
la vita è sinonimo di felicità. Io col destino ci ho litigato
secco, ed ora non mi imbroglia più, nè tenta di imbrogliarmi.
Ma me la fa trovare dura in un altro antipatico modo, cioè evita
di proporsi, di propormi le varianti da affrontare, i muretti da scalare,
le ripide discese da fare di culo, tenendo il fiato. Il vuoto, l'assenza
dell'evento, le pagine non scritte per pigrizia e per ripicca. Sì,
anche la ripicca. Vero è che Atropina non si accontenta mai, e si
lamenta sempre. Vero è che Atropina vorrebbe di più, vorrebbe
tutto, e comunque vorrebbe sempre il meglio. Che cosa mi separa dal meglio?
Semplice: il fatto che io non abbia ancora capito cos'è meglio per
me. E il fatto che io abbia paura di stringerlo tra le mani, questo meglio.
Perché una volta raggiunto l'obiettivo la mente e la volontà
restano disoccupate, si adagiano su praterie dove il vento non sembra più
soffiare. Mentre ora sfiorano la ghiaia e di tanto inviano impulsi al mio
arto superiore destro, che si flette quasi svogliato, senza oscillare, in
sincronia con le labbra che disegnano un ciao distratto, leggero e pesante
allo stesso tempo. Come può esistere un ciao così dopo tutto
quello che quello stesso ciao apriva e chiudeva tra noi? Tutto quello che
c'era tra un ciao e l'altro che fine ha fatto? Per un po' è fuggito
anche dalla mia memoria, lo ammetto. Fino a quando mi sono reso conto che
per certe tracce di vissuto non esistono reset, perché quel vissuto
mi ha fatto crescere, mi ha creato. Io ora sono anche ciò che era
compreso tra i due ciao, ma non avrei mai il coraggio di dirtelo sulla grigia
ghiaia tremolante. Neanche fossi stordito da una poco nobile media bionda
annacquata o da chissà che altro surrogato dell'euforia. E così
sono troppe le cose che non mi spiego. Come posso io non averti dimenticata
quando tu ne sei stata capace? E' solo merito degli amori intercorsi o c'è
qualcos'altro che mi sfugge? Lo scrivo qui perché so che non lo leggerai
mai, sebbene mille siano le macchinazioni che attuo per far sì che
questa videata passi sotto il tuo naso all'insù. Ma non accadrà,
è contro tutti i pronostici. Anche se me lo meriterei, se non altro
perché credo che resti un ultimo discorso da fare, quello dove io
fatico a darti delle spiegazioni ormai per te inutili e tu ascolti fingendo
che la cosa rivesta qualche interesse, mentre io che racconto so che nemmeno
il più sincero e bizzarro dettaglio potrebbe più scalfire
otto anni di ciao detti come si dà un addio.
Ogni cosa ha un'alfa ed un omega, ma nel mio privatissimo cimitero il mio
fido scalpellino non ha ancora ricevuto i denari per batterlo, quell'omega.
Perché quei denari non li ho mai spediti. E non è avarizia,
ma qualcosa di più simile alla speranza, sebbene mi vergogni come
un ladro ad usare questa parola. Speranza. Il marmo è ancora vergine
non perché non sia tutto finito -perché il cadavere c'è
eccome, quasi decomposto per intero- ma perché quel cadavere ha lasciato
testamento. Testamento che va letto, e prima o poi te lo leggerò.
Ed è così che il rumoraccio delle ferraglie del treno o l'odore
stantio dell'olio fritto e rifritto non provocano in me un logico conato,
ma l'impressione di qualche buona occasione sprecata per togliere finalmente
i secchi sigilli a quella pergamena, ancora così viva che mi respira
tra le mani. Se il cadavere abbia lasciato a te quello che a lasciato a
me non lo so, e sinceramente ne dubito. Un paio di tazzine di caffé
erano un'ottima scusa per scoprirlo, ma il tempo va suggerendomi che troppi
raccolti sono passati dai chicchi di caffé giusti per quell'incontro.
Allora forse il desiderio è uno solo: farti scoprire almeno che scrivo
bene, che ho un mare di cose da scrivere e che tra queste -stupisciti- ci
sei anche tu. Esattamente come se fosse ieri. Esattamente come se Camerun-Argentina
dovessero giocarla domani, come se oggi fosse il 9 giugno dell'anno del
signore 1990, come se fossimo seduti su una grezza panca di pietra ed io
avessi addosso quel vecchio maglione di lana blu scuro fuori e rosso dentro.
Rosso e blu come una calamita, che quella sera era servita ad attirarti.
E se tu sapessi come scrivo e cosa scrivo ti sorprenderesti nel vedere quanto
io sia ancora fermo lì, e come siano comunque grandi i passi che
fatto nel riuscire ad esprimere i miei lati più insondabili. Mi piacerebbe
che tu sapessi chi sono ora e cosa sono, perché un freddo ciao dice
il contrario di quanto vorrei dire. E fa solo danni. Non a te, che te ne
freghi. I danni li fa a me, che esito su un maledetto panciuto omega, perché
ne ho fatto una questione di principio. E spero che quell'omega arrivi prima
del mio. Non sopporterei l'idea di lasciarci le penne prima di aver avuto
un'occasione per guardarti in faccia un po' più a lungo del solito.
Cosa? Ma sei coglione? Ancora pensi alle questioni datate 1990? Ecco cosa
dite voi, cosa pensate di questo morboso attaccamento all'impossibile, all'irripetibile,
al già andato. Da quando ho iniziato a realizzare qualcosa, ho capito
che non ero un tipo che lascia la cose a metà. E non parlo delle
cazzate. Ok, non sono mai diventato un chitarrista, la laurea è ancora
a qualche fermata da qui, e mille sono le cose che non ho finito e non finirò
mai, ma cristo santo questa cosa deve avere un termine, sia il silenzio
assoluto o sia qualsiasi altra cosa. Nessuno può capire, e l'unica
che può capire non leggerà mai. Che condanna, eh? Verrebbe
quasi da ridere...
[ti
ricordi i giorni chiari dell'estate
quando parlavamo fra le passeggiate...
stammi più vicino ora che ho paura
perché in questa fretta tutto si consuma
mai, non ti vorrei cambiare mai...
perché siamo due destini che si uniscono
stretti in un istante solo
che segnano un percorso profondissimo
dentro di loro
superando quegli ostacoli
se la vita ci confonde
solo per cercare di essere migliori
per guardare ancora fuori
per non sentirci soli] TIROMANCINO
dICIOTTO.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
MA SAI CHE FORSE FORSE ALLA FINE LA VOGLIA DI STUDIARE L'HO TROVATA?!
SoUNDtRAcK:
"TRUE FAITH", NEW ORDER. L'HO TROVATA, CAZZO, L'HO TROVATA.
UN SOGNO.
"Caspita
Atropina, potevi dirmelo della festa. Pensa che proprio quella sera io,
Allen Iverson, Gennarino Gattuso, Laura Freddi e Eva Henger eravamo andati
a trovare Madonna su a Milano, poi abbiamo beccato Robbie Williams, Victoria
Adams e Carolina Morace, così abbiamo fatto 2 macchinate e siamo andati
su a Fontanelle a casa di Mick Jagger che ci aspettava con tutte le All
Saints ... ma se sapevo che c'era un party da te venivo subito, anche perchè
Iverson ha litigato con un cameriere e l'ha accoltellato. Ma sai com'è nervosetto
Allen ..."
Ecco quanto mi scrive l'Alby, che spero non
se la prenda se ho pubblicato parte della sua e-letter. Ne approfitto per
dirgli che con Nicole Appleton delle All Saints ci ho litigato secco dopo
che mi ha sboccato sul piumone del letto giapponese, quindi è meglio
se per un po' ci evitiamo. E forse essere andati a due feste diverse, alla
fine, è stata una cosa OCCIMA. Tra l'altro, Alby, io domani sera
non ci sarò perché vado giù al Maurizio per un'ospitata
delle solite. La puntata non dev'essere male perché dovrebbero venire
giù anche Vittoria (Belvedere), vanessa (Incontrada), le veline,
Pupo, Paola (Cortellesi), quella stronzetta di Alba, quella cretina della
Clerici (io stavolta ci bisticcio), poi c'è quella che era arrivata
seconda a miss italia, di queste parti... sai.. quella che ci eravamo baccagliati
al Rouge... che poi ti aveva dato il numero di cellulare, ma Angelo l'aveva
usato per fare il filtrino... ecco, quella tipa lì. Ma l'hai ancora
sentita? Lei continua a chiedermi il tuo numero, però io, se non
sono autorizzato, i numeri mica li do. Faccio bene?
Sandokan, preparati. Dopo lunghi anni senza una vacanza insieme pare che sì, questa volta partiremo davvero, solo tu ed io, verso l'isola della perdizione. Ibiza. Sandokan ed Atropina ad Ibiza. Abbordati da spacciatori impasticcati e da omosessuali di ogni razza e colore, imbarcati su un aeroplano della prima guerra mondiale che non fa un tagliando dai tempi di Hiroshima. Relegati in un albergo di dodicesima categoria a lavar calzini per pagare i due milioni di frigobar che abbiamo fatto fuori nonostante io dicessi "ma non è che poi c'è una sberla da pagare?", perquisiti (corporalmente) da una corruttibilissima polizia locale, i cui agenti ci fotteranno il portafoglio per tacer del fatto che cercheranno di portarci via anche qualcos'altro, mentre siamo lì con i palmi al muro e la tremarella. Avvicinati dalle peggio zoccole indigene, che hanno l'alfabeto delle malattie (e già la lettera A basta, ve lo garantisco), che vedendo che non vogliamo usufruire delle loro prestazioni ci prendono per il culo pesantemente e ci graffiano con le loro unghie di plastica. Poi arriva il pappa e ci gonfia pure lui, ri-denunciandoci alla polizia locale con cui già abbiamo fatto la sgradevole conoscenza. Per non parlare degli attentati dell'ETA, dei fottuti integralisti islamici, del popolo di Seattle che vuole sfasciare il set di Mtv on the beach, degli hooligans, dei tifosi dell'Inter che ci tirano gli scooters addosso, dei giapponesi che credono che la seconda guerra mondiale non sia ancora finita e della protesta dei contrabbandieri di sigarette di Napoli. E poi sciopero dei voli, epidemia di colera, per poi tornare a malpensa e scoprire che mi hanno fottuto Natasha nel parcheggio custodito. Merda. Terribile. Vado a dormirci su. Dovrei ancora studiare dolo, colpa e preterintenzione... ma non diciamo cazzate. Buonanotte.
dICIASSETTE.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
STANCO MORTO, CERCO LA VOGLIA DI STUDIARE IN POSTI DOVE NON LA TROVERO'
MAI. E ALLORA MI ARRENDO E SCRIVO. ESATTAMENTE COME L'ULTIMA VOLTA.
SoUNDtRAcK:
"BOOTYLICIOUS", DESTINY'S CHILD.
No, niente. Abbiamo fatto una festa, stasera. E' venuta varia gente e non è stato male. Ecco mi ha fatto un po' incazzare la solita Beyoncé. 'Sta qui arriva con le sue due amiche -quelle che cantano con lei- e alé, iniziano subito a bere come delle spugne. Ed io ho subito detto ad Elisa di tenerle d'occhio. Loro arrivano, si attaccano al mobile bar e buonanotte. E magari il giorno dopo hanno un concerto e viene sempre fuori uno schifo perché hanno ancora la testa che gira. Poi Sandokan ha iniziato a baccagliare pesantemente la velina bionda. Ma una cosa davvero pesante. Anche George (Clooney) era un po' imbarazzato di fronte a questa corte così asfissiante. Sulla terrazza a godersi il fresco c'era Christina che sparava acuti alla cazzo, facendo tremare la bocca, proprio come fa nei video. Coppi giocava a carte con Omar Sharif. Omar insisteva per fare due mani a bridge, perché lui è appassionato, ma Coppi ha preferito una scopa con asso pigliatutto. Ma Omar si è difeso più che bene, e Coppi ha terminato completamente nudo ed ha dovuto cedergli anche la bici con cui era venuto fin lì. E Beyoncé beveva beveva e intonava quel pezzo che dice bills bills bills in modi a dir poco vergognosi, che proprio non le si addicono. Samuel L. J. se la ridacchiava spaparanzato sulla poltrona, e abbiamo anche fatto due parole, così, in scioltezza. Niente, mi ha detto che contava di venir su con Quentin, che alla fine gli ha dato pacco, come sempre. E George confermava, col sigaro ben stretto tra le dita. E Sandokan continuava questo baccaglio pesante, e la povera Maddalena non sapeva più come dribblarlo. Dopo un'oretta mi arriva l'Andrea -detto Cuore- insieme a Tacchinardi, Steve Harris e quel gonfio di Roberto De Niro. Avevano avuto un problema: usciti dal pub dove si erano sparati una birrozza, la golf di Andre non partiva più. Così i tre a spingere e lui sopra a cercare di fare il miracolo. Robert ad un tratto si incazza e dice che non vuol più spingere... e lì c'è stato un attimo di tensione, in effetti. Ma tutto è andato per il meglio. Oh, è sempre così: c'è sempre Neil (dei Pet Shop Boys) allo stereo, e cambia canzone ogni minuto... non ce ne lascia sentire una intera neanche a pagarlo. Ha portato una decina di cd da casa, ma la gente sembra non apprezzare. A ballare in mezzo alla stanza c'erano solo Lesh con un coca & avana in mano, cato, Pink, Ezio, una Britney più ubriaca del solito. Poi Vanessa Kelly che piangeva in un angolo perché quello screanzato di Sandokan nemmeno l'ha salutata, tutto preso a baccagliarsi la velina. Poi sento qualcuno che mi tocca la spalla: è Alessio che mi dice che ci sono un paio di suoi amici di sotto che chiedono di venir su. Io dico "ma ci mancherebbe", apro la porta e mi arrivano su un timidissimo Zinedine, Ciro e Alex Delpi. E niente c'era anche Carletto Ancelotti, fra l'altro tristissimo per i cazzi suoi, boh. Niente, non si riusciva nemmeno a parlargli. Poi iniziano i primi scazzi. Si mettono a giocare a calciobalilla, e la regola vuole che chi vince resta e i perdenti lasciano il posto. Cosa succede? Mi giocano Banderas e Melanie contro dadiel e Shirley Manson (quella dei Garbage, per intenderci). Shirley spara delle gran bombe dalla difesa e grazie a ciò vince. ma Antonio e l'altra fanno delle storie, non vogliono andarsene. E via con le discussioni. O madonna. Abbiamo dovuto discutere un quarto d'ora buono, poi mi sono incazzato, ho preso la pallina e ho detto bon, non gioca più nessuno. Dai bambini, ecco. Per fortuna c'era anche gente seria. Tom Cruise, per esempio, che mi ha spiegato come reincollare quel brandello di tappezzeria che si stava staccando. E Bridget (sì, Fonda) che mi ha lavato tutti i bicchieri prima di andarsene, che tesoro. Ilaria ha chiacchierato tutta la sera con Montalban. Montalban che mi ha impestato tutta la casa di fumo, lui e i suoi sigari. Liv Tyler ha telefonato che non poteva venire, e si scusava tanto, ma aveva un secco mal di pancia. Ezio se l'è presa un po' per questa assenza, ma poi hanno chiarito tutto per telefono. Ad un tratto mi dicono che sta arrivando la Nicole. E lì c'era già Tom, e sai che si sono lasciati da poco. Madonna, mi sembrava una cosa... invece niente, tutto tranquillo, si sono parlati un po' ma molto civilmente, senza problemi. Intanto Beyoncé beveva, beveva. E Giampiero Mughini è stato di una cordialità assoluta nell'andare ogni volta ad aprire la porta ai nuovi arrivati. Perché io proprio non avevo voglia di sbattermi. E lasciamo stare quelli che uscivano per una boccata d'aria e si tiravano la porta dietro, così ogni volta bisognava riaprire. Ad un tratto mi arriva anche quel rompicoglioni di Costanzo. Lui ti arriva alla festa e vorrebbe subito trasformarla in quel suo cazzo di show. Non se ne parla nemmeno, gli ho detto. E se n'è andato via tutto sconsolato, con la scorta. Questo cerca sempre di infilarsi alle feste altrui, ma dimmi te. Tutto sommato una bella festa. Poi alle undici han telefonato i vicini e mi hanno spaccato il culo, così tutti a casa, baci abbracci, ed io e il Sandokan siamo rimasti lì a pulire, mentre Sba vomitava sul tappeto.
sEDICI.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
STANCO MORTO, CERCO LA VOGLIA DI STUDIARE IN POSTI DOVE NON LA TROVERO'
MAI. E ALLORA MI ARRENDO E SCRIVO.
No
SoUNDtRAcK.
Facciamo
i dieci punti della situazione.
(1) Argomento
università. Continuo
a preparare l'esame. Si vedrà... ma il tempo stringe.
(2) Argomento lavoro. OK!
(3) Argomento musica. Scuola
finita. Ne riparliamo a settembre.
Ho trovato gli esecutori per il pezzo e proprio oggi ho parlato con la prof
di canto che mi ha trovato non uno ma due soprani. In quanto alla dedica...
mmmmh... ci sto pensando. E lo studio è ripreso. Ma il pezzo di Bach
mi fa ancora girare le scatole.
(4) Argomento training.
Non si
corre più, ma si nuota tanto, forse troppo.
(5) Argomento tatuaggio. Tutto fermo,
perché manca il tempo. Si vedrà.
(6) Argomento friends. L'estate (il Nuvolari)
è l'occasione per ritrovare un pacco di gente. Ah bè, qualcuno
se n'è andato, già, ma l'avevo già messo in conto.
Il lupo perde il pelo ma non il vizio.
(7) Progetto fidanzata. Z E R O.
(8) Festone. Tutto fermissimo. Non c'erano
case disponibili (anzi, non c'era LA CASA che volevo io, per essere precisi).
Mi sono rimangiato una promessa, lo so, ma vedrò di riparare verso
settembre.
(9)
Mezzo di locomozione. La finta Vespa è
ancora da Nestu, che sembra aver trovato il sistema per metterla a posto.
Settimana prossima dovrebbe essere pronta. E però voglio farla verniciare
di nero, accidenti, perché quel bianco sporco proprio non mi va giù.
Cazzo, ho visto quella di Walter ed ho provato
un'invidia spaventosa. Proprio lui ed io, appena possibile, andremo a Carmagnola
dal mega negozio di accessori tarri per Vespe a fare una provvista di robe
pacchiane da avvitare qua e là.
(10) Promessa di essere migliore.
Secondo
me sì, sono stato migliore. Soprattutto per il fatto che ci sono
pochissimo, per non dire mai.
Questo solo per aggiornarvi un po' sui cazzi miei. Ecco. Poi vediamo cosa
vorrei dire. Avrei delle condierazioni sull'invecchiamento, che mi hanno
invaso la testa l'altro giorno. Considerazioni su come cambiano le piccole
cose man mano che passano gli anni, però non ho voglia di farle proprio.
E' un momento in cui non saprei cosa ho voglia di fare. A dire il vero non
so neppure se ho voglia di fare qualcosa. Un attimo di pigrizia, via. Alla
televisione c'è poco e niente, di studiare -come dicevo- non se ne
parla. In ICQ non c'è un cazzo di nessuno. Morale della favola: nada
de nada.
Potrei salutare Ali, che adesso ha trovato
il fidanzato e non mi parla più tanto. Peccato. Peccato perché
mi è passata quasi sui piedi, uscendo dal Nuvolari, però non
ha trovato il tempo per dirmi ciao. Ne io ho voluto disturbarla. Anch'io
ho avuto solo la forza di dire un misero ciao al solito fantasma che mi
perseguita. Che coglione. E dire che ci vorrebbe così poco. Bella
(e di molto) la rimpatriata con dadiel e Andrea
detto Cuore, che ci ha permesso di ricordare i bei tempi andati. Nella fattispecie
ci siamo ricordati di una ragazza (presente in zona) con la quale tutti
e tre abbiamo avuto intrallazzi sentimentali. Eh, bei tempi. Oddio, io avevo
un braccio rotto e non ero così felice, però bei tempi lo
stesso. Ed è bello poterli ancora ricordare. Ma non andiamo nel romantico,
dai. Andrea, il libro di Jim Morrison mi sa che te lo sei giocato per sempre.
Poi c'erano anche Marco e Valentina, con una bancarella (abusivissima) dove
vendevano candele prodotte artigianalmente. Anche belle, volendo. E gli
affari forse non sono andati così male, meglio così. Il concerto
non l'ho nemmeno visto, e neanche ascoltato. Ho solo sentio che il tipo
famoso con i rastoni cantava qualcosa dove si parlava di tre scimmie d'avorio,
ma non chiedetemi di più. Anzi, vado a scaricarmene qualcuna, di
canzone di questi qua. Dove questi qua sarebbero i Malfunk e lui è
il rastone della pubblicità della clio e bla bla bla.
Cazzate a parte, vi segnalo questo sito superfico che va bene per due risate,
e che ho rintracciato per puro caso nei meandri della rete in cui spesso
mi perdo. Si parla del GAGGIO,
e se non sapete chi sono i gaggi avete un motivo in più per andarci.
Lesh lo sa cosa sono i gaggi, per esempio. Inzomma, chi ha fatto il milite
lo sa. E chi vive spesso a Torino anche. Ma chi lo è -ahimé-
non sa di esserlo.
Ed ora buona notte, non vi meritate nient'altro.
dIECI.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
UNA GIORNATA DI LAVORO, UN PO' CON GLI AMICI, ED ORA SONO QUI, AD AGGIORNARE
QUESTE MIE FOLLIE. CALO MOSTRUOSO DI VISITE, MA IO PUNTO SULLA QUALITA'
E NON SULLA QUANTITA', COME DICEVO A QUALCUNO TEMPO FA.
SoUNDtRAcK:
"PENSIERO STUPENDO", LA CRUS. "THE ROCK SHOW", BLINK
182. "SING", TRAVIS.
Bello.
Oggi mi è piaciuto. Ho avuto il piacere di conoscere un'anima fantastique.
Una cosa rapida, il tempo di un caffè, ma spero ci siano altre occasioni.
Ma sì, la vita è lunga ed io non ho fretta. Però sono
contento. Ecco: oggi sì, sono contento.
Così contento che ora non so che dire, pur avendo centinaia di cose
da dire. Potremmo commentare il clima, le future vacanze, le passate vacanze,
le vicissitudini che sono capitate ultimamente a qualcuno della cricca,
poi dei progetti, dei famosi 10 obiettivi di cui parlavo tempo fa, oppure
dei nuovi piatti che voglio imparare a cucinare, delle cose che ancora voglio
imparare a fare. Poi delle nuotate, delle corse, delle canzonette dei Blink,
del giorno in cui mi comprerò l'ultimo cd dei Faithless. Dell'alpino
Sperons che se la spassa alle Canarie (bastardo),
dell'alpino Red che sta per fare un bel giro
della penisola+isole, o dell'alpino Didier
a cui devo assolutamente rispondere, se trovo il tempo. Poi potrei parlare
della gente che incontro al Nuvolari, del pranzo della classe delle medie
che mai riusciremo a fare (cazzo), o del fatto che ho ripreso in mano la
chitarra elettrica, giusto per lo sfizio di vedere se ero in grado di fare
i sei accordi scarsi dell'ultima degli Ash. Anche se Dadiel
dice che gli Ash sono così così.
No no, è sempre così. Inizio col dire che non so che scrivere
e poi il fiume straripa. E a dire il vero ho voglia di essere cattivo et
bastardo. Mentre tutti voi dormite, miei affezionatissimi, io voglio essere
la vocina cattiva che vi sussurra all'orecchio. Poi ripeto il concetto:
ho bevuto due caffè, e sono fottutamente nervoso. Scaricherò
questa cosa in piscina, domani, ma ora?! Mi sto anche ricordando che ho
parecchie cose da fare prima di cascare nel letto, però... ho voglia
di scrivere... e poi domani sera al Nuvo, già ci penso. Un pomeriggio
di studio e cazzi vari e poi un po' là a riposarmi, a scaricare.
Con i miei validissimi friends. A partire dal Sandokan,
a cui si è aperto un mondo nel momento stesso in cui apriva la porta
della palestra. Però non posso dire di più perché poi
mi tocca contargli otto banconote da mille sul palmo teso. Parlavo di Dadiel.
Col quale ho avuto una piacevolissima conversazione ieri (e gli ho anche
scroccato una cicca, lo ammetto). Lui è il mio URLoforo, cioé
"portatore di URL" (lo dico per quelli fieri che, come me, non
hanno fatto il liceo), affinchè questo superi qualche annetto di
silenzio e trasformi una situazione noiosa in una cosa almeno almeno normale.
Pensiero stupendo. Ma sapete che ci avevo messo un po' a capire che la canzone
"pensiero stupendo" parla di un triangolo da materasso? parlo
di anni fa, eh? ma ci avevo messo un attimo. E comunque. Niente. Ho fatto
un bell'incontro, oggi, non posso fare a meno di ripeterlo. Vedi com'è
la vita? Gente che se ne va e gente che arriva. Una cosa: dovrei essere
BASTARDO come il peggio figlio di puttana che vive sulla crosta del pianeta
con questa gente che periodicamente se ne va e -coraggiosa- torna, dovrei
essere cane senza ritegno, e dire no, hai perso il treno, mi spiace, qui
non sali più. Ma io sono sempre troppo buono, cattivo solo a parole,
o intenzioni. Chi mi perde per la strada si fotte e stop. Io non devo pendere
dalle labbra di nessuno che non se lo meriti almeno al 50%. E tanto poi
ci casco sempre. Ecco che mi sta passando la voglia di scrivere. Le comete
che ritornano ogni settantasei anni hanno una luce troppo debole e prevedibile
per rivestire un interesse tale da essere preso in considerazione. Chi mi
apprezza mi deve apprezzare sempre, non a periodi. Non sono io a dover essere
il surrogato delle vostre certezze e delle vostre sicurezze. E fu così
che cacciai gli egoisti dalla mia esistenza. A sonori calci nel culo.
Poi il rischio è che Ilaria legga queste
parole e pensi che io mi riferisca a lei. No, non mi riferisco a te, stai
tranquilla. La persona a cui mi riferisco lo sa. Con Ilariuzza è
tutto un altro discorso. Due binari paralleli, ti ricordi? Che non si incontrano
che all'infinito. Ma l'infinito prima o poi arriva, cosa credi? Ho paura
delle cose finite, non di quelle infinite. Ed ho tutto il tempo, come dicevo
prima. E il fascino di questo rapporto di amicizia sta proprio in questo.
Dovevamo conoscerci a diciotto anni, senza dubbio. Adesso stiamo precipitando
senza sosta e senza fine, e tendere le mani l'uno verso l'altra non serve
certo ad arrestare la caduta. Così, di tanto in tanto, ci si sfiora
la punta della dita. Ma la caduta prosegue e nulla la rallenta. Quindi con
Ilaria c'è un contratto, il contratto prevede questo, e a me va bene
così. Io mi incazzo per quelli che sottoscrivono contratti ben più
impegnativi e poi... e poi.
Allora stop con quelli che mi dicono che devo andare al White Rabbit perché
là c'è gente che può insegnarmi a vivere. Massimo rispetto
per il locale, minimo rispetto per chi si occupa di me come di un progetto
umanitario. Apri gli occhi, fanciulla. Io qualche appiglio ce l'ho, e c'è
addirittura chi mi ritiene interessante, anche se faccio troppe assenze
nelle aule del pub del coniglio bianco. Al limite sono io che posso insegnarti
a vivere. D'ora in poi per le consulenze non suonare alla mia porta, thanks.
Adesso
io aspetto il prossimo caffè con la signorina di questa mattina,
ricordandole che questa volta sarà lei ad offrire, uah ah ah.
E' proprio così. A volte ci sono persone che ti lasciano un segno
dopo tre minuti netti. E non è questione di innamorarsi di tutto
o che altro. Così come non è questione di vite precedenti
et similia. Non abbiamo mai detto che ci dev'essere una spiegazione per
tutto, quindi la cosa ci sta bene così. Però stasera mi ha
fatto il pacco, ahia.
Cazzo quanto sei forte Atropina. Avrei sempre voluto essere un gran giocatore di carte, ma posso vantarmene solo a livello di banfata, perché ci gioco poco. Prendere le carte in mano mi fa già sentire mezzo giocatore, devo ammetterlo. E fortuna ne ho davvero poca, e dicono che ci vuole quindi sono abbastanza tagliato fuori. Però mi piacerebbe poter dire di essere un giocatore di carte, sì. Oppure trovare qualcuno con cui giocarci, questo sì.
E l'iniziativa "A Tea With Atropina"? Partirà, partirà...
dIECI.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
QUALCOSA MI FA ANCORA SPERARE IN UNO SCUDETTO BIANCONERO. CHI L'AVREBBE MAI
DETTO. UN VENERDI' NON MALE, UN SABATO TRANQUILLO, UNA DOMENICA NOIOSA (LATO
CALCISTICO A PARTE). E TRA POCO SARA' LUNEDI', E SARA' ANCHE IL VENTISETTESIMO
COMPLEANNO DEL MIO FRIEND ANDREA, AL QUALE INVIO I MIEI BEST WISHES, RICORDANDOGLI
CHE NON DEVE MANGIARSI LA PROMESSA CHE MI HA FATTO, CIOE' CHE IO SARO' IL
SUO FOTTUTISSIMO TESTIMONE DI NOZZE.
SoUNDtRAcK:
"BURN BABY BURN", ASH. MINKIA COME SONO AVANTI. QUESTA CANZONE
LA DEDICO A TRE O QUATTRO PERSONE CHE HO BEN STAMPATE IN TESTA. E GLIELA DEDICO
NEL SENSO PIU' LETTERALE DEL TITOLO. MA NON SONO MALE GLI ASH, IN FONDO IN
FONDO. ODDIO, UN GIRO ARMONICO UN PO' INFLAZIONATO, SE VOGLIAMO. MA IL PEZZO
E' POWERFUL.
Io non sono di quelli che firmano a cazzo. Quindi signori che mettete le bancarelle nei più disparati posti del pianeta e venite a rompermi le palle perché avete bisogno di una firma per i più disparati motivi, per favore non prendetevela se vi dico no, e poi ancora no, e se non basta no ancora una volta. E poi a cosa cazzo vi serve la mia firma? Ditelo subito che volete un paio di biglietti da mille, cazzo. L'onestà e la trasparenza degli intenti sono alla base di tutto. Mi chiedono di "firmare per l'AIDS" (cosa vuol dire firmare PER l'AIDS?!) sventolandomi sotto il naso un depliant con su stampata una foglia di maria. A parte il fatto che non vedo il nesso (ma forse sì... ecco a cosa servirebbero le mie eventuali offerte). Poi me lo dicono con il tono "ma porco giuda si vede benissimo che sei un dannatissimo figlio di papà carico di soldi e quindi vedi di non fare il pidocchio apri il portafogli e lascia nevicare un paio di biglietti qui dentro dio santissimo", col piccolo problema che io ho pochi pochissimi soldi e per ora non ho ancora intenzione di investirli in improbabili opere caritatevoli. E se non scusi la grana ti ridono amaramente dietro come se fossi tu la causa dell'AIDS e di tutte le altre disgrazie che affliggono il genere umano. E puoi star tranquillo che vicino al bancone ci sarà qualcuno che sta effettivamente firmando, e ti etichetterà come ragazzo senza cuore insensibile ai problemi sociali, magari anche fascista e forse anche un po' ignorante. Una volta o l'altra mi prenderò la briga di scoprire cosa c'è dietro queste organizzazioni benefiche molto approssimate. Ma dimmi te: "firma per l'AIDS". E dopo? Cosa ci fate con la mia firma? Sono le cose che non capisco, le cose in cui ho difficoltà a rintracciare un nesso logico quanto meno plausibile. E' bello notare che questi tavolini per la raccolta firma hanno sempre una bella tovaglia verde su, che ti ricorda proprio il panno verde del tavolo da gioco. Come dire: punta due biglietti da mille qui, fai il tuo azzardo.
C'è
qualcuno che vuole firmare per farmi conseguire la laurea, per esempio? Chi
è disposto a firmare per farmi trovare la fidanzata? La firma, questo
scarabocchio così importante. Regola numero uno: mai firmare prima
di aver letto sopra. Regola numero due: mai dare confidenza agli estranei.
Articolo quinto: chi ha i soldi in mano ha vinto. Prova del nove. Gioco del
tredici. La carica dei centouno. E duemilauno odissea nello spazio. Ma a proposito
di 2001, non doveva essere questo l'anno buono per un miliardo di cose? No,
perché se adesso mi metto a fare un bell'elenco eccetera eccetera mi
fermo qui almeno fino alle due di notte, ed io ho reale bisogno di dormire,
quindi non se ne parla proprio. Rimandiamo tutto a domani, facciamo così...
dai...
Ma facciamo una piccola scaletta delle cose di cui dovrò parlare...
(1) il peso dei fantasmi del passato. La veloce
storia della mia ex storia (unica degna di nota) con una signorina che ora
stenta a salutarmi.
(2) ma sono davvero un tipo di serie B? Considerazione
sui volenterosi slanci di alcuni soggetti (due in particolare) che vorrebbero
farmi capire qual è la vera vita e chi sono i veri amici.
(3) il mio senso di superiorità. E' realmente
ingiustificato o poggia su qualcosa di reale?
(4) quando cazzo stapperò la bottiglia
di champagne regalatami da Sba, che tengo in
fresco per un'occasione speciale? E per cosa/con chi vorrei stapparla?
(5) spalle larghe ed un sederino da favola. Quanto
si stanno allentando i rigidi requisiti fisici che da post-adolescente volevo
trovare nella mia donna ideale?
(6) la corsa sul viale. Esiste una velocità
per staccarsi dal suolo ed uscire per un'istante dalla realtà? L'avvicinarsi
alla soglia della stanchezza mi porta davvero in uno stato quasi estatico?
Il sudore mi tempra? Correre: un modo come un altro per estraniarsi quella
mezz'ora dalla routine.
(7) la donna ideale. A che punto siamo con il
disegno?
(8) vita, morte e miracoli di Cristina Aguilera.
E non chiedetemi perché, non lo so neanch'io.
(9) la controversa definizione/concezione di
amicizia ed il suo strano evolversi nella scala del tempo.
ATTENZIONE!!!
IERI, zEROoTTO.zEROsEI.dUEMILAuNO, QUESTO SITO
HA RAGGIUNTO I dUEMILA CONTATTI DALLO zEROuNO.zEROuNO.dUEMILAuNO.
SONO COMMOSSO (MINKIA) E VI BACIO TUTTI INDISTINTAMENTE. SULLA BOCCA (CHI
VUOLE). THE EXPERIENCE GOES ON, NON PREOCCUPATEVI, E ATROPINA SI STA ATTREZZANDO
PER DARVI SEMPRE IL MEGLIO.
FOLLOW ME 'TIL THE END... PERCHE' IL BELLO DEVE ANCORA ARRIVARE.
zEROoTTO.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
OGGI C'E' STATA L'INAUGURAZIONE DEL NUVOLARI. FINALMENTE UN PO' DI GENTE.
NON CHE MI PIACCIA TUTTA TUTTA, QUELLA CHE HO VISTO, MA TUTTO CIO' SERVE A
CANCELLARE UN PO' L'IDEA DI MORTORIO CHE MI SUGGERISCE QUESTA BELLA METROPOLI
CAMPAGNOLA.
No
SoUNDtRAcK: PERCHE' E' TROPPO TARDI, TROPPO TARDI DAVVERO. ED IO STO ASPETTANDO
DI GUARDARE LA STUPENDA SIT-COM "MAD ABOUT YOU" SU ITALIA UNO.
Sono sotto l'effetto di una bionda media. Che non è una ragazza finnica nè bella nè brutta, ma un bicchiere di plastica riempito di quel liquido ambrato che qualcuno dice bevessero già gli Egizi. E noi ci crediamo. Approfitto di questo stato mentale, e del fatto che -essendo parzialmente incapace di intendere e di volere- nulla mi sia imputabile, mancando coscienza e volontà (si vede che sto preparando penale?). Poi vorrei sapere quando cazzo finisce 'sto scandaloso special sul beach volley che sta posticipando le mie amate sit-com, cazzo. Ma nell'attesa vi racconto un paio di cose.
Cosa numero uno. Oggi ho ricevuto la piacevolissima visita di Paoletta. Che mi ha dato due notizie. La prima è che non è più fidanzata. La seconda è che Ade (la sorellona) si è rimessa col tipo di prima. Dio come sono stupido, dovevo arrivarci da solo! Benissimo, allora cara Adele, arrivederci nel 2003 o giù di lì, come accade di solito. Sfortunatamente io riesco a guadagnarmi un po' di spazio nei tuoi pensieri solo nelle pause tra una tua storia d'amore e la successiva, ed ahimè sono sempre troppo brevi perché io possa godermele un po'. Adesso come adesso, per il 2003 non ho ancora impegni, quindi fammi sapere quando sarai disposta ad andare a fare una passeggiata. Così ricominceremo per la terza volta tutto da capo. Con Atropina che non riesce nemmeno a guardarti in faccia mentre si passeggia, che fuma nervosamente cicca su cicca. Poi con Atropina che fa un po' di progressi e sembra già un po' più normale. Poi con Atropina che è fottutamente felice di averti ritrovata. Poi con Atropina che comincia a pensare che questa intersezione di vite sia ormai normale e indissolubile. E infine con Atropina che se la prende nel culo per l'ennesima volta, da vero fesso, e gira e rigira in un prevedibilissimo silenzio. Sono sostuibilissimo, praticamente inutile. E dire che qualcuno una volta aveva parlato di me come una persona più unica che rara. Uah ah ah. Ma niente di grave eh? Mica sono incazzato! E' tutto normale. Per VOI è tutto normale, non preoccupatevi. A l'è giust parej! Sono io che non funziono bene, sono io che non capisco, sono io che dovrei andare più spesso al White Rabbit, come dice Paoletta. Ah, cara Paoletta, non ci siamo capiti bene. Il fatto che io ti abbia chiesto "Ma hai anche dei pensieri tuoi o sono tutti preconfezionati" derivava dal fatto che ero un po' alterato per un'altra questione, che è la seguente...
MA CRISTO! VALERIA! Perché non mi parli mai?!?!? PERCHE' CAZZO MI EVITI IN CONTINUAZIONE?!? Ma riusciremo a parlare una volta prima che io crepi e vada a finire sottoterra?!? Ok, anch'io potrei spiccicare lì due cose, va bene... ma perché non mi parli?! Perché ti limiti ad un ciao?!? Ad un ciao quando va bene, quando proprio non puoi farne a meno, perché se riesci ad aggirarmi per bene va a farsi fottere anche il ciao, cristo santissimo! Siamo riusciti a stare nella stessa stanza IGNORANDOCI, ma ti rendi conto?!? E non era mica la Cappella Sistina: era una stanza quattro per quattro. Ma è da crederci o no?! Sentite bene, caro Dadiel, o caro Andrea che ti spacci per Mr. Bonga: date questo cazzo di URL a Valeria perché porca puttana io non ce la faccio più a vederla ogni volta e a sputtanarmi la serata così, sentendomi ignorato come... come non lo so perché non mi viene il paragone, ecco! Ma io non posso andare avanti così, sono stufo. E le mando un SMS ogni trenta mesi e niente. Resto lì con la parola sospesa nella speranza che mi parli, e niente. Dico ciao e le è già lì che mi volta le spalle, parlando con qualcun'altro. MAI NIENTE!!! MA COSA CAZZO LE HO FATTO DI MALE CHE IL TEMPO NON ABBIA GIA' CANCELLATO?!?! Tanto sono io che sto nel fango, mica lei, e allora un po' di compassione non farebbe schifo! PARLAMI!!!!
Ho rivisto Andrea e sono molto felice. Non è vero che mi sono dimenticato di te. E' che devo fare milioni di cose, e il tempo libero è sempre meno. Oh, poi oltre ad aver visto andrea ho anche visto una dozzina di sue ex. Che fenomeno quel ragazzo lì.
Un saluto a Luisa. E non è un cazzo vero che il suo tipo assomiglia a me, lo dice anche Pivio.
Saluto qui per la prima volta il Pivio. E mi sento un po' in colpa perché pare che lui segua il mio sito da lungo tempo. E mi ha fatto anche dei bei complimenti. Io lo ringrazio qui, anche per la cicca che mi ha gentilmente offerto. Ringrazio anche quella gran comunistona di Manu, che mi ha regalato un succosissimo chupa chupa fragola e panna. Anche se devo precisare che ne ha dato PRIMA uno a Pivio, POI uno a Coppi, E SOLO ALLA FINE uno a me, porgendomelo con una certa arroganza, oltretutto.
Ringrazio Ilaria per il criptico SMS ed attendo le sue spiegazioni sperando che anche queste non arrivino nel 2003. Anche perché ho appena promesso ad Adele che nel 2003 sarò libero, e non vorrei creare fastidiose coincidenze di impegni. Comunque aspetto, fino all'ultimo dei miei giorni.
Saluto anche Ali, che si è data alla pazza gioia. E che quando mi vede fa sempre la stessa scena, dicendo "noooooo" e portandosi le mani al viso, con la punta delle dita che pinzano la frangetta. Poi due baci sulle guance, poi mi dice ciao, poi io le chiedo "a quando la prossima passeggiata", poi lei riversa tutte le colpe su di me, poi se ne va di scatto e mi lascia lì, di sale. Un giorno tutto ciò mi sarebbe spiaciuto, ma oggi -grazie alla riscoperta della AC/DC- me ne sbatto il CA##O altamentissimamente. E basta, porca miseria... mi sono rotto le palle... Babazzo, ho ragione o no?!?
Mando i saluti anche a Claudia, la mia psicologa psicopatica (vorrei precisare che dico "mia psicologa" non perché io sia in cura da lei, ma perché è una MIA amica, e sta laureandosi in psicologia. Il fatto che lei mi usi effettivamente come cavia per i suoi deleteri desideri è assolutamente irrilevante). Eh sì, perché Elisa mi ha portato i suoi saluti, quindi io ricambio. Con Elisa ho fatto pace, ma sì. Che non si dica in giro che non sogno magnanimo. LA MISERICORDIA DI ATROPINA E' GRANDE. Ma solo per qualcuno.
Ho ricevuto un SMS di Miina, l'amica finlandese che studia a Roma, dove lei mi invita nella capitale entro il 25 giungo. Le ho detto che non ce la farò ad andare giù, perché lavoro. Così mi ha risposto che verrà lei su, a trovarmi con DUE AMICHE. Lei è bellissima, le due amiche chissà, ma il gioco vale la candela. L'unica cosa sicura è che se vengono, non ne presenterò nessuna a Coppi, perché ho giurato che non gli presenterò più nessuna tipa, visto che fa tanto il sofisticato.
Ed ora vado perché sta iniziando "Mad about you". Saluto ancora Do, che è una nuova anima che spero di conoscere presto dal vivo. Impegni permettendo. Perché oggi gli impegni non hanno permesso, sigh! Ciao Do.
zEROsEI.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
ORE DODICI E CINQUANTUNO. UN POMERIGGIO ANCORA TUTTO DAVANTI, DI UNA GIORNATA
CHE NON SI CAPISCE SE FA BELLO O SE FA BRUTTO. IO SONO ALLA RICERCA DI UNA
CAMICIA HAWAIANA E DI UN PAIO DI SCARPE DA GINNASTICA, E INTANTO STUDIO UN
PO'. O COME DICEVO UNA VOLTA, "FACCIO FINTA DI STUDIARE".PERO'
OCCHIO, ALLE 14:50 ARRIVA UNA TELEFONATA CHE MI CAMBIA LA VITA, E ALLORA VAI
CON LA MUSICA.
SoUNDtRAcK:
GLI AC/DC, PROPRIO COME AI TEMPI D'ORO. SEDUTO ALLA SCRIVANIA, CON LE
CUFFIE, MA VI GIURO CHE LA MUSICA E' A MANETTA, DA SPACCARMI LE MEMBRANE.
A MANETTA COME UNA VOLTA, QUANDO LA MUSICA METAL ERA IL MIO UNICO DIO, QUANDO
CAMMINAVO AL RITMO DELLA CASSA E MIMAVO GLI ASSOLI DI CHITARRA MORDENDOMI
IL LABBRO INFERIORE E SOCCHIUDENDO GLI OCCHI, COME AD ASSAPORARE QUALCOSA
CHE ALLORA CAPIVAMO IN TRE O QUATTRO, PRIMA CHE DIVENTASSE MODA, PRIMA CHE
TUTTO FINISSE. SI CHIAMA "BACK IN BLACK", MA IO DAL NERO STO USCENDO,
NON CI STO TORNANDO. MADONNA COME SPACCA QUESTO RIFF. MA C'E' QUALCUNO ANCORA
IN GRADO DI SCRIVERE ROBA COSI', DI SUONARLA COSI', DI RANTOLARLA COSI'? ED
IO SONO ANCORA CAPACE AD ASCOLTARLA COME UN TEMPO, CON QUELLA RABBIA LEGGERA
CHE MUOVEVA OGNI MIA AZIONE E MI FACEVA DIRE CHE IN FONDO NO, NON ME NE FREGAVA
UN CAZZO DI NIENTE E DI NESSUNO? COME IL FULMINE CHE MI SONO TATUATO SUL POLSO,
CON LA CHINA AVANZATA DALLE MEDIE ED UN AGO DA CUCIRE DELLA NONNA, TATUAGGIO
CHE ORA SENTO DI NUOVO PULSARE. AC/DC, DOVE CAZZO SIETE STATI? PERCHE' VI
RISCOPRO IN UNA TIEPIDA GIORNATA DI GIUGNO? TUTTO QUESTO SCHITARRARE SCORRE
DENTRO DI ME COME UNA RIMINISCENZA CHE VIENE DA LONTANO. IO CHE AD UN CONCERTO
L'AVEVO ANCHE SUONATA, QUESTA CANZONE. AC/DC, DOVE DIAVOLO SIETE STATI? DISCO
DALLA COPERTINA NERA COME IL CARBONE, IN CHE DIMENTICATOIO TI AVEVO MESSO?
E DA DOVE ARRIVA TUTTO QUESTO PROFUMO DI FESTE A FONTANELLE, DI GIUBBOTTI
DI PELLE, DI CORDE DI CHITARRA? QUESTO PROFUMO DI VALERIA CHE BOH, FORSE NON
SE NE ANDRA' MAI? QUESTA VOGLIA DI FARE, CHIAMARE, SPACCARE, SALTARE, BALLARE,
MORDERE, URLARE, CORRERE, TUFFARMI, SBATTERE FORTE I PIEDI PER TERRA AFFINCHE'
MI SENTANO FINO ALL'INFERNO? DOVE CAZZO SIETE STATI, SIGNORI DELL'HARD ROCK?
SPERDUTI IN QUALCHE REMOTO ANGOLO DELL'AUSTRALIA, SEPOLTI NEL MIO CIMITERO
DI CASSETTE E DISCHI DAI RIFLESSI CANGIANTI. MA QUELLI LA' FUORI, QUELLI CHE
NOI CHIAMIAMO NUOVE LEVE, LO SANNO ANCORA CHI SIETE? POTENZA DI MILLE MILIONI
DI WATT CHE MI SCUOTONO DAI LOBI AGLI ALLUCI, PASSANDO PER IL DIAFRAMMA, PERCORRENDO
OGNI MIA PIU' PICCOLA TERMINAZIONE NERVOSA, ARRICCIANDO I TESSUTI E SOLLETICANDO
LE BUDELLA. LA SENTI NELLA PANCIA, QUESTA MUSICA, LA SENTI OVUNQUE. EPPURE
NON AVREI MAI PENSATO CHE IN UNA TIEDIPA GIORNATA DI GIUGNO TUTTO QUESTO SAREBBE
SUCCESSO ANCORA. FORSE SONO ANCORA VIVO, FORSE SI'. FORSE TUTTO CIO' CHE E'
MORTO QUELL'ESTATE, PRIMA DI SPIRARE HA LASCIATO LA SUA PROGENIE DISSEMINATA
IN UNO DEI MEANDRI DI QUESTO INFINITO LABIRINTO CHE MI PORTO DIETRO. ED ORA
LE VIBRAZIONI SI RISVEGLIANO DENTRO DI ME. ED IO STO QUI, MA SONO FUOCO DENTRO.
PROPRIO COME NELLA MIA MIGLIORE POESIA. E POI C'E' "SHOOT TO THRILL".
SPARARE PER SPAVENTARE, CON LA DIFFERENZA CHE IO MI LIMITO A SPARARE CAZZATE.
NON CONVENZIONALI, SI', MA CAZZATE. SONO VIVO, VIVO, VIVO. SONO UNA VOLTA
IN PIU' L'ENNESIMA POTENZA DI UNO. CHE FA SEMPRE UNO. MA CAZZO, SE CI FOSSE
QUALCUN'ALTRA DA SOMMARE A ME COMINCEREMMO A PARLARE DI ENNESIMA POTENZA DI
DUE. E ALLORA NON CE NE SAREBBE PIU' PER NESSUNO. DUE ALLA ENNE, DOVE
ENNE E' UGUALE A INFINTO. SENZA LIMITI CON LA COLONNA SONORA DEGLI AC/DC,
A SPACCARSI LE ORECCHIE IN DUE, A SPACCARE IL CULO AI PASSERI (COME SI DICEVA
IN CASERMA). POTENZA DELLE POTENZE. TOO MANY WOMEN WITH TOO MANY PILLS. SHOOT
TI THRILL, PLAY TO KILL. AH COME SCARICO BENE TUTTO, AH COME MI SVUOTO DI
OGNI MINIMO SCAZZO ALLA VELOCITA' DELLA LUCE. TUTTO SCORRE BENE E LA BATTERIA
SCANDISCE OGNI ATTIMO DI QUESTA FUORIUSCITA. AC/DC, DOVE ACCIDENTI SIETE STATI
PER TUTTI QUESTI ANNI? ED IO, DOVE SONO STATO?
Eh
be', non potevo mica scrivere tutto nello spazio soundtrack, accidenti. Era
un giorno normale, più che normale. Poi, quando mancavano dieci minuti
alle tre ed io ero lì a studiare (per finta) cose interessantissime
come l'estradizione e gli effetti delle sentenze della Corte Costituzionale
sulle norme penali (sveglia!), ecco che suona il cellulare. Leggo sul display
ILARIA CELL, ma dato che sono un malato mentale
rispondo come sempre facendo finta di non sapere chi sia. "Siii?",
con l'intonazione che sale e scende. Ecco la sua voce, che non ricordavo nemmeno
più bene. Telegrafica e professionale come sempre mi dice di raggiungerla
per una spremuta. Oddio, io non mangio frutta, nè la bevo, però
ragazzi, stiamo parlando di Ilaria: per quattro chiacchiere con lei sarei
disposto a bermi anche la bile di un tirannosauro. Io penso "vorrà
dire che non sarà una spremuta ma un caffé shakerato freddo
corretto amaretto (di Saronno, lo dico per i profani... non è che ci
mettono un amaretto dentro che a poco a poco si scioglie, tipo pappetta).
E così, a quasi un anno di distanza, ho l'onore di sedere di fronte
a quella che ritengo una donna super affascinante e di un'eleganza terrificante.
E mi sembra di averla vista ieri, perché lei è una di quelle
persone che hanno il potere di congelare il tempo. Tu l'hai vista un anno
fa, ma è come se fosse ieri, prima di Cristo, dopodomani. Fermano il
tempo, perché la variabile tempo, quando sei lì, è quella
che conta meno. Sei troppo preso a tener d'occhio tutte le altre variabili,
perché il fascino è legato all'impenetrabilità. E niente,
la trovo già seduta al tavolino del dehors, la raggiungo e poi chiacchieriamo
un po'. Sono un po' alle strette, perché nell'incontro precedente pare
che lei non avesse trovato una corrispondenza tra Atropina e la sua controfigura
reale (quella che si fa sempre male al posto suo). Era lei stessa ad avermi
detto che... boh... non parlava apertamente di delusione ma... 'nzomma. Quindi,
penserete voi, sei arrivato lì pensando che dovevi giocartela bene,
cercando di non sbagliare mosse come nella piu' cazzuta partita a scacchi.
BEEP, errore. Non è andata così. Tranquillo beato, sono addirittura
riuscito a farla sorridere, e vi garantisco che ne vale la pena. Sì,
cazzo, banale finché volete, ma che c'è di più bello
di far sorridere una donna? Ecco, ci avrei giurato: avete in mente una cosa
più bella da provocare in una donna, lo sapevo (soprattutto te, Sandokan!).
A me era più che sufficiente farla ridere un po'. Ma cosa dico "più
che sufficiente", era il mio obiettivo primario. Sebbene io di obiettivi
primari proprio non ne avessi, ed è stata quella la mossa vincente.
Allertato con dieci minuti d'anticipo non ho avuto nemmeno il tempo di farmi
la barba, altro che strategie o cosa. Al di là di tutte queste inutili
osservazioni, devo dire che Ilaria è un fenomeno. Io non l'ho mai toccata
(mai mi permetterei!) e quindi stento ancora un po' a credere che sia vera,
però voglio fidarmi del mio sesto senso e mi piace pensare che lei
esista davvero e non sia solo il frutto del sogno di un sonnellino pomeridiano.
Luminosa come poche ne ho viste, anche se un po' tagliente, è perfetta
in ogni suo gesto, che sia sfilarsi gli occhiali da sole piuttosto che bere
un sorso di spremuta o rispondere al cellulare. E' arte, io l'ho sempre detto.
Quello non era il Louvre, nè il Prado, e non erano nemmeno i Musei
Capitolini, ma io avevo di fronte un'opera d'arte che mi parlava, e che -OKKIO-
diceva anche cose interessanti, ma interessanti davvero. Dirigendo il discorso
come Brian De Palma fa con i films, portandolo su ritmi televisivi, rendendolo
appunto eterno, senza mai lasciarlo morire neppure per un istante. Io gliel'ho
detto. Cara Ilaria, avremmo dovuto conoscerci quando avevamo diciotto anni,
e cioè nove lunghi anni fa. Abbiamo perso nove anni di un'amicizia
che sarebbe stata fenomenale come minimo. Oddio, siamo sempre in tempo per
ricuperare, e incontri come questo sono senz'altro meglio di mille e-letters
sibilline, come quella che ogni tanto rileggo senza ancora aver capito due
righe due di fila. Perché siamo due arieti, cara Ilaria, e spacchiamo
il mondo, ma ci spacchiamo anche le teste, una contro l'altra. Ma siamo dibolicamente
geniali. Tu dici di voler fuggire, eh? Ma se scappate tutti io come faccio?!
Possibile che nessuno mi porti con sè?
Parlando con la suddetta signorina, sono arrivato (siamo arrivati) alla conclusione
che adesso come adesso, per fare una scelta, per dare una sferzata alla mia
esistenza, o -diciamola tutta- per sconvolgerla completamente, mi ci vorrebbe
la fidanzata. Non per farla divenire il centro unico ed indiscutibile dei
miei interessi, ma per spostarlo un minimo questo centro, un minimo nella
sua direzione, giusto quel che basta per iniziare a ruotare intorno a un centro
di gravità differente e vedere come si sta. Ed ho anche sostenuto che
questa donna però deve essere una signora donna, nel senso che deve
davvero essere un fenomeno assoluto, una che tutte le altre se le mangia a
colazione. Adesso, a dirlo qui, mi sento un po' paraculo, perché sembra
che io stia costruendo la seguente cattedrale: (1) Ilaria è una ragazza
eccezionale, (2) per cambiare la mia vita ho bisogno di una ragazza eccezionale,
ERGO (3) Ilaria può cambiare la mia vita. No, non si tratta di un sillogismo
da baccaglio. Io rifuggo le cose banali e questa sarebbe davvero una cosa
banalissima, seppur sofisticata. Io non so se l'eccezionalità che voglio
trovare nella mia musa sia dello stesso gruppo sanguigno dell'eccezionalità
che Ilaria emana ad ogni sua mossa. Anche perché di mosse di Ilaria,
tutto sommato, ne ho viste ancora poche, ed io valuto nel lungo periodo. E
due incontri non sono lungo periodo, credo. Resta comunque il punto fermo
che io sono incredibilmente esigente, e temo di non potermi permettere/meritare
la donna dei miei sogni. Non c'è reciprocità, porca miseria.
Quando da bimbo sogni una macchinina, non stai a chiederti "ma quella
macchinina avrà voglia di giocare insieme a me?". Te la fai regalare
e buonanotte al secchio. Poi cresci e inizi a capire che la gran parte dei
tuoi sogni non dipendono solo da te e dalle tue risorse. Ci sono cose che
tu vorresti assolutamente, che catturano i tuoi pensieri dalla mattina alla
sera, per le quali saresti disposto anche a fare gli antichi capricci, ma
la tua volontà è solo la metà della volontà totale
che serve a realizzare il disegno. E voilà, tutto muore lì.
Ancor peggiore è la mia situazione, quella in cui oltre a volere una
cosa che bisogna almeno volere in due, NON HAI ANCORA CAPITO CHI DIAVOLO SIA
LA SECONDA PARTE IN CAUSA!!! Questo sì che è un casino. O un
casino' (metto l'accento per comodità, non ti incazzare, Coppi),
cioè un bel gioco d'azzardo, che mi farà ricco da far schifo
o mi ridurrà in boxer.
Poi il dovere mi ha chiamato, e son dovuto scappare da quella scena fantastica.
Le cose belle durano poco, no? Io mi auguro di tutto cuore che ci sia la possibilità
di riprendere presto l'argomento, ma ne dubito un po'. In ogni caso ci aspetta
una lunga estate, ed io inizio a sapere di nuovo cos'è la fiducia negli
eventi. Oh, io non so se avete mai visto la foto della signorina nell'angolo
FRIENDS del sito. Ma ragazzi, se già lì vi fa male, vi garantisco
che dal vivo è... da rimanere senza parole. Ma io non permetterò
mai che gli istinti animali prevalgano sugli alti e nobili sentimenti!!!!
Sbaglio o ho sentito ridere?!
Tempo fa le avevo mandato un messaggio crudele dove le dicevo che spesso mi
chiedevo se lei fosse una gran donna o una gran stronza. Oggi ho la risposta.
Non è stronza per niente. Abbiamo ritmi diversi, e questo non aiuta
il sorgere di quella che ho appena definito un rapporto da record galattico.
Ed io mi incazzavo anche un po' per questo, sentendomi un po'... dimenticato...
MA ora questo l'ho capito. Quindi non mi resta che dire che forse è
proprio una gran tipa. E sono sicuro che se fosse andata proprio così,
cioè se fossimo amici da nove anni, lei per me sarebbe insostituibile,
e patirei ancor più l'astinenza, da non resistere. Per ora tutto questo
rotolarsi nel dolore non c'è, e lei resta un piacevole pensiero che
di tanto in tanto mi fa solletico alla materia grigia, e che di tanto in tanto
mi appare regalandomi una manciata di bei sorrisi. Eterni.
Qualcuno mi chiede... ma questo incontro con Ilaria vale per l'iniziativa "A tea with Atropina"? MA MANCO PER IDEA! Sono io che invito, e qui l'invito è partito da lei, quindi nonnonnonnonno', non vale. Tutta una scusa per un incontro in più? Ovvio che sì... ma mi avete preso per idiota?!
Ne approfitto per salutare Claudia, ricambiando. E saluto anche Claudio, il mio maestro, che spero venga spesso a visitare queste pagine, con la speranza che non si preoccupi troppo per la mia salute mentale. Se n'è già andata da un pezzo, temo.
Paola
ha ancora due giorni per venire a giocare a freesbee con me, dopodiché
mi incazzo. E per restare in famiglia, ma Ade
che fine ha fatto?! Devo già pensare di tenermi libero per una passeggiata
un mercoledì del 2006 o ci sono speranze di rivederla nel 2001? Ma
perché scappate tutte? Sono così noioso? Ma a me non sembra...
A proposito di freesbee devo segnalare i grandi progressi che sta facendo
Sba in materia (non che io sia bravo, per carità).
Adesso ci siamo messi lì, belli seri, a tirare il freesbee come degli
scalmanati, perché vogliamo diventare dei fuoriclasse del disco volante.
Anche il buon Lesh si cimenta, così come
Sandokan e Robi.
Elisa anche, ma oddio, dovrebbe venire senza
tacchi, quando si gioca! Ma dai, che non lo sapeva che sarei arrivato con
l'aggeggio, povera. Se venite a San Paolo e vedete quattro piselli che si
tirano una roba gialla e saltano come dei tarantolati, quelli lì siamo
noi.
Si può giocare a freesbee a ventisette anni? Porca puttana se si può!
Anzi, dirò di più, SI DEVE!
A
domani, va... che ho già scritto troppo...
Ilaria, fammi solo sapere se questa volta ti ho lasciato un'impressione migliore.
Ho bisogno di un po' di autostima, sai com'è... uah ah...
zEROqUATTRO.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
SE OGGI HO FATTO UNA COSA, QUESTA COSA E' STATA S T U D I A R E. E
VA BENE COSI'. PENSO A POSSIBILI VACANZE ALLE CANARIE, PENSO A COME SAREBBE
LA MIA VITA SE AVESSI UNA CHEVROLET CORVETTE, PENSO A COSA FARO' DA GRANDE
E AD ALTRE CAZZATE. FA MENO CALDO DEI GIORNI PASSATI, PER NON DIRE CHE FA
QUASI FRESCO. ULTIMA LEZIONE DELL'ANNO DI PIANOFORTE, ULTIMI DI GIORNI DI
SCUOLA PER CHI ANCORA CI VA. AH, VENERDI' C'E' L'ASSEMBLA MUSICALE AL PARCO
DELLA RES.: TUTTI ALLERTATI. CORSA CON COPPI, CICCA CON ELISA, PARTITA AI
VIDEOGAMES CON FABIO, TELEFONATA (BREVE) CON ALICE, UNA CORSA IN MACCHINA,
BUCATINI ALL'AMATRICIANA, I SIMPSONS, IL CD DEGLI AIR, "REMASTERS"
DEI LED ZEPPELIN, DUE ACCORDI CON LA CHITARRA.
No
SoUNDtRAcK: PERCHE' SU RETE 4 C'E' UN FILM CHE PUO' SEMBRARE CAZZUTO MA
A ME E' SEMPRE PIACIUTO UN CASINO. "POLIZIOTTI", DI GIULIO BASE.
CON CLAUDIO AMENDOLA, MICHELE PLACIDO E KIM ROSSI STUART. CIOE' TUTTI I MIGLIORI
PRESUPPOSTI PER PRESENTARSI COME UN FILM DEL CAZZO, MA FILM DEL CAZZO NON
E'. AMBIENTATO A TORINO (E NON POTEVA ESSERE ALTRIMENTI). CRUDO QUANDO SERVE,
DECISAMENTE REALISTICO, CON UN PO' DI SPAZIO PER CONFLITTI INTERIORI E PROBLEMI
DI CUORE. UN TRENO, LA NOTTE, GLI SBIRRI, IL RICORDO DELLA EX CHE INCOMBE,
LA VENDETTA, LA PAURA, IL SUICIDIO. E POI UN'OTTIMA FOTOGRAFIA. DA GUARDARE
QUANDO SIETE INCAZZATI COL MONDO. DIMENTICANDO CHE E' "UNA PRODUZIONE
ITALIANA CON ATTORI ITALIANI ERGO PELLICOLA DA SNOBBARE". NON E' DA SNOBBARE.
E KIM E' QUASI BRAVO. BEH, FORSE LA BATTUTA DI AMENDOLA SUL FINALE E' UN PO'
SCONTATA, OK... MA C'E' ANCHE STEFANIA ROCCA. TUTTI ABBIAMO COSE GENERALMENTE
RITENUTE BRUTTE O BURINE O GREZZE O DI SERIE B CHE CI FANNO IMPAZZIRE. DISCHI,
CANZONI, LIBRI, VESTITI, FILM. QUESTO E' UN FILM CHE MI FA IMPAZZIRE, E QUESTA
SERA ME LO GUARDO. TUTTO. E COME SI CHIAMA IL PERSONAGGIO INTERPRETATO DA
STEFANIA ROCCA? IO QUANDO SENTO QUEL NOME ANCORA TREMO...
"CANTU', FATTI I CAZZI TUOI CHE CAMPI MEGLIO".
Se
avessi uno zio d'America (magari a mia insaputa), se questo zio fosse ricco,
se improvvisamente schiattasse e mi lasciasse una Chevrolet Corvette, bene,
io sarei felice. Felice di avere quella macchina per le mani, anche sapendo
che non posso permettermi la benza o il bollo. Il caso, a volte, o magari
anche spesso, ci fa dei gran regali. Che ci piacciono parecchio, e l'entusiasmo
iniziale devia il nostro pensiero dai costi che tal regalo comporta. E' una
questione di costi di mantenimento.
Una bella Corvette, sicuramente nera, e non bianca come quella esposta all'autolavaggio
di Madonna dell'Olmo, con un bel "5700 cc" scritto poco elegantemente
sul parabrezza. Lo zio me la lascerebbe nera. Sicuramente nera e con dentro
un pieno, l'unico che potrei permettermi. Magari una bella autostrada per
farci la conoscenza, per prendere confidenza. Poi una seratina a Montecarlo,
per arrivare davanti al casino e provare l'inutile gioia di esser serviti
e riveriti come degli stupidi signori. Poi in garage, per un bel po'. Perché
mi sarei già sputtanato un po' troppi denari.
Denari
come denari coppe spade bastoni. Come la voglia che avrei di giocare a briscola,
ma non trovo avversari. Non trovo volontari che abbiano voglia di giocare
a briscola. Che è un bel gioco, forse più bello della scopa.
Anche i solitari non sono male, e di tanto in tanto li faccio. Mi sento un
po' idiota, un po' tipo prigioniero rinchiuso in una torre, e forse è
proprio questo che mi piace. Mi diverto sino a quando il solitario non riesce,
e poi quando riesce resto lì, quasi deluso. Ho una collezione di mazzi
di carte, una cinquantina. Anche strani, e sono ottimi per farci i solitari.
Con solitario di Matusalemme, però, è tutto diverso. Già
il nome la dice lunga. Pare che ci sia gente che l'ha fatto ogni sera per
tutta la vita senza mai risolverlo. La sindrome del solitario: la paura di
risolverlo, la paura che una volta risolto non ci sarà più gusto
a farlo. Più la riuscita è poco probabile, più questa
paura c'è.
Come? Non sapete com'è il solitario di Matusalemme? Lo spiegherò,
lo spiegherò.
zEROdUE.zEROsEI.dUEMILAuNO
- rEfREsH
bACKgROuND:
TRA POCO ROBERTA SI SPOSA. ESSENDO ALLERGICO ALLE CHIESE ASPETTERO' CHE GLI
SPOSI ESCANO. TRA MENO DI UN'ORETTA SANDOKAN MI PASSERA' A CHIAMARE, E STAREMO
LI', SUL COSIDETTO SAGRATO.
SoUNDtRAcK:
CONTINUO AD ASCOLTARE GLI AIR. DEVO FARE UN CD AD ADELE, GLIEL'AVEVO PROMESSO.
E LE DEVO ASSOLUTAMENTE METTERE "ALL I NEED". SOLO CHE E' UN BEL
RISCHIO: NON SONO SICURO CHE LE PIACERANNO. MA NON SARA' COLPA MIA. IN FONDO
NON E' FORSE INUTILE CHE IO TRASPORTI IL MIO "BAGAGLIO DELLE COSE CHE
MI PIACCIONO" SULLA SUA ISOLA?! NON DEVO CERCAR DI PIACERE FACENDOMI
BELLO CON LE COSE CHE PIACCIONO A ME, PERCHE' NON HA NESSUN SENSO. O NE HA?
BOH...
Capisci di essere adulto quando la mattina nessuno ti sveglia più e ti tocca svegliarti da te, se non addirittura svegliare tu gli altri. E' l'ora delle responsabilità, signori, e il vostro affezionatissimo non riesce più a trovare ritagli di tempo per scrivere le follie qui sopra. Come dicevo stanotte, ho parecchie cose da commentare e raccontare, soprattutto considerato il fatto che siamo a giugno, e andrebbe fatto il riepilogone. Dovrei raccontarvi le nuove conoscenze, i contatti con le mie anime, le eventuali avventure sentimentali, e altre cose del genere. Poi ci sono gli antichi progetti, su cui dovrei aggiornarvi. E' curioso che io dia per assunto il fatto che le mie vicende/vicissitudini possano interessarvi. In realtà non ve ne frega un cazzo, ma a me piace illudermi. Sono bravissimo nell'illudermi con un niente. Così vi parlerei di libri, kilometri, sfacchinate, telefonate, acquisti, dialoghi, riappacificazioni, cose che mi fanno incazzare, allontanamenti, freesbee, tempi cronometrati, etc.
Ma è giunta l'ora di una sterzatina. Ina, ma secca. Allora cosa faccio? Vado a fare un giro in bici col Sandokan, torno, e vediamo cosa salta fuori dalle mie dita.
SoUNDtRAcK: BRUNO PIZZUL CHE FA LA TELECRONACA DI GEORGIA-ITALIA.
E così sono tornato dalla pedalata. Non credevo che i dintorni del torrente Gesso potessero assomigliare alla foresta amazzonica, e invece è proprio così. Cadute: una, per colpa di un ramo basso. Non sono scoppiato in salita e questo è buono. Però ho poca voglia di raccontare tutte queste cose. Perché in questi giorni sono un po' triste. Sì, triste. Quindi sto qui, a dire che avrei mille cose da raccontare, e al tempo stesso non ho voglia di farlo. Non lo so, la solita apatia. Le premesse di inizio d'anno stanno sfumando clamorosamente, ed io mi ritrovo nella solita noia, col solito umore grigio dal quale cerco di uscire facendo l'idiota. Ma tutte queste parole, tutti questi scazzi, hanno stufato. E' arrivata l'ora di qualcosa di nuovo, di qualcosa di più interessante. Per me e per gli altri. Qualcosa che faccia lavorare un po' il mio cervello. E magari anche il vostro. Per cui ci sarebbe bisogno di un periodo di pausa, di riflessione, un periodo per staccare un po', come si dice. Boh, chissà. L'Italia sta giocando da schifo, tant'è che sono passato su Passaparola. E adesso staccherò.
Questa sera, dopo una lunghissima astinenza, mi piacerebbe andare a fare un giro in discoteca. Vedremo che mi riserva la serata.
zEROdUE.zEROsEI.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
FA MENO CALDO MA HO SEMPRE SONNO. COM'E' POSSIBILE?!
SoUNDtRAcK:
IL NUOVO CD DEGLI AIR, CHE SI INTITOLA "10.000 HZ LEGEND". ELISA,
CHE E' VENUTA A FUMARSI UNA CICCA QUI, NON E' MOLTO ENTUSIASTA NELL'ASCOLTARLO,
ANZI PROPRIO NON LE PIACE. MA GLI AIR SONO DEI GRANDI. MALINCONICI COME PIACCIONO
A ME. VI CONSIGLIO DI ANDARE PROPRIO QUI (www.10000hzlegend.com)
PER FARVI UN'IDEA DI DOVE ARRIVANO GLI AIR.
Ho sedicimila cose da dire ma sono stanco morto, quindi facciamo che ve le dico domani, ok? Al limite, se mai qualcuno avesse urgenza di sapere le mie news può telefonarmi.
MAGGIO 2001
tRENTA.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
FA SEMPRE CALDO ED HO ANCORA SONNO. QUALCOS'ALTRO?!
No
SoUNDtRAcK
E' un po' così. L'enfasi primaverile sembra stia passando. I bei week-end di un mesetto fa dove sono?!? Tutte le porte spalancate da gennaio sono forse chiuse? Ma il 2001 non doveva essere l'anno del riscatto? E tutte le mie anime? Quanto sono legate a me? Quanto sono distanti? E che "progressi" si sono fatti? Boh, non lo so. E sinceramente fa troppo caldo per pensarci. Cosa avrei voglia di fare? Boh, oggi ho speso 12.000 lire per un freesbee nuovo, e vorrei giocarci con qualcuno, su un prato verde. Se sono idiota? No, vorrei semplicemente giocare a freesbee. In quel bel parchetto fresco fresco che hanno creato ad arte tra il mio quartiere ed il viale. Bello, ampio, con l'erba rasata di fresco. Un po' di bei lanci, sì sì, così. Tant'è che ho invitato Paoletta. Le ho mandato un messaggio e le ho chiesto se domani viene a giocare a freesbee con me. Lettolo, avrà pensato che sono pazzo (sebbene ne sia già convinta). Per ora non mi è arrivata risposta. Ma l'ora è tarda e magari Paoletta già dorme. Magari mi risponderà domattina. Magari non risponderà.
Magari adesso vado a dormire anch'io. Non so più che scrivere, da un po' di tempo.
vENTInOVE.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
FA CALDO ED HO SONNO. QUALCOS'ALTRO?!
SoUNDtRAcK:
FAITHLESS PIU' CHE MAI.
Record polverizzato. Signori, siamo scesi a DIECI MINUTI e QUATTORDICI SECONDI. Quattordici secondi sotto il precedente. Fantastico. E tutto ciò nonostante il caldo devastante. Bravo Atropina, va! Per una volta ti meriti un auto-plauso. Perché oggi è stata una giornata così, fatta di code in auto, di finestrini aperti, di studio e di scale (sul piano, intendo), e mi dovevo proprio sfogare con una corsa. E lo sfogo ha reso bene. Giuro che se scendo sotto i dieci faccio una follia. E per me fare una follia vuol dire -per esempio- ... boh... non mi vengono esempi, accidenti.
Sarò
stanco, sì. Meglio se vado a nanna.
Tra l'altro oggi è già martedì. Sempre più vicini
al week-end. Ne varrà la pena, questa volta?
vENToTTO.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
LA MIA SQUADRA DEL CUORE E' SECONDA IN CLASSIFICA. A DUE GIORNATE DAL TERMINE.
E' LUNEDI' DA POCHI MINUTI, E CIO' SIGNIFICA CHE LA RUOTA DEI GIORNI DELLA SETTIMANA
HA RICOMINCIATO IL GIRO E CI VORRA' UN ATTIMO PRIMA DI ARRIVARE AL SABATO SERA.
MA NOI ANDIAMO AVANTI E NON CI FAREMO PESARE L'ATTESA. INIZIA ADESSO LA RESISTENZA
FERIALE. PROIETTATE LE VOSTRE MENTI ALLE 17.00 DEL VENERDI'. E TORTURATE LA
VOSTRA FANTASIA, PERCHE' LA GODURIA E' A CINQUE GIORNI DA ADESSO.
SoUNDtRAcK:
PET SHOP BOYS. PERCHE' QUESTA E' UNA SERATA DA PET SHOP BOYS. DUBBI?
Quali sono le domande che porro' agli invitati del progetto ATWA (A Tea With Atropina)? Ci abbiamo pensato un po', con Coppi ed Elisa, ma i ragazzi non mi prendevano sul serio e poi quella sagoma di Coppi è saltato fuori con l'idea del ghiacciolo alla polenta, e allora addio. Perché il progetto ATWA? Perché si comunica poco, accidenti. E soprattutto si chiacchiera poco a quattr'occhi, non vi pare?! LA numerosità dei gruppi troppe volte coincide con la solitudine ed il vuoto. E così mi va di prendere il tè con qualcuno. Cioè con tutti i vari friends, ma uno alla volta. Diluiti nell'arco di un'estate, se un'estate basterà. E se non basterà ci sarà l'autunno, non è certo questo il problema. E i vari friends sono tanti. A parte quelli già "acquisiti", ci sono un pacco di persone con cui mi piacerebbe parlare un po'. Sì, l'iniziativa non è male. Preciso che il progetto ATWA comprenderà uomini e donne, quindi non è un misero mezzuccio per il baccaglio, come qualcheduno potrebbe maliziosamente pensare. E se a qualcuno non piace il tè? Abbiamo soluzioni alternative, non preoccupatevi. E gli incontri non avverranno obbligatoriamente alle 17, state tranquilli. Le convocazioni inizieranno a partire da giugno.
Erano le 23:33 di un ieri ancora vicino quando percorrevo il viale degli angeli in auto, con i finestrini giù ed appena un accenno di gomito fuori. Solo e senza musica. Con il vento che entrava dal finestrino alla mia destra ed usciva da quello alla mia sinistra, lasciandomi nel bel mezzo di una piacevole corrente, visti i timidi ma efficaci ventun gradi centigradi. Corsie pressoché deserte, giusto qualche faro lontano nello specchietto retrovisore. Poca gente a spasso. Ed io in mezzo alla corrente, vento che sembra soffiare verso un mare che non c'è. Eh già, c'è il fiume, ma non il mare, eppure ogni tanto mi viene da pensare che sarebbe bello se lì ci fosse il mare. O il lago. A sommergere l'erba dove proprio oggi ero sdraiato, a perdere a briscola col Coppi. Sei a uno, altro che aprire una palestra di briscola. Difetto di culo, ragazzi. Ma noi, se non erro, eravamo a bordo di Natasha, sul viale, nel bel mezzo di un vortice d'aria. Natasha procedeva sull'asfalto senza meta, ed io al volante, ma decisamente inutile seppur indispensabile. E così mi sono trovato in centro, e la corrente che mi trapassava adesso era la corrente elttrica dei neon. Io, Natasha e la corrente. Ma tutta questa corrente mi porterà mai da qualche parte? Si prenderà eternamente gioco di me portandomi a fare un giro perpetuo intorno al niente o mi parcheggerà presso un paio di ideali scelti per esclusione? E se io, a ventisette anni, volessi imparare a lanciare un freesbee? E se io, a ventisette anni, non volessi strozzarmi con una cravatta? Immaturo o eterno? E che differenza c'è tra le ferree regole della briscola e le meno ferree norme del diritto penale? Perché non posso permettermi di dire "questo non lo so"? Perché sono gli altri a dover/voler far progetti su di me? Non vi basta che io vi permetta di scommettere su di me? Perché la gente si sposa? E perché si sposa "presto"? Qual è il mio concetto di "sposarsi presto"? Ed io sono già in ritardo? Ma soprattutto, è questa l'ora delle responsabilità? Qualcuno tutte queste cose le ha definite seghe mentali. Vero. Col beneficio del "forse". Perché la differenza sta nel fatto che ciò non è sterile, ma frutta. Possono portarmi via qualsiasi cosa, ma non i miei dubbi. Le certezze le do via per un pezzo di pane, o anche meno. Ma i miei dubbi sono sacri e spettano solo a me. Guai a chi prova a farli sparire, o a risolvermeli. Io sono un punto interrogativo di ventisette anni e col ricciolo mi aggrappo senza mai cadere. Come la coda prensile della scimmie. I punti esclamativi attorno a me prima o poi si spezzano quella schiena diritta che hanno. Ed io li guardo precipitare a fondo pagina comodamente appeso ad una riga invisibile. Vado a capo quando cazzo voglio, ma sempre punto interrogativo resto. Sono fatto di dubbio, poi quasi certezza e poi dubbio ancora, definitivamente, perché nel dubbio si vive comodi. O per lo meno, si vive, che è già qualcosa.
Oggi
ho scoperto che sono anche "troppo buono". Ed io che credevo di essere
assai bastardo, accidenti. E che io sia davvero così multisfaccettato?
E che sfaccettatura devo offrire, allora, a te, che mi fai passare le notti
insonni?! No, insonni è banale... diciamo che faccio fatica ad addormentarmi,
via.
Sono sicuro di avere il perfetto controllo di ogni mia faccia? Le cose sfaccettate
di solito sono preziose, ed allora perché non mi dici quanto valgo per
te? E tutte le cose che mi restano da dire quando sei già a venti metri
da me le devo inghiottire e tener buone per la prossima volta o sono bruciate
per sempre? E con l'impegno cosa cambierebbe? E con la grinta? E con la sfacciataggine?
E così com'è adesso cosa te ne pare? E adesso però basta,
cristo. E guarda lì, che è proprio come nella canzone che sto
ascoltando (i casi della vita). I DON'T KNOW WHAT YOU WANT BUT I CAN'T GIVE
IT ANY MORE. Non so cosa tu voglia, ma so che in ogni caso non posso più
dartela. E questo sospetto l'ho sempre avuto, accidenti. Una canzone (stuoenda)
piena anche lei di punti interrogativi. Punti interrogativi da inzuppare nel
tè, più o meno.
Ma prometto che sarò un po' più cattivo, ok.
Se per caso qualcuno non capisse un cazzo di quanto ho scritto, si ritenga fortunato e realizzato, perché è esattamente ciò che desideravo. A volte, così, mi va di regalare manciate di dubbi. Con ampi gesti, quasi banfando. E il dubbio che lascio a te è semplice quanto mortale come il topicida. Ti chiedo questo: ma tu, sei sicuro di essere felice?
vENTIsEI.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
MEZZANOTTE E CINQUANTA MINUTI.
SoUNDtRAcK:
"SO FAR, SO GOOD... SO WHAT!", MEGADETH. GRAZIE AD ENZO PER AVERMI
PRESTATO IL CD. IO AVEVO LA CASSETTA, ASCOLTATISSIMA E ROVINATISSIMA. ORA POSSO
CONTARE SULLA FEDELTA' DEL DIGITALE. VOGLIAMO METTERE?
Eccomi
qui, su ICQ col Coppi, dopo una serata un po' moscia
dove io facevo finta di ricevere telefonate sul cellulare utilizzando ad hoc
l'auricolare e Coppi faceva finta di crederci. Sandokan
era con la tipa, Lesh sosteneva che Caraglio era
troppo lontana per raggiungerci, un Ezio stanco
rincasava prima, gli altri boh e le altre mah. Un saluto al mitico spinaccia
che oggi mi ha invitato al concerto che si teneva alla munta, il classico concerto
delle scuole superiori dove suonava anche il gruppo dei ragazzotti del quartiere,
che si sono difesi decisamente bene. C'è sempre un po' di malinconia
quando vado a queste assemblee musicali, porca miseria! Il gentilissimo spinaccia
mi è stato di grande aiuto facendomi da cicerone tra quella mezza marea
di gente ed additandomi tutte le ragazze più carine. E ce n'erano parecchie,
comprese tipe che hanno partecipato alle selezioni di miss italia, altre più
modeste miss dei vari istituti, altre che non sono miss ufficiali ma potrebbero
esserle, e infine alcune che non lo saranno mai, ma fa lo stesso. Erano tutte
lì, con gli abiti che sembravano ristretti per colpa di un lavaggio sbagliato
ed invece erano stretti ad arte. Furbine, le ragazzine. Poi tac! Un attimo!
Un tac! Rivedo nel viso e nelle movenze di una sedicenne una sedicenne di otto
anni fa. E lo dice anche spinaccia che ho ragione, accidenti. Mamma mia che
tuffo nel passato, da brivido. Io non credevo quasi ai miei occhi, miei affezionatissimi.
Stesse mosse, stesso modo di alzare il mento, stesso portamento, ed una somiglianza
fisica abbastanza impressionante. Anche la stessa flemma, accidenti. Quasi una
fotocopia. Vedi che brutti scherzi ti gioca il caso? Tu sei lì, che pensi
a quando eri giovane e tutto, e il caso, credendo di accontentarti, ti fa trovare
lì il pezzo più significativo del tuo passato. Ma tu non volevi
rivederlo quel pezzo. Ne avresti fatto a meno volentieri, sì. Vabbé,
in quei casi si schiaccia reset e via.
Lasciato lo scenario del parco della resistenza invaso dalle onde sonore, dagli
svari e da qualche ragazzetto annoiato, ci sono ritornato più tardi,
a festa finita. La tovaglia verde era ancora costellata di bottiglie vuote mentre
correvo nella speranza di stare sotto il tempo limite. Invece ho fatto undici
e tre, cazzo. E nonostante ciò sono stato premiato, perché quando
sono arrivato al fondo del percorso, al pilastrino, ho trovato una bella bionda
che faceva stretching sulla ringhierina di ferro. Ma io ERO GIA' senza fiato,
e questo colpo basso non ci voleva. Questa è crudeltà! Cosa dovevo
fare?!? Mettermi lì a fare stretching vicino a lei? Forse in un film.
Arrivare lì e dire "Accidenti... che caldo oggi..." oppure
"E' sempre un sollievo quando si arriva al fondo, eh?!", frasi così.
Ma dato che io i films li tengo solo nella mia testa, ho preferito sorvolare
ed allontanarmi non senza allungare qualche occhiata. Non ho nemmeno capito
se era carina o carinissima, a dire il vero, ma lei ha sicuramente visto, da
sotto la gamba arcuata, che io ero devastato e avvolto da cascate di sudore.
Che strana sensazione, dopo la corsa, leccarsi le labbra e sentirle salate.
Che soddisfazione sentire i rivoletti di sudore che colano sulla fronte, o dalla
punta del naso. Lo so che non è molto poetica come immagine, ma è
dannatamente potente. Faccio parte di quella categoria di persone che sotto
sforzo si sentono più "belle", anche se magari non è
così. Un po' sfigurati dalla fatica, lo sguardo un po' ammorbidito dalla
stanchezza, "come un medico che ha operato fino al mattino" (come
canta Battisti, ma l'ho già scritto da qualche parte), il viso rosso
e il torace che si gonfia e sgonfia velocemente. Lo sforzo fisico come unica
via per sentirsi ancora guerrieri, anche se la lotta in questo caso è
contro noi stessi, schiavi della pigrizia.
In questo stato mi ha visto Paola, che era lì
con il suo fidanzato, su una panchina rossa. Quattro chiacchiere per sapere
che è a quota due esami (presto mi supererà) e che la sorella
Adele è stata coinvolta sua malgrado in
un mio incubo. Se Adele domani mi porta a fare una passeggiata ne parliamo.
Paoletta mi ha anche chiesto della famosa festa di congedo. Oddio, la casa dove
volevo farla non è a disposizione, e quindi le cose si complicano parecchio.
Ma la farò, abbiate fede. Tornando ad Adele, lei sarà una dei
primi ospiti per il progetto "A tea with Atropina", senza dubbio.
La nostra è un'amicizia un po' zingara, perché ci si vede sempre
passeggiando. Con questo tea renderemo il rapporto un po' meno girovago. Insomma,
una bella novità. Da queste pagine, inoltre, le comunico ufficialmente
che la mia prossima opera (musicale) sarà dedicata a lei, che è
l'unica che si preoccupa della mia carriera da compositore. E le ho già
preannunciato che sarà un tango. Poi decideremo l'organico, ma io stavolta
il pianoforte voglio mettercelo e il mio prof non l'avrà vinta. Uah ah.
Potremmo fare una cosa alla Piazzolla e chiamarlo Adele's song, ma mi si accuserebbe
di plagio o poca fantasia. Ed io per Adele voglio fare cose originali, che diamine!
L'unica per cui voglio fare cose originali. Comunque prima il tango e poi il
titolo, dai. Sebbene ci sia il problema dell'ispirazione. Voglio dire, scrivendo
una cosa dedicata a lei dovrei trarre da lei l'ispirazione. Da lei o da un aspetto
di lei, che poi sottolineerei nel titolo. Non so... Adele's eyes... A walk with
Adele... cose così... o anche Adele's dreams, visto che mi sta raccontando
un po' dei suoi sogni (nel cassetto)... vedremo. Comunque ho il brutto vizio
di mantenere le promesse, quindi questa cosa, prima o poi, vedrà la luce.
Anche trovassi una fidanzata gelosissima nel frattempo, il mio tango sarà
dedicato a lei. Che è l'unica ad avermi chiesto "L'hai poi finita
la composizione?"
Un saluto anche ad Ilaria, che sarà invitata
a bere questo tè con Atropina pure lei. Anche se è una fuorilegge
perché attacca il bollo dove non si potrebbe. E no, cara Ilaria, non
sono un vigile urbano, non ti preoccupare. E non ho intenzione di diventarlo
per le prossime dodici vite. Io non so mai se dovrei iniziare ad ignorarla,
la bella Ilaria, o giocare il tutto e per tutto per entrare nella sua vita,
qualsiasi sia il mio ruolo. Ha qualche strano potere su di me, inutile negarlo.
Non so che potere, non so come riesca ad esercitarlo (dato che l'ho vista una
volta e mezza), ma sta di fatto che c'è. Beh dai, forse parlare di potere
ètroppo. Diciamo che suscita in me una certa curiosità. Che magari
sparirebbe se avessi la possibiltà di conoscerla un po' di più.
O magari aumenterebbe, chi lo sa. Ci vuole un po' di sperimentazione, magari
all'ombra di un tè. Anche questa cosa la vedremo. Sì, ma Ilaria,
tu ci vieni a prendere il tè qui da me o no?! Io l'invito lo faccio,
anche volentieri, ma tu ci verrai o mi snobberai?!
Presto farò un elenco dettagliato degli invitati a questa iniziativa
che mi riempirà un po' l'estate. Ci saranno tutti, proprio tutti. Ci
vuole solo il tempo per organizzare. Eh, vedete? E' sempre questione di tempo.
Tempo, tempo, tempo. Averne, di tempo.
Ora piove, e la cosa mi concilierà goduriosamente il sonno. Yawn. 'Notte.
vENTIcINQUE.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
MEZZANOTTE E OTTO MINUTI. E' GIA' VENERDI', QUINDI ANCHE QUESTA SETTIMANA POSSIAMO
ARCHIVIARLA.
SoUNDtRAcK:
UNA VECCHIA CASSETTA DEGLI HELLOWEEN...
Il
tempo è sempre meno. Ma devo assolutamente scrivere qualcosa, accidenti.
Innanzitutto faccio i complimenti a Paola boxer
che ha preso la patente. Poi saluto tutti i miei affezionatissimi che stanno
nuovamente incrementando alla grande il contatore. Mi raccomando, utilizzate
il forum!!!
E poi... mmmh... ho già un po' sonno e temo proprio che dovrò
limitarmi a scrivere poco. Quando si ha qualcosa da fare, il tempo passa davvero
in fretta. Ed io ne ho sempre meno da dedicare agli hobbies ed allo studio.
Però! Però continuo a correre ed ormai mi sono stabilizzato sotto
i dieci minuti e quarantacinque secondi. Purtroppo non ho più avuto tempo
per nuotare, e questo è grave. Dato che sono così occupato devo
sacrificare parecchio il tempo che trascorrevo con gli amici, quello che definivo
"sano cazzeggio". Ma come diceva una (la) mia ex, ritrovarsi dopo
l'assenza è molto più bello che aversi sempre tra i piedi, ed
aiuta ad apprezzare meglio i momenti. Pienamente d'accordo. Certo che... se
avessi la fidanzata che tempo potrei dedicarle?! E' un bel dilemma, ma che trova
facile ed immediata soluzione nel fatto che io la ragazza non ce l'ho. Cazzo.
Questa la situazione materiale. La situazione spirituale?! Tutto procede. Dovrei leggere un po' di più, questo sì. Ho troppe cose nella testa, troppe scelte da fare, e ciò mi impedisce di continuare nel cammino spirituale che mi ero proposto per il 2001. Ma mi sto anche "svegliando" un po'. Ho fatto grandi passi per quanto riguarda l'indipendenza e sì, sono anche maturato. Era l'ora, dirà qualcuno. Non lo so se essere felice di ciò oppure no, ma lo prendiamo così come viene. Sono solo. Cioé, mi rendo conto di essere tra mille persone, eppure solo. Ancora non riesco a comunicare tutto ciò che vorrei, come al solito, e questo un po' mi rattrista. Quando le responsabilità arrivano la vita cambia eccome, e si rimpiangono i tempi in cui l'unica responsabilità erano i compiti per il giorno dopo. Troppo serio, eh, stasera?!
Poi cos'altro? Beh, dovrei far partire a breve l'operazione "A tea with Atropina", di cui forse avevo già parlato. Facciamola partire a giugno, dai. Da giugno inizierò ad invitare gente qui, a prendere un tè con me. Dove il tè è la scusa per fare quattro chiacchiere, ovviamente. Tutto ciò tempo permettendo, e qui è un bel casino. Vedremo cosa riuscirò ad inventare, dai.
Partecipate al forum e non fatemi incazzare, forza.
vENTIdUE.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
MA DAI, CHE SIAMO GIA' ALLA FINE DEL MARTEDI'!
SoUNDtRAcK:
ALL SAINTS, E CONTINUO A NON SAPERE PERCHE'...
Cari
miei affezionatissimi, stiamo superando in parte la crisi di visite che stavamo
recentemente attraversando, e questo mi fa piacere. Penso che ciò sia
soprattutto dovuto all'intoduzione del FORUM. Ecco, non mi farebbe schifo se
il forum fosse un po' più interessante. Perché ci sono alcuni
messaggi che lasciano un po' a desiderare sia per quanto riguarda la logica,
sia per lo scarso interesse che suscitano. Prendiamo ad esempio LA
RAGAZZA DI LESH, che per altro si chiama Laura -in ICQ Razorblade Kiss-
ma io continuo a chiamare "la ragazza di Lesh" perché temo
sia l'unico motivo (per ora) per cui la considero (scusa, ti sei mai presentata?
Hai mai mostrato un minimo segno di socialità o qualcosa del genere?).
Ora, cara r.d.L., ti spiego una cosa. Prendendo spunto da una frase che mi disse
tempo fa il saggio Snoopy, non ho mai visto gente
discutere per avere torto. Forse la cosa rientrerebbe nella tua visione "allegra"
del mondo, lo immagino, quindi ti piacerebbe moltissimo vedermi scrivere autocritiche,
ecc. Ma io lo faccio già, solo che se ne accorge solo chi legge tra le
righe, chi mi conosce da tempo, e posso capire che questi passi non ti saltino
agli occhi. Fa lo stesso. Seconda cosa: se quando qualcuno difende con i denti
le proprie idee e le sue opinioni e dice le cose che pensa senza troppe remore
è automaticamente "fascista" (come lasci intendere tu), allora
sono fierissimo di essere "fascista", e ti dico che sarebbe bene che
in giro ci fossero un po' più di "fascisti", secondo la tua
definizione. Non capisco a chi tu ti riferisca quando fai richiamo ad un mio
"amato capo spirituale", ma immagino che sia qualcosa tipo Berlusconi,
Fini, o addirittura il Duce, perché no. Oddio che banalità. Effettivamente
prendo spunto da molte persone (vive o morte) che potremmo definire "capi
spirituali", ma non credo che questi vi rientrino, in tutta sincerità.
Però fai una cosa: consigliameli tu i capi spirituali, dimmeli tu i pensieri
forti da seguire, le grandi idee che muovono il tuo agire. Perché sai,
le (tue) critiche distruttive lasciano davvero il tempo che trovano. Io mi sono
rotto le palle di questo sterile tipo di commenti. Se avete così tanto
intelletto, così tanta buona volontà, così tanto schifo
per un mondo che volete cambiare, perché non tentate di COSTRUIRE invece
di abbattere?!? Ah, ma ti ho capita! Tu prima vuoi fare tabula rasa (vuole dire
"cancellare tutto", per intenderci) e poi ricostruire a tuo piacimento.
E allora hai davvero sbagliato tutto, ragazza, perché se anche solo per
un attimo hai pensato di potermi scalfire hai sprecato quel tuo attimo sperando
nell'impossibile. Non so se c'è una mano che prima o poi afferrerà
lo scalpello che batterà su di me, ma ti garantisco che se ci sarà
non sarà mai la tua. Se e quando mi lascerò plasmare, lo permetterò
a persone che stimo. Terzo: ti consiglio di aggiungere sempre, al termine dei
tuoi interventi, qualcosa tipo "Ecco!" o "gne gne". O magari
di intervenire quando sei fuori dalla s.p.m. (sindrome per-mestruale). Confidavo
in un tuo intervento intelligente, ma devo constatare che qui siamo ancora a
livello "Cioè"/"Top Girl"/Maria De Filippi. Ma cosa
cazzo gliene frega alla gente che voglio sempre aver ragione?!? Ma non credi
che ci siano cose più interessanti o divertenti di cui discutere che
non il mio profilo psicologico? Soprattutto dal momento che a te non interessa
sondare davvero la mia psiche, ma insultarmi in un modo che tu ritieni intelligente
ma che di intelligente ha solo la dimensione di messaggi: brevi. Eh, a questo
punto non sono io a mettermi al centro dell'attenzione, ma sei tu che mi ci
porti. Cosa fai, ti dai la zappa sui piedi?
A parte lei e Dismal (in parte) che hanno utilizzando
il forum per una personale crociata (legittimissima, niente da dire. E poi è
ottima pubblicità per il sito: la roba trash tira sempre!) contro il
vostro affezionatissimo (mi spiace Alby, non ti
hanno capito), confido nei futuri interventi sia loro sia di chi ancora è
rimasto muto. Sandokan, scrivi qualcosa, porca
miseria. E anche tu, Coppi. E anche cato,
Cico, Paola Pi, Adele,
Paola, Paola boxer,
Snoopy, Ilaria, Claudia,
Dadiel (gliel'hai dato l'URL?!?), el
chico e Barbara, Sba,
Sidney®, smilla
(dove sei finita?!?), Fabri (sì, Fabri Gi,
mi riferisco proprio a te), Alby, spinaccia,
e tutti gli altri che sicuramente sto dimenticando. E poi c'è qualcuno
che non vuole intervenire e non posso costringerlo. E poi c'è ancora
Lesh a cui del mio sito non frega un cazzo, e lì
proprio non c'è nulla da fare. Mi spedisce i disegni, mi dici di guardarli,
e tutto, ma nel mio sito non ci va mai. Perché?
Comunico che per ora l'esperienza MaderAbstrakt è sospesa. Cioè, è la mia collaborazione al sito a restare in sospeso. In effetti il progetto non è mai partito ufficialmente sebbene Dismal avesse provveduto minuziosamente alla mega-realizzazione di tutta la parte grafica con un lavoro non indifferente. Le ristrettezze di tempo mi impediscono di impegnarmi seriamente e con costanza nell'opera, e non posso nascondere di aver avuto qualche forte scambio di opinioni col Dismal che mi fatto passare un po' la voglia di lavorare a quattro mani.
(continua)
vENTuNO.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
EEEEEH, LUNEDI' E' SEMPRE LUNEDI'...
No
SoUNDtRAcK
Troppi
impegni, troppa roba da fare. E continua a piovere disperatamente. Un peccato,
perché sabato pomeriggio c'era un sole bello potente, e come vi dicevo
siamo stati un po' giù al fiume a cazzeggiare. Sandokan, Coppi ed io.
Va precisato che Coppi è arrivato senza bici. Siamo rimasti un po' lì
a discutere di argomenti di importanza vitale ed a stilare le nostre rigorose
classifiche, conosciute e riconosciute a livello europeo. Poi è anche
arrivata la mamma di Sandokan a cui era saltata la catena della bici, e dopo
la sosta ai box è ripartita felice e contenta. Dicevamo delle fredde
e minuziose classifiche, che mi vedono sempre in accordo col Coppi e un po'
in disaccordo con un Sandokan polemico e arrogante. Scherzi a parte, è
stato un bel pom. Al termine abbiamo dato un tre minuti di vantaggio a Coppi,
affinché a piedi raggiungesse il bar degli angeli. Raggiuntolo abbiamo
divorato prelibati ghiaccioli al limone. Quindi abbiamo fatto dietro front e
ci siamo trovati a fare due passi in centro. Da precisare che Coppi ci ha raggiunti
in macchina. Fatta la vasca siamo andati a desinare ognun per sè. La
cronaca sembra abbastanza scarna ma è stato divertente perché
va detto che noi tre, quando ci mettiamo, siamo una potenza all'ennesima potenza.
Da morire soffocati dalle risate.
E se qui c'è stata l'allegria, la tristezza l'ho trovata riguardando
quel grande grandissimo film che si intitola "La sottile linea rossa".
Lo guardi e ti lascia così, di sale. E' stupendo e spaventoso.
Altre notizie?! Mmmh, beh, devo menzionare qui due persone -Cico
e Paola (3), fidanzati l'un con l'altra- che sono
davvero dei tipi brillanti, anche se Paola ha l'involontaria cola di ricordarmi
un po'... lasciamo stare! Ebbene, devo ringraziarli perché seguono con
assiduità questo cimitero di cazzate che è il mio sito. E fanno
attenzione anche ai minimi particolari. Cose che mi danno la spinta per andare
avanti con questo diario. Ed ora tutti gli altri sanno con chi prendersela,
benissimo! Per ora attendo una loro foto, e sto già pensando alla descrizione
che farò di loro nella sezione FRIENDS. Cico lo conosco da prima di conoscere
tutte le persone mai menzionate qui, incredibile. E Paola la conosco da parecchio,
e mai mi toglierò dalla testa la sua immagine da giocatrice di scala
quaranta, già in tenera età. Io ricordo anche una cicca e un bicchiere
di whisky, lì sul tavolo verde, ma lei continua a negare. Boh, mi sbaglierò.
Ed altre cose ci sarebbero d'aggiungere. Sarà per la prossima vita.
dICIANnOVE.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
SABATO POMERIGGIO.
SoUNDtRAcK:
CRAIG DAVID, E NON SO PERCHE'...
Tra
un'oretta Sandokan ed io andremo a svaccarci un
po' sulle rive del torrente Gesso. L'idea è venuta a lui, e la cosa un
po' mi preoccupa... luoghi dimenticati da dio, dove se urlo nessuno può
sentire... e poi mi ha detto anche che portava la coperta... sono sempre in
tempo a cambiare idea, certo, però... eh no, ho paura, ho proprio paura.
Ora mi tocca andare in garage, dare un gonfiatina alle gomme del mitico rampichino,
magari anche una lubrificatina, e poi si va. Ma mica una cosa seria. Solo così,
allo svacco.
E proprio la settimana scorsa, alla stessa ora, stavo passegiando in quello
stesso luogo con Adele e Paola(2)
-detta anche Paola boxer per motivi cinofili, e
non di lingerie come qualcuno potrebbe erroneamente pensare-. Ragazze in gamba,
eccome.
Mia
madre l'ha fatta grossa. Ha evitato che io incontrassi il mio passato. Ce le
portava a casa, le lastre. Dio santo, più di così! Ce le portava
a casa ed io sarei sceso a prenderle. E invece no, mamma aveva tempo di aspettare,
e non c'era bisogno di farla correre a casa. E INVECE ERA IL CASO!!! Voilà,
un'altra occasione sfumata. Così, come fosse niente, indipendentemente
da me.
Io ho pensato di mandarle un SMS, giusto così, perché quando il
caso vuole riavvicinare un minimo due persone la palla va colta al balzo. So
già di aver fatto una cazzata, ma tra le tante direi che è trascurabile.
Claudia dice che mia madre mi ha salvato la vita.
Ma a me, chi cazzo la salva la vita? Ne riparliamo stasera, e per ora buon pomeriggio.
dICIoTTO.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
ALONE AT HOME, COME NON SUCCEDEVA DA ANNI..
SoUNDtRAcK:
"SONATA IN FA, KV 332 (300k)", WOLFGANG AMADEUS MOZART. SONO STATO
DUE ORE A CERCARE DI METTER SU IL PRIMO TEMPO, POI HO CEDUTO E ME LO SONO ASCOLTATO
SUONATO DA ARRAU. F E N O M E N A L E. C'E' QUALCOSA CHE AVVICINA MOZART ALL'ONNIPOTENZA.
Certo
che me la ricordo l'ultima notte passata da solo a casa. Qualche estate fa,
il tempo di organizzare qualche pokerino con Coppi,
Nilu, Sandokan e gli
altri non me li ricordo più.
Ma bando alle ciance. Da oggi è attivo il FORUM,
su cui potete scrivere tutto ciò che volete e rispondere a tutti quelli
che già ci hanno scritto. Mi raccomando usatelo a dovere, ok? Vi si accede
dalla pagina iniziale oppure da sotto la barra menu. Dai, chi è il primo
che si fa avanti?
Per quanto riguarda la giornata, normale routine. Sono andato a fare una corsetta
col Coppi, ma dio mio, ci abbiamo messo undici minuti e BEN cinquantatre secondi.
L'umidità può essere una valida scusa? Temo di no. Vuol dire che
miglioreremo ancora, nessun problema. Poi, sempre col Coppi, mi sono cimentato
in una specie di operazione di salvataggio. Sentivamo un micino miagolare, e
così l'abbiamo individuato su una delle rampe (rimaste senza scalini)
che vanno sul tetto del centro commerciale. Già scavalcando il cancelletto
mi sono sgarrato sia la pelle dell'anfibio sia quella della gamba. E il micino
era lì... ma se ci era arrivato vuol dire che ne sarebbe anche uscito,
prima o poi. Magari sollevato per il collo dalle zampe della premurosa mamma.
Fortunatamente il ri-scavalcamento è stato senza danni, ed ora sono qui
sano e salvo a disinfettarmi la caviglia. Succede.
Ma un taglietto e nulla più. Non state a preoccuparvi, miei affezionatissimi.
Cara Adele, per questa missione merito almeno un
2% in più della tua stima. Mi raccomando, eh? Io aspetto ancora i sogni,
la foto, la dedica sul guestbook, e adesso anche qualche perla sul FORUM.
E
poi? E poi è tardi. Buonanotte.
anCoRa sEDICI.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
SPAZI DI GRIGIO OVUNQUE.
No
SoUNDtRAcK
Oggi sono a pezzi. Completamente a pezzi sotto ogni punto di vista. E non riesco proprio a scrivere un cazzo.
sEDICI.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
SORSEGGIO UN EARL GREY TEA A MEZZANOTTE E NOVE MINUTI, PENSANDO CHE TRA NOVE
ORE SARO' DAL DENTISTA, TRA UNDICI ORE SARO' ALL'UFFICIO DI COLLOCAMENTO, TRA
QUINDICI ORE STARO' FACENDO UN CONCORSO E TRA DICIANNOVE ORE E TRENTA MINUTI
STARO' CORRENDO COME UN COGLIONE SUL VIALE DEGLI ANGELI. IN COMPAGNIA, SPERO.
SoUNDtRAcK:
"SUNDAY 8 PM.", FAITHLESS.
C'è
una novità. Davvero grossa. Ho S F O N D A T O il muro degli undici minuti.
Oggi sono arrivato alla fine della solita pista quando già era buio.
Tocco il pilastrino, stoppo il cronometro, gli do un'occhiata ma le lancette
coprono la lancettina del quadrante dei minuti, così vivo cinque minuti
di suspance, e quando finalmente le lancettone sono altrove leggo un DIECI E
VENTOTTO che mi sembra quasi incredibile. Così mi avvio a fare stretching
con la testa fumante, il fiatone che gradualmente scende e un bel po' di soddisfazione.
Anche perché so di poter tirare ancora di più, specie se la smetto
di rovinarmi i polmoni.
Devo una spiegazione ad Alberto. Il tracciato che
faccio io dovrebbe essere di circa due kilometri e settecento metri, in lieve
discesa. Quei dieci minuti e ventotto non sono certo da record mondiale, per
carità, però considerato che parto a freddo, che vado tutti i
giorni, che già non so come faccio a trovare la voglia per andarci tutti
i giorni, che durante la corsa non guardo mai il cronometro ma vado "a
naso", che nella mano destra tengo lo scomodissimo lettore CD e che dopo
l'andata cronometrata mi aspetta comunque il pari ritorno (ma vado un po' più
lento), mi ritengo già più che soddisfatto. L'obbiettivo è
-come ovvio- tenere la media di un kilometro in tre minuti, ma per ora resta
un sogno, un grandissimo sogno. Più in là punterò anche
sulla distanza, ma per ora devo rompere il fiato e soprattutto abituarmi all'idea
del correre, del sobbalzare dello sguardo e di tutti i miei organi interni.
Ecco, come se correre fosse la mia andatura normale, la regola, la situazione
sotto controllo. Perché credo che sia soprattutto una questione psicologica:
una meta, un tempo da battere, la rivalutazione del dolore fisico, la percezione
di ogni piccolo movimento e il suo pignolo costante miglioramento. A volte,
correndo, provo la sensazione di spingere via l'asfalto dietro di me, come se
corressi su un tappeto appoggiato su piastrelle incerate. Sento la spinta, che
nel mio piccolo è bruciante, ed io mi sento fermo, immobile, a spingere
via il paesaggio a fianco. Poi accelero e allora tutto attorno a me diventa
immobile e mi pare di schizzar via ad una velocità sovrumana, perché
la mia mente cambia il riferimento, proprio come quando arrivi al fondo delle
scale mobili. Se riesci a congelare il momento della spinta, a riconoscerlo
e a gestirlo, correre non è più noioso, e anche se il percorso
è sempre quello, la sfida è sempre nuova.
Poi questa sera piovigginava, ed io adoro le goccioline che accarezzano il viso.
Sono arrivato al parco della resistenza, ridotto come il solito a porcile da
quella accozzaglia di pseudo-squatter che chiedono rispetto ma non sanno darne.
Uno schifo, come sempre. Ma oggi l'ora tarda mi ha risparmiato la vista di questi
lerci individui. Ho ridotto lo stretching al minimo indispensabile perché
all'imbrunire i pipistrelli volano dannatamente bassi e questo loro decantatissimo
radar mi dà una scarsissima fiducia, ed ho sempre il timore di trovarmene
uno spiaccicato dietro il collo.
Tornando ad Albi, ti ringrazio per i consigli e ti risolvo subito il dubbio
dicendo che il titolo del film (che sicuramente avevi sulla punta della lingua)
è "Top Secret". La tua proposta della classifiche (films, canzoni,
libri) è ottima, e ci ho già pensato fin dai primordi del sito.
Solo che... non lo so... il mio concetto di preferiti è così instabile.
Ci sono cose che ho in mente fino al dettaglio, che ho visto/letto/sentito più
volte, ma non me la sento di annoverare nella top five. Così come ci
sono cose che vedo come mitiche, e che lotterebbero per il primo posto, e che
forse non conosco così a fondo come dovrei. Senza parlare del fatto che
il concetto di preferiti è instabile soprattutto rispetto alla variabile
tempo, ed è proprio lì che io credo tu voglia arrivare. Ti ricordo
che (1) presto aprirò sul sito un FORUM
dove ognuno potrà dire la sua, ed ovviamente questo sito non può
fare a meno della tua collaborazione di tuttologo, (2) al di là del forum,
ogni tuo intervento è graditissimo, quindi quando hai qualcosa di pronto
basta spedire et voilà. Presto rimedierò anche alla grave dimenticanza,
perché non so come sia successo ma non ti ho ancora inserito tra i friends.
Oggi
ho chiacchierato un po' con Ali, ed abbiamo finalmente
chiarito un paio di cose, pur confermando che abbiamo parecchie cose in comune,
ma sulle premesse e sui modi siamo diversissimi. L'importante era comunicare,
come sempre. Però non dovete sempre pensare, leggendo i miei commenti
cinici, che io sia arrabbiato o cosa. Si possono dire cose poco piacevoli anche
senza alterarsi. Anzi, la cosa colpisce ancora più nel segno.
Una cosa simile è capitata con Elisa, ad
esempio. Ho scritto qui la mia filippica dimenticando che Elisa non naviga e
non avrebbe potuto leggerla. Così Elisa è venuta a sapere da altri
che lei ed io avevamo litigato. Beh, non è mancanza di correttezza, perché
ciò che ho scritto gliel'ho detto circa sei milioni di volte, e non c'è
nulla di nuovo sotto il sole. Però mi andava di precisare. Mi sento solo
di aggiungere che se è vero che per lei sono un amico, una persona importante,
una dimostrazione di buoni intenti non mi farebbe schifo. E non intendo dire
che voglio essere servito e riverito, bensì che voglio smettere di servire
e riverire come se ciò fosse l'anima in ferro di un'amicizia di gomma.
Con Ali ho anche chiarito quell'epiteto che mi era stato dato proprio da lei: donnaiolo. C'era una divergenza di definizioni, una semplice questione semantica. Il "mio" donnaiolo è uno che tende a puntare sulla quantità più che sulla qualità, e pur avendo un'idea ben precisa di ciò che vorrebbe, non gli dà affatto fastidio testare chiunque gli si presenti di fronte. Perché il "mio" donnaiolo è più che altro un collezionista di donne, che cerca di nascondere la sua gran fame dietro seri principi, primo fra tutti il famoso "conoscerle tutte prima di farsi ammanettare da una". Ed è per questo che gli attribuisco quel che di negativo. Io non sono un donnaiolo. Chi crede che il mio continuo parlare di anime col rossetto su queste videate sia supportato dall'effettiva reale attività di baccaglio con tutti gli annessi e connessi sta prendendo un gran granchio perché, come ho già detto più volte, qui non si batte chiodo, volente o nolente. E chi qui mi vede abile e guizzante nel descrivere queste anime graziose, e mi vede abile tessitore di intrighi che tiene buoni tutti i contatti e al tempo stesso non ne sceglie uno per non bruciare tutti gli altri, si sbaglia doppiamente, perché io ho le idee ben chiare e in questo esatto momento so benissimo chi vorrei. Ed è proprio per il fatto che non sono guizzante, bensì un tonno gigante che preferisce farsi trasportare dalla corrente, che continuo ad aleggiare in questi grandi dubbi, incapace di fare una mossa decisa, vada come cazzo vada.
Ma cazzo, se ho spaccato il muro degli undici secondi ora posso qualsiasi cosa. Posso prender su il telefono, chiamare quel numero e dire "TI VA DI VENIRE A CENA CON ME?", senza problemi, senza rincorsa, senza rete. Posso farlo tranquillo, perché la cosa difficile era sfondare quel muro. Correre più veloce di quanto io potessi immaginare sì che era difficile, perché per fare questo ho dovuto snellire un po' il bagaglio, fare violenza su me stesso, sacrificare il tempo dedicato al cazzeggio, tornare ogni sera a casa con la voglia di vomitare, eccetera. Un invito a cena, invece è qualcosa di molto più semplice, immediato. Eppure so che non riuscirò a farlo.
Tra
qualche settimana partirà l'iniziativa "A TEA WITH ATROPINA",
di cui parlerò più in là. Oddio, non ci vuole molto a capire
di che si tratta, in effetti. Si viene qui, si prende un tè con me, si
fanno due chiacchiere, e via. E da queste chiacchiere trarrò nuova linfa
per il sito (senza violare la vs. privacy, ovviooooo). La cosa curiosa sarà
la scelta dei "commensali". E lì il meccanismo devo ancora
deciderlo. Potrebbe funzionare così: io non decido nulla e chi si presenta
si presenta. Oppure potrei essere io a fare le convocazioni, accolte o meno.
Deciderò. Prima di tutto devo trovare un bel servizio da tè, altrimenti
che figura...
Ho già detto più volte che sento la carenza di visite a sorpresa
in questa mia casetta. No, non parlavo di ladri o testimoni di geova. Parlavo
dei miei friends. Infatti è stato bello rivivere ieri la vecchia esperienza
delle visite. Il Sandokan, claudicante, è
venuto a passare una fetta di pomeriggio qui, e gli sembrava proprio di essere
tornato indietro nel tempo, quando atterrava qui verso le 17, si prendeva un
Dylan Dog, si accomodava sul divano della sala, rubava un paio di caramelle
dal contenitore di cristallo e si godeva un po' di sano cazzeggio. I bei tempi
andati li abbiamo fatti rivivere dando un'occhiata (l'ennesima) alle vecchie
foto. Qualcuna è stata come un pugno allo stomaco, devo ammetterlo. Ma
ogni tanto di deve soffrire un po', no? Ah, le spalle larghe... ho capito perché
mi piacciono tanto le spalle larghe, dio santo...
La
gente che ha grandi sogni dentro sè esiste ancora. Io senza i grandi
sogni irrealizzabili sarei niente. Con quel paio di sogni riesco se non altro
ad essere "poco". E se mai dovessi realizzarli sarei semplicemente
dio.
Che differenza passa tra un sogno ed un grande sogno? Il sogno di tutti è
un bel conto in banca da amministrare bene ed oculatamente, per togliersi qualche
utile capriccio di tanto in tanto. Il grande sogno è un sei al superenalotto
da sputtanare in miriadi di cazzate, che non valgono altro che un fantastico
ricordo. Ma non è poco. Un sogno è avere la ragazza. Un grande
sogno è avere la ragazza che voglio io, quella che arriva puntuale ogni
mattina quando sono in fase REM e se ne va al suono della sveglia. Un sogno
è fare una cosa e passare alla storia. Un grande sogno è fare
milioni di cose che passeranno inosservate anche agli occhi della storia, ma
divertirsi tanto, proprio tanto.
Chi si aggrega?
qUINDICI.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
MI MANCA LA GRINTA PER SCRIVERE. QUANDO HO TROPPE COSE PER LA TESTA NON RIESCO
A BUTTAR GIU' NIENTE. E PIU' CHE ALTRO NE HO UNA, CHE GIRA, RIGIRA, POI RITORNA
E SI ALLONTANA. ORBITA COSTANTEMENTE ATTORNO A ME, DA TROPPO TEMPO. IN QUESTO
CLIMA RALLENTATO, QUASI IMMOBILE, CONTINUO A CORRERE SUL VIALE, LAVORO UN PO',
ED I LIBRI PROPRIO NON RIESCO AD APRIRLI. DA DOMANI RIDURRO' DRASTICAMENTE LA
MIA BRAMA DI NICOTINA, QUESTO SI'. E VEDIAMO SE QUESTA SERA RIESCO A FAR SPUTARE
ALLA TASTIERA QUALCOSA DI BUONO. QUELLE COSE CHE RESTANO IMPRESSE NELLA MENTE
DI CICO, PER ESEMPIO. COME LA MIA DESCRIZIONE DEL VIALE DEGLI ANGELI.
SoUNDtRAcK:
"THE DARK SIDE OF THE MOON", PINK FLOYD.
Perché corro? E' ovvio, correndo brucio le calorie che il mio sano ozio non riuscirebbe a bruciare nemmeno in dieci anni. E' training, è ginnastica. Mi fa perdere peso, mi fa smaltire gli accumuli di grasso. Tipo quelle cose chiamate maniglie dell'amore, definizione che odio fino all'inimmaginabile. Corro per il cuore, per il fiato. Corro per sudare, per far evaporare via da me i radicali liberi, figli degli stravizi, dello stress e del appiattimento culinario del ventunesimo secolo. Corro perché mi fa bene. E non sono nemmeno l'unico, a correre. La bella stagione annovera un sempre maggior numero di adepti del footing, ognuno col suo abbigliamento, ognuno col suo stile, ognuno col suo passo. I nostri volenterosi polmoni incamerano veloci tutto lo smog sollevato in una giornata di traffico e lo risputano fuori prima di poterci pensare. E le gocce di sudore che colano sul viso sono lacrime di soddisfazione, la risposta più efficace alla domanda "chi cazzo me l'ha fatto fare". Corro per piacere di più, per modellare me stesso secondo la moda del tempo e il gusto delle fanciulle. E se scavo un minimo più in giù, corro per la mia efficenza, come se stipulassi una bella polizza d'assicurazione contro l'infarto che mi attende alla soglia dei sessanta.
Perché
corro? Questa era la risposta banale, più ovvia. Era la prescrizione
del medico all'antica, il suggerimento dell'istintivo buon senso che ancora
risiede nel cervello del pigro animale uomo. In realtà io so di non correre
solo per quello. Perché la mia corsa è un simbolo, una metafora
neanche troppo ermetica. Io corro per fuggire da qualcosa, e per andare incontro
a qualcos'altro. Metafora banale, certo. Ma è davvero così.
Io cerco di lasciarmi alle spalle il vecchio me stesso, e cerco disperatamente
di raggiungere quello nuovo, che fa la mia stessa strada, ma sta sotto il muro
degli undici minuti. Undici minuti sono il minimo che mi serve per schizzare
da casa all'incatenato pilastrino a righe rosse e bianche che mi attende ogni
sera, che ogni sera si consola al tocco della mia mano. Ma il nuovo me stesso
impiega qualcosa di meno. Dieci minuti, forse. o anche solo dieci minuti e cinquanta
fottuti secondi. Ed in ogni caso arriva prima, salta la catena e poi si getta
in discesa, diventando scia, poi punto, poi nulla. Ad undici minuti arrivo io
e lui è già nulla, scomparso al fondo della discesa, così
non mi resta che chinarmi, appoggiare le mani sulle ginocchia e gustarmi le
contrazioni della gabbia toracica e quel nauseante bruciore di dentro le guance.
Cavallo che vorrebbe sputare il morso, ed ansima stanco. E fino a che non riuscirò
ad acciuffarlo per i capelli o per la maglietta il nuovo me stesso resterà
un mistero. Fino a quando non riuscirò a strattonarlo e farlo girare
verso di me per guardarlo finalmente negli occhi, il nuovo me stesso sarà
uno che arriva qualche secondo prima di me e non mi lascia altro che la polvere
smossa. Cosa ne dite? Guardare in faccia il nostro futuro io fa paura, vero?
Io non credo. Io ho paura di cosa sono adesso, perché sono fiamma dentro
e il vento la sta spegnendo. Mi spaventano le enormi potenzialità dormienti
che albergano in me, mi spaventa il fluire del tempo, che rende vani ed improponibili
i miei milioni di progetti. Il futuro non mi spaventa affatto, perché
non può che sorprendermi sorridendomi.
Così io corro dietro a questo ometto con la mia stessa sagoma, e quando
parto di casa e accennando i primi passi di corsa, sbuco tra i cipressi della
parrocchia e lui è già lì, che passa davanti al palazzo
di V. senza
fare la minima piega. Senza guardare su, come magari viene da fare a me. Accelera
la falcata e si lascia dietro un gran bel passato ma, appunto, passato. Lascia
dietro si sè le scene poco convenienti da romanzo dell'ottocento, quelle
dove lui è disposto a tutto pur di riaverla tra le sue braccia. E lei,
a fine libro, ci torna sì, tra la sue braccia. Ma il nuovo Atropina dice
"Che diavolo dovrei fare?! Telefonarle?! Fare una scenata?! Buttarmi in
ginocchio davanti a lei e scoppiare a piangere come un vitellino?", e si
convince che il passato è passato, e le cose di un tempo si ricordano
sempre più grandi e più belle di ciò che erano in realtà.
La nostalgia di una situazione, di uno stato di cose, non va confusa con la
costanza di un sentimento ormai inutile. Più dannoso che inutile, direi.
E quando davanti a casa di V. passo io, sforzandomi di non buttare l'occhio
al terzo piano, lui è già più in là. Qualche casa
più in là. A dire a sè stesso che mai più scenderà
ai compromessi con la fame, e mai più sceglierà per esclusione.
Ha ancora viva la sgradevole situazione di sdraiarsi al fianco di lei e di sentirsi
dannatamente sgraziato, come al posto sbagliato nel momento sbagliato. Mai più
sceglierà per necessità e mai più si farà scegliere
da chi ha un'indefinita voglia di qualcuno, governata da ampi e fluttuanti parametri,
troppo generici per parlare di amore.
Così sono lì, nei pressi della casa della biondina, ma lui ha
già raggiunto in viale e mi sta sparendo sotto le foglie, così
veloce da asciugare l'asfalto sotto i piedi. Io approdo al parchetto che mi
separa dal viale e godo nel sentire l'erba sotto le suole. E' un attimo, lo
so, e poi tornerà l'asfalto, ma è un attimo che mi fa voltare
il collo a sinistra, a dare un'occhiata alle case un po' più in giù,
per ritornare con lo sguardo perso in avanti dicendo a me stesso che d'ora in
poi fuggirò dalle anime che si pongono e mi pongono troppi problemi.
Queste le lascio ad altri, più pazienti di me. O più servi di
me. Perché del servo do solo l'impressione. E i confini e le esplosioni
della mia gentilezza li decido io, e li preservo dalla bieca lecchineria che
mi sta attorno.
Ed eccomi sul viale, location ideale della passeggiata con la mia ragazza. Ma
non sto passeggiando, adesso. Sto correndo come un dannato, come un'anima in
pena. Gomma calda sotto la pianta dei piedi e due bei kilometri che ancora mi
aspettano. Con lui che è già a villa Sarah, e sta passando davanti
a casa di Ali. Che pensa di catalizzarmi trattandomi
male, che mi dà la scossa un giorno sì e l'altro anche, ma non
ha capito che ha sbagliato tutto. Perché sudato come sono anche la minima
scossa mi manda in fibrillazione, ed io non voglio affatto che il mio cuore
mi abbandoni. Così allungo il passo e lascio la villa alle mie spalle.
In un tunnel disegnato da cortecce d'albero, il mio antagonista è sempre
più lontano, e si fa beffe di me, tanto che giunto proprio lì
mi indica una traversa, che subito collego ad una bionda anima (a volte rossa)
che "corre su un binario parallelo al mio, senza mai incontrarmi".
Ma se fosse così? Se fosse che devo smettere di pensare che non è
nè colpa mia nè colpa sua se questi binari non sono paralleli?
Lei sa che ogni sera passo di lì, sempre alla stessa ora, e credetemi,
ce l'ha la forza per piegare il suo binario e farlo convergere col mio. E se
non ha il dono di piegare i metalli, può comunque saltare da uno all'altro
e cadermi in braccio senza che io neppure me ne accorga. Così ho capito
che i binari le stan bene così, perché non c'è altra logica
spiegazione. E allora io vado per il mio binario e non me ne frega più
niente dei binari degli altri.
Ma lui, l'avversario da bruciare sul tempo, è proprio sul mio binario,
ma più avanti. E passa proprio ora al semaforo, davanti agli eleganti
palazzoni dove vorrei che abitasse la mia ragazza ipotetica, proprio come avevo
scritto in quello stralcio di racconto che avevo iniziato a scrivere. E se fosse
sbagliato perdere ancora tempo ad idealizzare la ragazza che voglio al mio fianco?
Se fosse venuta l'ora di riporre l'immaginifica matita e dare spazio all'inutilizzato
senso del tatto?
Ed ora ho finito questa mia via crucis costellata di stazioni, ognuna con un
viso di donna e nulla più. Entro nel parco della resistenza con passo
deciso per affrontare gli ultimi cinquecento metri. Da sconfitto, come sempre,
perché lui mi ha staccato di troppo, ed è imprendibile, ma soddisfatto
per essere ancora una volta arrivato alla fine, e per aver capito tutto ancora
una volta. Quando arrivo, il pilastrino non è più vergine. Il
tocco di chi mi ha preceduto (quel figlio di puttana che invidio con tutte le
forze) lo ha reso un normale volgarissimo pilastrino spartitraffico, e non il
traguardo della mia evoluzione, non il testimone della mia vittoria sul tempo,
sul passato e su me stesso. Un'occhiata all'orologio. Undici minuti e zero uno
secondi. sempre un secondo sopra il muro degli undici. Sempre secondo. Sempre
quello di prima, sempre uguale a quando sono partito e incapace di ricordare
i miei progressi mentali.
Il segreto è sotto il muro degli undici, ed io ce la farò. Dovessi
sputare sangue e polmoni, ce la farò.
Così torno a casa in corsa lenta. E controllo se Adele mi ha spedito i suoi sogni via e-mail. E se non ci sono, vuol dire che arriveranno domani. Dopo l'ennesima inutile corsa. Perché sì, lei è l'unica che ancora è in grado di sognare. E di stupire. E prima o poi verrà a correre con me.
rIFLESSIONE nOTTURNA
Non
lo so. Sono un po' di sere che cerco di scrivere qualcosa ma non ne sono in
grado. Ho un paio di cose da raccontare, ce le ho proprio lì davanti,
pronte, definite. Eppure non riesco. Ma provare ad introdurle è necessario.
Sto pensando
di abbandonare un po' questa fama di buono (o di tonno, se preferite) che molti
mi attribuiscono, anche a ragione. E' così che mi convinco sempre più
che ogni tanto sarebbe opportuno mostrarli, questi miei canini affilati.
E per la prima volta, lo giuro, mi sentirei più a mio agio se molte cose
potessi dirle guardando i destinatari negli occhi, anziché usare vigliaccamente
questo mezzo. Ma mi spiace dover ammettere ancora una volta che con determinate
persone -persone a cui tengo molto- riesco ad essere solo la brutta copia di
me stesso. E proprio mi passa, il coraggio di guardarle negli occhi ed aprire
bocca.
L'Atropina perfetto dovrebbe pensare meno ed agire di più, questo lo abbiamo sempre detto. L'essero sincero, la faccia tosta di dire sempre ciò che penso e una trasparenza quasi totale non mi impediscono, in determinate occasioni, di non essere me stesso. A volte, diciamolo così, non mi piaccio per niente.
Però cazzo, sono sempre qui a dire le stesse cose... stop, non ho più voglia di scrivere... perché non serve.
tREDICI.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
IO DORMIRO' TRANQUILLO PERCHE' SO CHE IL MIO PEGGIOR NEMICO VEGLIA SU DI ME.
No
SoUNDtRAcK
Un week-end normale. Ma bello. Senza dover lavorare, con un po' di ansia per le elezioni, con molta stanchezza fisica.
Subito faccio i migliori auguri di pronta guarigione al mio friend Sandokan, che ha avuto un piccolo contrattempo motociclistico. Speriamo che non sia nulla di grave. Vorrei fargli notare una cosa. Una settimana fa la tipa di Lesh, con una bara appesa all'orecchio, gli aveva dato sette giorni di vita. Ed oggi è successo il fattaccio. Ora, per quanto lei, in questa lunga settimana, si sia sforzata di assicurarmi che no, non porta sfiga, eccetera eccetera, ora il nostro dubbio è più che legittimo, se permettete. Così, da semplici osservatori, abbiamo udito la sua nefasta profezia, poi si è verificato il fatto. E a noi non piace scervellarci troppo... ragioniamo linearmente, ecco... quindi... la conclusione ci sembra ovvia.
Ma non son certo qui per parlare di jettatori. Mando un rispettosissimo saluto al friend Cico, che segue le evoluzioni di questo delirio dalla sua scrivania, in ufficio. Gli confermo qui -visto che è diffidente- che presto faremo la birra insieme. Ha uno strano modo di cosultare il mio sito: per non stare troppo on line, lavora di copia e incolla ricopiando tutto su word. E poi, con il comando Trova, va a cercare i punti in cui si parla di lui. Incredibile. L'arguzia del ragazzo è da tenere d'occhio, senza dubbio. Saluto anche la sua fidanzata Paola Pi, ovviamente. E ricordo loro di farmi pervenire una bella foto, da inserire nell'appostia galleria. Magari una bella foto delle ultime vacanze.
Un saluto anche a Sba -tutta gente che mi segue dal lavoro-, con cui oggi abbiamo discusso del suo famosissimo presepe, ormai tradizione di famiglia, che inizia a preparare con largo anticipo già dal mese di giugno. Ci diceva, appunto, che ha già provveduto a sistemare i re magi nel piazzale della stazione, garantendoci che per il sei gennaio saranno sullo zerbino di casa. Poi ci ha parlato di cose strane, tipo mutilazione di statuine, movimenti innaturalmente indotti con motorini elettrici, acqua che bolle, polente palestinesi, stelle comete che suonano, strani nastri trasportatori ricavati dai nastri delle tapparelle e robe del genere. Dopo aver ben ascoltato, mi sento in dovere di dire ai genitori di Sba di chiudere a chiave l'armadietto dei medicinali, Grazie.
Per quanto riguarda la giornata di oggi, ho accompagnato la mamma ad accompagnare la nonna a votare. Tra l'altro proprio in quel seggio vicino a casa di Ali. Io sono rimasto ad aspettare fuori, ed ho avuto il piacere di incontrare la signorina Paola Gi che andava anche lei alle urne. Nel frattempo la mia nonnina combinava IL DELIRIO all'interno del seggio, il delirio totale. Vabbé, io ero fuori. Ero fuori appunto a chiacchierare con la suddetta Paola che, con Adele, mi ha portato un po' a spasso il sabato pomeriggio (e a ciò dedicherò una più ampia descrizione). Una passeggiata sulla pista ciclabile, toccando vari argomenti che vanno dalla classifica dei lavori più alternativi al sorriso di Glenn Close in "Attrazione Fatale".
Oggi
pomeriggio sono anche stato mandato al diavolo dalla stessa anima che qualche
tempo fa diceva di volermi conoscere meglio. Strana gente, eh? Ma la prima risposta
è quella che conta, quindi in questo momento io e il diavolo ci stiamo
facendo un'interessante partitona a scala quaranta alla facciaccia sua. Per
la cronaca, sto vincendo io.
Mi spiace notare che la gente si illuda di potermi provocare con questi mezzucci,
con questi cambi repentini di umore, con queste mosse drastiche che -ahimé-
restano comunque nell'ambito del troppo prevedibile. Ma non mi va neppure di
spenderci troppe parole.
dODICI.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
- RiFleSSioNe nOttuRNa
bACKgROuND:
SERATA NORMALE. DOMANI SI LAVORA. DOMENICA CHISSA'...
SoUNDtRAcK:
"CONCERTO N.2 IN DO MINORE PER PIANOFORTE E ORCHESTRA OP.18",
SERGEJ RACHMANINOV.
Sta sfuggendomi di mano l'obbiettivo primario. Il 2001 doveva essere l'anno del riscatto. E invece? Dove siamo rimasti?
C'è Sba che mi punzecchia il fondoschiena. E mi dice di darmi una mossa. Sba che è un'affezionatissima del sito, e che sa addirittura leggere tra le righe. Che frusta il pigro Atropina, sapendo dove vorrebbe arrivare. Lo frusta buttandogli lì la via più facile, più logica, più cristiana, proprio quella via di cui lui non si accorge. Sba è razionale, fredda nell'agire, metodica, e sta lì, tra un passo di aerobica e l'altro, ad indicarmi col braccio teso la via più breve tra A e B. Il punto è che la mia via più breve tra A e B è talmente contorta che non se nemmeno se ci arriva, a questa benedetta B. Lei dice fai, lei dice vai, lei dice vedi, lei dice chiedi. Io dico farò, o forse farei. Perché VORREI fare, ma questo vorrei, pur essendo forte e martellante, è così affilato che mi fa paura. Mi spaventa tenerlo dentro e mi fa paura buttarlo fuori.
Così resto fermo a King's Cross ad aspettare la prossima corsa. Ora potrei dire le solite cose. Tipo che di corse ne ho perse parecchie, che ho paura a saltarci su, che già mettere il piede sul predellino mi fa tremare le gambe, ecc. Le cose che dico sempre, via. Perché le dico? Forse perché spero che chi legge dica 'Ok, questo non si dà mai una mossa, andiamogli incontro'. A volte mi viene davvero questo dubbio. Scrivo quassù per dire alla gente come prendermi e come vedermi. Una sorta di istruzioni per l'uso. Maneggiatemi così, trattatemi così, poi ecco, lì venitemi un po' incontro, eh no, quello no, quello non fatelo mai. Mai mai mai. Ed a parte le istruzioni, è un mezzo per mandare qualche messaggio, per togliermi qualcosa dalla testa o dalla coscienza.
E poi non ho più voglia di continuare...
uNDICI.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
...SEGUITA DA UN POMERIGGIO COSI'.
SoUNDtRAcK:
"THE SHINING", BLACK SABBATH.
Quando dico una cosa la faccio. Si era detto che avrei rispolverato le vecchie cassette metal, e cio è quanto sta accadendo. Proprio come adesso, che ho messo su una cassetta dei Black Sabbath, duplicata addirittura da vinile. Non ricordavo il titolo della canzone che mi piaceva, di questo album. Ma ricordavo che era la prima. Poi un'occhiata ed ecco che tutto ritorna: the shining. Disco comprato da quello che una volta era il Rossi di corso Nizza, proprio in occasione del cambio di gestione. Dischi semisconosciuti in mega-svendita, ed io ne facevo abbuffata. E poi li riversavo sul più comodo nastro. Era inverno, sicuramente inverno. Ed io ancora da patentare, tant'è che ogni disco acquistato te lo meritavi solo dopo una lunga camminata fino in centro, già mettendo in conto anche il ritorno. La musica metal era il mio sfogo, ed era uno sfogo sanissimo. Me ne sto convincendo proprio adesso, perché proprio adesso, come allora, avrei bisogno di un sano sfogo.
Oltre
la corsa, naturalmente. Oggi
sono ancora a zero pugni nei polmoni, e quindi chissà che non riesca
a scendere sotto il muro degli undici minuti. La stanchezza è tanta,
ma almeno quanto la voglia di correre. Ormai ho preso questo vizio, e se non
corro esplodo. Poi ci sono le brutte esperienze, come ieri che mi si sono scaricate
le pile del walkman a metà strada. Esperienza terribile. E il crollo
psicologico è la ragione di quell'undici e quindici scadente.
Da oggi segnalerò vicino alla data il tempo della corsa. E il numero
di cicche fumate. Vediamo se esiste una relazione.
Piccola precisazione per il Sandokan. Io volevo farla il 19 maggio, la festona. Visto che però c'è gente che se n'è sbattuta altamente il cazzo ed ha pensato bene di organizzare una cena per lo stesso giorno senza che nessuno dicesse "beh", non so perché ma mi è passata parecchissimo la voglia di organizzare questo festone. Anzi, per adesso mi è passata proprio del tutto, e mi sa che prima di giugno non se ne parla proprio, no no no.
Però mi fa proprio schifo quello che ho scritto oggi su queste pagine. Mi schifa proprio. E' ora di cambiare qualcosa...
dIECI.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
UNA SERATA COSI'.
No
SoUNDtRAcK
In
questo esatto momento -quando manca un minuto a mezzanotte- ha iniziato a diluviare.
Mmmh, interessante. Mi addormenterò con la pioggia. Ed a me piace moltissimo,
già si sa. Tra ieri ed oggi, correndo e nuotando, ho fatto un discreto
training. E sinceramente sono a pezzi, diciamolo pure.
Son qua a scaricare vecchie canzoni francesi da Napster, ma oddio che lentezza.
E' la settantesima volta che ci prova, ma nulla da fare. Riproverò domani.
Questa sera avrei voglia di scrivere una poesia. A dire il vero è da
un po' di giorni che sento questa voglia. Ma non so da dove cominciare, non
so di cosa parlare, o di chi. Ecco, forse più di chi. Per aiutarmi, ho
appena messo su uno dei miei CD di Piazzolla. Il tango, un'altra delle cose
che adoro. E' qui è Amelita Baltar che canta "Los paraguas de Buenos
Aires", con quella sua erre moscia così strana, che quando dice
"para siempre siempre" fa venire i brividi. Ma brividi veri, lungo
la schiena. E ti sembra di essere lì, in un giorno sospeso, senza data.
A guardare Buenos Aires dalla finestra di una buia stanza d'albergo. E il tango
è triste. Io non so lo spagnolo, intuisco qualche parola, sì,
ma la canzone è triste. Perché il tango dev'essere triste. E Amelita
parla di pioggia che sorprende i passanti, di ombrelli, poi ancora di pioggia,
tanta pioggia, poi di un "querido mio", delle gocce che si fermano
sulle sue orecchie. Ed ha una voce stupenda. Tanto che vorrei farla sentire
ad un paio di personcine.
Una in particolare, che quattro anni fa mi ha fatto conoscere Joan Baez. Ma
che più che Joan, mi ha messo lì una sua canzone. Che si intitola
"Diamond and rust". Da quel giorno temo di averla ascoltata un migliaio
di volte. Solitamente quando sono triste, quando perso a tutto ciò che
mi sono perso nel corso degli anni. Certo, la canzone non è delle più
allegre, va detto. Ma è terribilmente stupenda.
C'è un punto -quello che tecnicamente viene chiamato bridge- che mi fa
venire davvero la pelle d'oca, soprattutto da quando ho tradotto il testo.
E dice: Ora ti vedo lì, tra le foglie marroni che cadono e la neve sui
capelli. Ora stai ridendo affacciato alla finestra di quello sgangherato hotel
su Washington Square. Il nostro respiro viene fuori come nuvole bianche che
si mischiano all'aria restando sospese, dicendo solo a me che entrambi avremmo
potuto morire insieme allora e laggiù. E continua così: E adesso
mi dici che non sei nostalgico. E allora dammi un'altra parola per questo, tu
che eri bravo con le parole quando volevi tener vaghe le cose. Perché
adesso ho bisogno di quel senso di vago, poiché tutto mi è tornato
in mente troppo chiaramente. Sì, ti amo ardentemente, e se mi stai offrendo
diamanti e ruggine, io ho già pagato.
Prego iddio di aver nostalgie così, un bel giorno. E di saperle raccontare
in questo stesso modo.
Il problema è che molto probabilmente ne ho già troppe nostalgie.
Per non dire rimpianti. Eppure è così semplice, basterebbe avere
qualcuno con cui poter ascoltare queste canzoni. Non mi vergognerei neppure
di piangere. E' sempre il solito sogno che torna. Una stanza in penombra, la
musica, qualche spaghetto di luce che filtra dall'avvolgibile. Magari anche
la pioggia fuori. Sì, la solita location che ho già raccontato
milioni di volte. Una cosa semplice, ma affatto banale. In netta opposizione
con tutti quelli che vanno a sventolare la propria tipa in disco, con tutti
quelli che se non organizzano qualcosa di fico muoiono, soffocano, collassano.
Evviva le cose semplici, dico io. Evviva chi sa apprezzare il silenzio di una
canzone, il buio, il ritmo di un respiro.
Perché cercar di fare il viale in meno di undici minuti. Perché
vestirsi sempre di nero? Perché scrivere tutti i cazzi miei qui sopra?
Perché ho rimesso il CD di Joan Baez? Perché ho deciso di litigare
con Elisa? Perché mi son tinto di nero? Perché mi faccio incidere
la pelle? Perché non mangio frutta? Perché non ho la ragazza?
E perché mai dovrei averla? Perché mi mancano troppo risposte?
E perché ho risposte a domande che non mi interessano affatto?
Claudia mi fa parlare, mi ascolta paziente, ma
io ho come l'impressione che stia preparando la tesi di psicologia su di me.
Mi conosce alla perfezione, non le scappo più. Sono troppo prevedibile
nella mia imprevedibilità. E lei mi sgrida. Eccome. Mi vede un po' come
un'auto impazzita che vaga chissà dove, senza mai arrivare da nessuna
parte. Dice che forse non ho le idee troppo chiare e dovrei stare un po' di
più con i piedi per terra. Dice che, comunque, le anime si trovano tra
loro per ragioni ben precise e pratiche, e che io inseguo anime che non mi porteranno
da nessuna parte. Più o meno dice questo, ma lo dice meglio. Quindi io
dovrei capire bene cosa voglio, e poi capire cosa ognuno mi può dare.
Un po' più praticità.
La stessa praticità che vorrebbe Sandokan.
Che ogni volta mi rimprovera perché non prendo mai il coraggio a due
mani per dire qualcosa (per provarci, così ci capiamo) con la mia anima
preferita (del momento). Oh quante volte mi ha spronato. In anni di amicizia
mi avrà sgridato una ventina di volte. E l'ultima sgridata è di
qualche giorno fa. Mi dice svegliati, mi dice buttati, mi dice forza. Ed io
lo deludo costantemente.
Perché ci sono dei preconcetti in me che è difficile buttare giù.
A me piace costruire qualcosa con le persone che conosco (nella fattispecie,
donne). Mi piace parlare, scambiare opinioni, scambiare canzoni, immagini. Mi
piace sondare e lasciarmi sondare. E dopo tutto ciò, mi sembra estremamente
disonesto provarci, perché mi sembra di dire "Ecco, io ho fatto
tutto questa bella cosa profonda e coreografica per averti. Di fatto me ne frega
pochissimo di quanto mi hai raccontato, però è stato un bel film
e sono pure passato per il ragazzo serio. Ed ora passiamo a qualcosa di più
interessante ed appagante". Arrivo addirittura a pensare che provarci al
brucio sia più onesto, più spontaneo, più rispettoso dell'altro.
perché facendo le cose al brucioscopri subito le carte, e ti presenti
per ciò che vuoi.
E invece dovrei sbattermene, perché io sono me stesso quando faccio così.
Perché ci tengo davvero a farmi raccontare anche le più piccole
cazzate. Perché so prendermi cura ALLA PERFEZIONE delle persone a cui
voglio bene. E so che non le deluderei mai. E ciò non esclude il fatto
che io possa provarci, non lo esclude affatto. Ah, di sicuro non mi gioco la
faccia. Cosa me ne frega, della faccia...
Ed andando avanti così la gente ha sempre meno paura che io morda, e
mi vede innocuo, disinteressato, quasi snob. Io cerco solo un piccolo incoraggiamento,
in realtà. Giusto un telone che mi pari il fondoschiena una volta fatto
il salto nel vuoto. Ma qui premiano l'audacia, ahimè.
Ah, ora mi sono ricordato cosa mi ricorda questa canzone. Ora sì. Ed è meglio che vada a dormire. Subito. Lascio i miei deliri a Claudia e a chi altro a voglia di leggerli.
Ragazzi, siamo in troppi senza fidanzata... troppi... ed io voglio uscire da questo cazzo di club, al più presto. Ma le carte le ho giocate tutte, proprio tutte. Cristo.
zEROoTTO.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
MA C'E' UN CALO DI VISITE IMPRESSIONANTE!!! MA COSA STA SUCCEDENDO? EZIO AIUTAMI
TU!.
No
SoUNDtRAcK
Oggi qualche bieco essere, con lo pseudonimo di Maria Callas (che mi sta pure antipatica, ottima scelta) ha lasciato un commento sul guestbook. Riepilogando, ieri avevo concluso con la frase "riconoscerò l'amazzone dallo sprone", come a dire che riconoscerò la mia amata -ah- perché saprà spingermi oltre la mia "timidezza". Bene, questo bieco essere ha commentato la cosa. Iniziando col dire che le amazzoni erano tutte lesbiche. Sbagliato. Enciclopedia. Amazzoni. Leggendario popolo di donne guerriere- Secondo la mitologia greca formavano una società matriarcale in cui l'uomo non esisteva se non per assicurare la continuità della stirpe. L'enciclopedia non dice se son lesbiche o no. Non è questo il punto. Con il termine "amazzone" si indica oggidì un'atleta femmina che compete in discipline equestri. Cavalieri ed amazzoni, proprio così. Quindi il lesbismo già non c'entra un cazzo. Per quanto attiene alla considerazione relativa alla mia dotazione, io ho smesso di scherzare sulle dimensioni del pisello altrui più o meno tra la seconda e la terza media. Mi duole notare come ci siano ancora cristiani che l'esame di terza media, a dispetto dell'età, devono ancora passarlo. Riempitemelo bene il guestbook, santi numi. Comunque giassò chi è il birbante. Gli facciamo tetè sul culetto e poi lo perdoniamo, massì. Eh, è la pubertà... età confusa, difficile. Ci siamo passati tutti. Ma presto anche lui ne sarà fuori e tutto filerà liscio come l'olio. Auguroni!
Tornando alle cose serie, mi scrive con tono minaccioso la ragazza di Lesh, lamentandosi di "esser stata additata come portasfiga". Boh, io non ho mai detto ad una persona che non conosco che morirà nel giro di una settimana. Ne mi appendo bare al lobo dell'orecchio. Signori, il discorso è sempre il solito. Prendiamoci la responsabilità delle nostre azioni e delle nostre scelte. Eddai. E poi porca miseria lo sanno benissimo tutti qual è lo stile di questo angolo di web, suuuuu. E non si arrabbia nessuno, mai nessuno. Allora perché ti devi incazzare tu?! In ogni caso, la richiesta di "lasciarti fuori dalle beghe del sito" non può essere assolutamente accolta, mi dispiace. La prossima volta che ci verrai a trovare, piuttosto, invece di fare il satellite di Matteo [tradotto: dare le spalle a tutti e parlare a bassa voce solo con lui] prova a socializzare un minimo e vedrai come ti troverai bene. Te lo garantisco. Alla prossima.
Bene. Sono arrivato
dal lavoro e non ho trovato posta, sigh. Ma c'è del peggio! Domani mi
tocca andare dal dentista. Che -come dice giustamente Ezio- finirà col
fissarmi un centinaio di appuntamenti, e finirò le cure del caso in un
anno, forse due. Ti trovano l'impossibile, davvero. E dopo il dentista magari
ricupero le corse che ho saltato in questi giorni, per cause di forza maggiore.
Poi devo andare a ritirare la vespa da Nestu! Vero!
Apetta aspetta aspetta... ma ero mi ero imposto dei traguardi!!! Vediamo un
po' a che punto siamo...
1) Argomento università. E' ora di sverginare finalmente
il libro di diritto penale, che a giugno o luglio voglio togliermi anche 'sta
roba. Quindi rimbocchiamoci le maniche e via verso la laurea.
E così è stato. Libro sverginato, un bel centinaio di pagine imbastite,
e si prosegue di slancio.
2) Argomento lavoro. Anche lì bisogna cominciare
ad alzare qualche soldino. Un bel lavoretto part-time e via. Decine di miei
curriculua stanno per arrivare tra le mani di seriosi manager che li vaglieranno
attentamente. Staremo a vedere.
LAVORO TROVATO. Obiettivo 2 raggiunto!
3) Argomento musica: riprenderò ad impegnarmi come
prima anche nell'ambito musicale, dandoci dentro per recuperare il tempo perso
e per allestire la prima del mio pezzo "In death of a scotsman" entro
giugno. E sono sicuro che mi deciderò finalmente a dedicarlo a qualcuno,
questo pezzo. Ed un'idea ce l'ho. Riallenerò le dita sulla tastiera e
preparerò ALLA PERFEZIONE quel pezzo di Bach che mi fa girare le scatole.
Ho trovato gli esecutori per il pezzo e proprio oggi ho parlato con la prof
di canto che mi ha trovato non uno ma due soprani. In quanto alla dedica...
mmmmh... ci sto pensando. E lo studio è ripreso. Ma il pezzo di Bach
mi fa ancora girare le scatole.
4) Argomento training: sì che sono soddisfatto.
L'allenamento prosegue a meraviglia. Corro
quei cinque chilometri di viale 4-5 volte a settimana, e quando riesco nuoto.
E col bel tempo via con il rampichino e le gite in montagna.
Prosegue
bene anche qui. WOW.
5) Il tatuaggio che inciderà sulla mia pelle
il momento di passaggio alla nuova fase della vita vedrà la luce in settimana.
E non sarà il "memento mori" tanto contestato, bensì
una stupenda croce celtica tutta intrecciata, sul braccio sinistro, scovata
in un'incisione su pietra, rielaborata e modificata per sentirla più
mia.
No, qui siamo in fase di stasi. Il disegno è pronto, ritoccato secondo
il mio personalissimo gusto. Ma devo ancora prendere appuntamento da chi mi
torturerò il braccio. Appena posso vado. Sì, mia madre dice che
io mi faccio sempre prendere dall'enfasi del momento e quando mi balena un'idea
in testa dev'essere così subito, immediatamente. E così toh, ci
ho riflesso un po', ma l'idea è rimasta quella.
6) Devo ritrovare parecchia gente con cui purtroppo ho
un po' perso i contatti. Chi non sento da troppo tempo è Albi, il mio
UNICO compagno di università. E mi spiace di non essere riuscito a tenere
vivi i contatti in questi dieci mesi. Adesso rimedierò. Poi Andrea, l'artista.
Chissà quante novità avrà da raccontarmi, accidenti. E
poi ho ritrovato una gran persona, e mi chiedo come possa essere stato ANNI
senza di lei. E il vaso di margherite che mi ha regalato è davvero fantastico.
Albi: ok. Andrea: ok. Per ora solo contatti telefonici, ahimé... ma è
già qualcosa. E poi... le margherite crescono bene.
7) Progetto fidanzata: DEVO TROVARE LA FIDANZATA.
Ahia, qui niente da fare. Proprio niente da fare.
8) Festone. Vorrei organizzare il mega-festone di cui
avevo già parlato. Quello che potrebbe essere l'ultimo della mia vita.
Quello che Albi ha sognato proprio l'altra notte. Anche lì, devo sbrigarmi.
Sandokan giustamente mi incita, ma ho così tante cose da fare... Ci riuscirò,
perché voglio festeggiare con tutti gli amici della naja. Assolutamente.
Anche qui siamo in alto mare. Volevo organizzarlo per il 19 maggio, ma qualcun'altro
ha deciso di fare una cena e allora vaffanculo. Ma giovedì c'è
la cena del settimo sca duemila che si congeda. Gran cosa. E così, per
celebrare i bei momenti trascorsi nelle camerate, presto pubblicherò
le super foto che ritraggono tutti (o quasi) i meglio marmittoni.
Foto tipo questa, per esempio...
9) Mezzo
di locomozione. Ho iniziato proprio oggi a rimettere in sesto la simil-Vespa,
che era ferma da quattro anni circa. In settimana la porterò da Nestu.
Prometto anche questo.
Li sapete tutti i tempi di Nestu. Sono già andato a sollecitare, e il
tipo mi ha detto "Se sei bravo aspetti fino a martes", ed oggi era
martes. Domani passerò, dai. La mia parte l'ho fatta.
10) E prometto anche che sarò migliore.
Eh, qui dovete
dirlo voi.
Presto vi parlerò della nuova canzoncina che il Sandokan ed io abbiamo scritto per Coppi.
rIFLESSIONE nOTTURNA
Dio che senso di insoddisfazione. Ho il nervoso da caffè che la notte mi impedisce di addormentarmi al volo. Ho l'odiosa sensazione di avere la felicità ad un passo da me e non poter raggiungerla. La chiamo, perché conosco il suo nome, ma non mi risponde perché ha musica a tutto volume nelle orecchie. E' una sensazione che mi infastidisce, ed anche gli accadimenti che di per sè dovrebbero farmi piacere, lusingarmi, mi danno un grande grandissimo fastidio. Quando non sapevo cosa volevo davvero era tutto più semplice: ora che i miei desideri hanno una sagoma, la frustrazione che mi dà il restare a bocca asciutta è penetrante, e penetra senza decenza, fino all'osso.
Così che faccio? Metto su le vecchie preziose cassette metal di dieci anni fa. Di quando ogni pranzo saltato tra il mattino e il pomeriggio a scuola corrispondeva a diecimila lire risparmiate. E due pranzi facevano -più o meno- una cassetta. Ed ecco perché ero così magro. Sentila come scorre, "In my darkest hour". Ed è nella mia ora più oscura che mi do alle riflessioni notturne. Quelle che spaventano gli amici, quelli che mi conoscono davvero. Perché a loro piaccio simpatico, cinico, ridoloso. Eppure lo sanno che ogni tanto sbrocco. Così come sanno che il concetto di morte mi affascina, che mi piace pensare che non sempre vince il bene, perché altrimenti le cose sarebbero incredibilmente noiose. E canoni di scale minori discendenti si intrecciano e mi riportano alla memoria i ritorni a casa degli inverni del passato. Io e la mia mania di coprirmi sempre poco. Io e la mia passione per il freddo, per il sentire il gelo che fa lo slalom tra le costole. Io convinto che tutto ciò mi tempri, e che però aspetto il tepore primaverile. Io che godo più per l'attesa che per l'evento. Io che se non soffro almeno un minimo non mi diverto. Io che rifuggo le imprese facili, perché preferisco fallire l'impossibile piuttosto che coricarmi col troppo facile. E però odio perdere, e piuttosto di perdere -come ben sapete- mi sottraggo all'agone. Fallire l'impossibile piuttosto che ottenere il troppo facile. E poi scopri che ti tuffi nell'impossibile solo perché, se fallisci, almeno hai una scusa. Ecco come ti trasformo le orecchie da coniglio in canini da predatore, eh?
Alla fine queste riflessioni notturne sono sempre uguali. Mi chiedo perché stia qui a scriverle. Sicuramente perché spero che qualcuno le legga, ma chissà che sensazione voglio suscitare nei miei lettori. E' come se temessi che non mi conoscano bene, e quindi volessi spiegarmi per bene. "I witness", Black Sabbath. Come a dire "Sì, voi pensate che io sia così, ma no... non sono così" oppure "non sono SOLO così". Ma serve a qualcosa? Come faccio a schiodarmi ventisette anni di fama di dosso? Ventisette anni di leggende e di cazzate tramandate non si cancellano più. Se qualcuno crede che si possa ripartire da zero si sbaglia di grosso. Si riparte da ventisette e stop.
Non lo so. Tutte le volte che incontro Dadiel mi vengono da fare queste riflessioni, questi mea culpa. Lui è una parte (sempre presente) del mio passato, o forse è addirittura il filo che lo tiene legato a me indissolubilmente. Ogni volta nel suo sorriso rivedo i miei occhi di quando, interrogato, rispondevo che sì, ero felice. Felice. Ah, felice. Che concetto relativo, la felicità. Così relativo che forse nemmeno esiste. Nah, non vale la pena di farmi prendere dalla tristezza. Non adesso. Perché sì, nel suo sorriso vedo anche un altro paio d'occhi, come mi ricorda lui, che si firma XXX nel guestbook. Ma io sono solo innamorato di QUELLA situazione, Dadiel. Ci credi?
Tutto
sommato oggi non va così male. Sarebbe disonesto dire che oggi va male.
Sandokan mi ha fatto gli ennesimi complimenti -sempre
graditi- per quanto ho scritto qui sotto. Ed essendo gli amici SACRI, i loro
complimenti lo sono altrettanto. Coppi brontola
un po', invece. Ma lo fa con lo stile di sempre. Ed è tutto come in una
perfetta sit-com, perché tutti noi siamo fottutamente simpatici. E Sba
che è una tipa in gamba si preoccupa dei miei crucci, chidendomi le novità
con discrezione, quasi sottovoce. E questo vale tantissimo.
Adele ha passato l'esame, e va benissimo così.
Con i miei in bocca al lupo non poteva essere altrimenti. E dopo averlo passato
mi ha telefonato per dirmelo, e lei neppure immagina quanto la cosa mi abbia
fatto piacere. Che poi io sia un coglione che sta a parlare di cazzate al cellulare
quando la gente ha fretta è un altro discorso. Ci sono diversi modi di
esprimere la contentezza, ed io tendo a parlare troppo. C'è chi agita
la coda, e c'è chi parla troppo. Ma parlo troppo anche quando sono "imbarazzato",
quando cerco di difendermi dietro il mio impenetrabile muro di parole. Però
Adele finalmente sta trovandosi davanti una persona che comincia ad assomigliare
al vero me stesso. E questa è una grande vittoria. Ora non so se a lei
così vada meglio. Non so dirlo. Spero di non perderla più, questo
sì. E non lo so, ogni volta che parlo di lei... mi sembra un sacrilegio,
uno spreco. E' talmente preziosa, talmente essenziale. Non so. E' una canzone
vivente, è come una canzone vivente.
Poi c'è la sorellina Sidney®, che mi
fa sentire utile, importante. Come si possa essere legati così fortemente
ad una persona che si è incontrata una sola volta nella vita è
ancora un mistero, per me, eppure funziona proprio così. La mia sorellina
ha un cuore grande e troppa pazienza, ed io -per colpa del tempo- non ricordo
neppure come è fatta esattamente, accidenti. Ilaria
mi ringrazia per gli auguri di compleanno, e dice di non trovarmi mai al cellulare.
E verissimo, lo dimentico sempre qua e là. Acceso. Ma Ilaria ed io corriamo
su binari paralleli, e due binari paralleli non si incontrano nemmeno grazie
a TIM. Ed a volte mi piace pensare che sarà sempre così. Che non
ci vedremo mai e che -anche in questo caso- quell'incontro resterà l'unico.
Forse è davvero meglio così. O almeno così pare, visto
che nessuno muove un dito. Come siamo tutti romantici, in fondo. Il romanticismo
come scusa, eh? Scusa comoda ed elegante, signori.
Ali mi cazzia come sempre, e pretende, pretende.
Pretende cose semplici, per carità. Normali. Peccato che io sia anormale.
E dopo un po' l'arroccarsi in determinate posizioni tende ad annoiare "l'assediante".
E se c'è una cosa che rifuggo, si chiama noia. Trattare malino la gente
è una gran strategia, che su qualcuno funziona anche e dà ottimi
risultati. E sì, è vero che sono un po' masochista. Ma nemmeno
fesso. Con me si dovrebbe usare un altro sprone, credo. Riconoscerò l'amazzone
dallo sprone, ecco.
Questo
è quanto. Ora sono le due e l'effetto caffè dovrebbe essere finito.
Così come sta finendo "Headless cross". Chissà cosa
succederà domani. Chissà quanti SMS arriveranno, quante telefonate.
La cosa certa è che domani si corre, il Coppi ed io. Il viale beffardo
si piegherà al mio passo, perché scenderò sotto gli undici
secondi, a costo di finire in rianimazione. Yes. E' il mio modo di vendicarmi
con il signor Philip Morris. Non mi pieghi, figlio di puttana: scenderò
sotto gli undici, tu e il tuo fottuto vizio che mi hai inculcato.
Oh, che cazzo è 'sto calo di visite al mio sito?!
Però
accidenti che frase... "Riconoscerò l'amazzone dallo sprone"...
a volte mi stupisco da me...
Amazzoneeeeeeeeeeeeeeeeeeeee, 'ndo stai?!?
zEROsETTE.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
E ADESSO SPUNTA IL SOLE.
SoUNDtRAcK:
"IMITATION OF LIFE", REM.
E'
dura riprendersi dalla mazzata calcistica di ieri. Siamo rimasti là per
un po', come congelati al tavolo del pub. Sandokan,
Coppi, Fabio, Elisa(2)
ed io. Ma era soprattutto sui volti dei quattro ometti, quattro volti di pietra,
che si leggeva tutto. Fosse stato per me sarei rimasto lì fino a stamattina,
quando mi avrebbero portato via come le sfingi saccheggiate da Napoleone a Nuova
Luxor. Poco più in là, attorniato da quelle che una volta erano
addirittura mie amiche, un Dadiel sconvolto anche
lui, pur senza aver perso il sorriso. Ma come cazzo farà?! E dire che
un po' ero felice che fosse terminata la partita, perché ero stufo di
sentire quell'idiota seduto al tavolo di fronte al mio che dispensava pillole
di saggezza non richieste e banalità che avrebbero fatto impallidire
anche Fabrizio Frizzi. Ovviamente girandosi ogni volta per trovare il consenso
di un platea che delle sue sparate a mezza voce si era già sufficientemente
rotta i coglioni. E seduta di fianco a lui una cosa -probabilmente facendole
l'esame del DNA sarebbe saltato fuori inaspettatamente qualche cromosoma XX-
dicevo una cosa grossa, bionda e unta che a fine partita mi ha praticamente
esultato in faccia. Ed io a dire "Dai Atro, zitto... considera che è
l'unica soddisfazione che può avere da un destino che molto ha preso
e nulla ha dato. Sorvola."
E come disse Sandokan a fine partita "Dai ragazzi, che domani è
pure lunedì". A dire il vero il buon Sandokan ha anche smoccolato
come non succedeva da tempo. Pare che il Santo Padre abbia passato la notte
insonne, pregando di continuo per rimediare all'immondo sacrilegio commesso
dal mio friend subito dopo il goal di Montella. Sandokan, in un colpo solo,
ha resettato battesimo, prima comunione e cresima. Gli resta il bonus per l'estrema
unzione, ma parliamo d'altro, perché già la vista del funereo
orecchino a forma di bara della tipa di Lesh, accompagnata
dalla sua gentile previsione che vede Sandokan morto nel giro di una settimana,
pare averlo turbato non poco. Che disdetta per lui morire proprio adesso, senza
neppure aver sfuttato a dovere i jeans GUESS nuovi trinchi. E comunque arriviamo
a pensare che la funesta fanciulla abbia influito negativamente proprio sull'esito
del match. Però siamo usciti da tempo dal medioevo -nonostante Coppi
creda ancora ad usanze tipo "il padre della sposa paga il pranzo di nozze-,
quindi non siamo qui per fare il processo alle streghe o ai portasfiga. E piuttosto
concentriamoci proprio su Lesh, che quando raramente è riuscito a venire
con noi a vedere le partite ha sempre portato una rogna nera.
Io sono ludopatico,
e molto dipende dall'esito delle partite, devo ammetterlo. Quando la mia squadra
del cuore vince posso arrivare addirittura a far cose tipo portare le borse
della spesa a vecchiette sconosciute, ammettere di avere torto e rifare per
bene il lettuccio.
Certo che quel minchia di elchico e la sua consorte
potevano venire a vedere la parta con noi. Li pesco in ICQ verso le 18, e mi
dicono di attivarmi, di cercare uno schermo, di telefonare qua e là.
Di darmi da fare, insomma. Così dico loro che abbiamo quattro posti prenotati
al White Rabbit, ma che siamo già in quattro. Però di sedie se
ne trovano. E loro no, va bene lo stesso, non vengono più. "Volevamo
testare la tua capacità organizzativa", mi dicono.
Mi spiace per la signorina, che è juventinissima, anzi ha tenuto in modo
particolare a sottolinearlo, dicendomi che custodisce un personalissimo museo
bianconero fatto di ritagli di giornale etc. di cui va molto fiera. Invece,
caro elchico, io me la ricordo la scena, cosa credi? Juventus-Borussia Dortmund.
Casa mia. Per l'occasione spostavo la TV in salotto. Poi arrivavano gli amis,
a cui raccomandavo di evitare bestemmie e volgarità varie, pena la decapitazione
(loro) da parte di mammà. Elchico, tifoso di Inter, Bari, Roma, Lazio,
Napoli faceva l'ingresso in casa mettendo le mani avanti. "No ragazzi,
davvero... io sono sportivo, e se c'è una squadra italiana che gioca,
mi sembra PIU' CHE DOVEROSO tifare per lei". Già. Infatti, quando
dopo quattro minuti tale Chapuisat trafiggeva la porta della Juve lo vedevo
tuffarsi in ginocchio sul tappeto ed esplodere nel più classico gesto
del seminatore, accompagnato da un delicatissimo vaffanculo. Sportivo, certo.
Per la cronaca, comunque, vincemmo noi. Perché Lesh era rimasto a casa.
Sto facendo grossi passi in avanti per quanto riguarda l'uso del telefono. Qualcuno
l'ha notato e se ne compiace. Eppure ieri, pur di non fare una telefonata, ho
impiegato una decina di messaggi per capire di chi diavolo fosse un determinato
numero di cell. Poi ce l'ho fatta, eureka!
Tra l'altro. Questa sera Sandokan non ci sarà perché ritorna la
sua amata donzella, che risponde al nome di Donatella,
dalla missione in Gallia. Ed è ovvio quindi che lui non si faccia vedere,
perché lei dovrà raccontargli per filo e per segno tutte le avventure
d'oltralpe. E lui, credetemi, non vede l'ora che lei gli dia tutto, ma proprio
tutto, il resoconto. E credo sia ansioso, perché l'ho visto passare in
farmacia. Sicuramente per comprare degli ansiolitici, certo.
Ecco, a proposito di questi ansiolitici di lattice, io ho un carissimo amico
che ha una farmacia, ed ogni tanto gli chiedevo se poteva omaggiarmi di una
scatola, così. Ed una volta lui mi rispose "Sì s', figurati,
quando vuoi. Solo che c'è un problema... dopo un po' scadono". Non
me lo dimenticherò mai.
Ma tronando al Sandokan -che mi sento di dover massacrare un po'- prima o poi
vi farò un completo resoconto del suo guardaroba, iniziando proprio dalle
famosissime canottiere. Eh, so che lui ci tiene ad essere elegante, e questa
sarà la sua vetrina. Come direbbe la Settimana Enigmistica, forse non
tutti sanno che lui ed io abbiamo stipulato un patto il giorno due aprile 2001,
alle ore 22:27 presso il bar Renato. Ognuno ha indicato tre persone alle quali
l'altro non può "far riferimento in modo ironico, volgare, di dubbio
gusto ed offensivo". Ogni violazione della tregua comporta una pena pceuniaria
di lire mille. Una successiva revisione del trattato ha fatto sì che
la pena pecuniaria salisse esponenzialmente ad ogni violazione, cioé
mille, duemila, quattromila, ottomila, sedicimila, ecc. Con questa modifica
la cosa si è fatta seria, perché mille lire si potevano pagare
tranquillamente per uno sputtanamento, ma sedicimila.... mmmh.... L'arbitro
è il Coppi, persona di indubbia imparzialità, sebbene facilmente
corruttibile. Per ora io ho dato 1+2+4mila lire al Sando, e lui ne ha date altrettante
a me. E adesso siamo in un perido di stasi perché cacciare ottomila lire
fa già girare le scatole. Ed uno ci pensa un po' di più. Ma siamo
tutti e due ammoniti per reciproche scorrettezze. E alla prossima mezza parola
l'arbitro sarà inflessibile. Sabato sera, con l'accordo di controparte
e giudice, ho apportato una modifica al trattato, cioè ho sostituito
uno dei miei tre intoccabili. Questo perché l'attenzione della sagacia
del Sando -conseguentemente alla mia- si stava spostando, ed occorreva porre
rimedio al nuovo stato delle cose.
La cosa che mi diverte è che vi state chiedendo chi sono i tre+tre. Ebbene,
non lo saprete mai. Come c'era da aspettarsi, possiamo dire che i sei soggetti
sono donne, ma nulla più.
Se non ci fossero questi giochini del cazzo come si farebbe a sopravvivere? Voglio una vita che sia una sit-com. E i personaggi, grazie a dio, li ho già trovati tutti.
zEROsEI.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
PIOVE SEMPRE.
SoUNDtRAcK:
"WHAT IT'S LIKE", EVERLAST.
Il
prodigio si è compiuto. Casa mia - Monumento a Peano (ossia la crocchetta
di patate gigante che c'è in fondo al viale) in UNDICI minuti, SEI secondi
e SEI decimi. Un progresso di VENTIQUATTRO secondi. Sarà merito anche
del super CD che mi ero masterizzato poco prima di uscire di casa, selezionando
pezzi cazzutissimi che mi pompassero un po' psicologicamente, onde evitare di
chiedermi -come sempre- ma cosa cazzo sto facendo?!? E perché (o per
chi) lo sto facendo?!?
Il merito forse va anche al fatto che il giorno prima non ho sollecitato molto
i polmoni con quell'attività ben poco salubre poiché "nuoce
gravemente alla salute".
Ed ora vediamo se riusciamo a scendere sotto il muro degli undici secondi, anche
se temo che già il ripetere l'impresa sarà una cosa mica da ridere.
E dopo la corsa una serata a Limone, in discoteca. Oh, scherza scherza era un
bel pezzo che non entravo in una disco. Abbiamo fatto la festa a Michele.
E beh... il rinfresco era abbastanza delizioso, sì. Possiamo dire che
il pisello è stato di parola. Ad un certo punto ho visto Michele trasformarsi
in un aeroplano a torso nudo, sorretto da tre persone, e svolazzare sotto gli
archi del locale. E contemporaneamente, girandomi di centottanta gradi, vedevo
una Sba seduta sul divanetto, attonita e preoccupata
per le sorti del suo bel biondino. Addirittura mi ha proibito di servirgli una
golata di Bacardi puro. Inutile dire che alla cerimonia era presente il buon
Fabio, che ha usato violenza su di me costringendomi
con la forza e con i ricatti ad ingurgitare qualche centilitro di alcool. Puro.
Mi tentano, miei affezionatissimi. E come posso io, fragile creatura, resistere
a tutto queste allettanti offerte? E poi si è scherzato un po' con quei
personaggi da osteria che sono Sandokan e il Coppi.
Beh, Sandokan è più un tipo da spiaggia, effettivamente, e infatti
il fichetto mi ha pregato di precisare che i suoi nuovi stupendi jeans sono
Guess, e non Swish. Oddio che errore gravissimo avevo commesso. E poi... adesso
non ricordo bene... ma mi ha anche parlato della sua nuova bilancia pesapersone
digitale, precisa al grammo, che lui usa per qualcosa di particolarmente divertente,
ma che ora mi sfugge. Me lo ricorderò presto e lo riporterò SICURAMENTE
qui sopra.
Ora però devo fare mille cose e mi tocca farle sul serio, quindi vi saluto. Chissà, magari un aggiornamento notturno, eh?
zEROtRE.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
OGGI E' IL COMPLEANNO DI MICHELE. MA SI', AUGURI VA.
SoUNDtRAcK:
"TEOREMA", MARCO FERRADINI.
|
Prendi
una donna
Falla sempre sentire importante
E sta sicuro che ti lascerà
Prendi
una donna
Fa sentire che è poco importante
E allora sì vedrai che t'amerà |
Fatti gli
auguri a quel pisello di Michele che ha promesso
niente meno che un "delizioso rinfresco". Ed io e il Sandokan
saremo là a controllare se questo rinfresco è davvero delizioso
o se sono solo promesse da marinai. Salutoni ad Ali che mi ha severamente bacchettato, perché dice che sono un donnaiuolo. Ma dove? Saluti anche
a Lesh. Che bastardo, quell'uomo. Mi fa sforzare
la vista, lui che mette sfondi allucinanti sul suo sito. E me la fa sforzare
per leggere cosa? Delle cazzate, è questa una beffa bella e buona.
E scrivi come magni, a vampiro. "Per il momento ho il sentore che
fra non molto etc." Oh dio santissimo. E poi mi dice che non sa se
organizzare la festa con me o meno "perché prima ci sono delle
cose da chiarire eccetera". Patetico. Ma non avevi letto Nietzsche?!? |
zEROuNO.zEROcINQUE.dUEMILAuNO
bACKgROuND:
FESTA DEI LAVORATORI. MAH. CI RIENTRO? CHE FACCIO, FESTEGGIO?!?
SoUNDtRAcK:
"THE VIRGIN SUICIDE", AIR. PERCHE' GLI AIR SONO GRANDI, E PRESTO
LI FARO' ASCOLTARE AD ADELE.
SoUNDtRAcK: "MOON SAFARI", AIR.
SoUNDtRAcK: "SURRENDER", THE CHEMICAL BROTHERS.
Sono arrivato al punto di chiedere agli amici fidati di dirmi qual è la donna della mia vita. Lo chiedo a loro perché sono sicuro che abbiano una visione più chiara della mia, visto che sono io in balia di questa tempesta. In balia ed incapace di decidere. Che poi da decidere c'è niente, ecco. Forse si tratterebbe solo di metter su un po' di quella che definisco faccia tosta e concentrare gli sforzi in un'unica direzione. Se son rose giassapete, se non son rose... sapete anche quello.
Arrivati
qui ci saran già Ezio e Coppi con il latte alle ginocchia a dire oh madonna
questo parla sempre e solo di donne (e aggiungeranno: e almeno ne trovasse una
visto che parla parla parla), per cui mi tocca dare un tono più cinico
al discorso. Allora mi tocca parlare di quel rompicoglioni di Sandokan che oggi
mi ha SNERVATO facendo il polemico a stecca sull'argomento che ora vado ad esporvi.
La mia festa di congedo. Okay, avevo detto che volevo farla. E avevo anche detto
che la volevo fare bella grossa. Una cosa galattica, perché potrebbe
essere l'ultima occasione per fare un festone. Organizzarla già pensando
"oddio, sarà l'ultima" e godersela dal primo all'ultimo minuto.
Alla grandissima. Col Coppi avevamo addirittura stilato on line un listone di
invitati, ed era venuto bello lungo. In pratica c'erano tutti tranne quel porco
che non mi ha invitato alla sua festa di laurea, quello che mi considera una
persona da poco, il sandalaro e un paio d'altri rompicoglioni che non sopporto.
Ma sì, un bel festone. In collaborazione con Lesh, congedatosi un mese
prima di me. Qualche amicone della caserma, quelli del giro di Sao Pablo, i
caragliesi, il mio cuginetto, la cricca del Babazzo (fratello di Sandokan),
gli amiconi che vedo saltuariamente (ma che non per questo...!), gli amici dell'università
(che significa Albi e stop) e poi gli amici della rete. Che vabbé, sono
soprattuto amiche, ad essere sinceri. E poi gli amici di Lesh, gli amici (selezionati)
degli amici, le fidanzate degli amici e i fidanzati delle amiche (meno graditi,
per la verità). Qualche buschese, magari. Insomma, veniva su un bel centinaio
di persone, se non di più. Il luogo prescelto era la solita casa in montagna,
teatro delle feste più riuscite. Nella speranza di ottenere le chiavi.
Solo che c'è stata Pasqua di mezzo, e poi il 25 aprile, e poi il primo
maggio. E le condi meteo inclementi. Sono poi soltanto passati 15 giorni dal
congedo, accidenti. Io mi sono cercato il lavoro e mi sono rimesso in sesto
con la musica. E Lesh non lo vedo mai, accidenti. Quindici giorni ci possono
stare, o no? E quel rompino di Sandokan invece salta su e mi fa una testa così,
spocchioso e stronzo come non mai. Con il suo maglione viola di Henry Cotton's
ed i suoi Jeans Swish che dopo vent'anni in magazzino hanno finalmente trovato
un degno acquirente. Tant'è che quando siamo usciti dal negozio i commessi
ridevano e ballavano scambianosi pacche sulle spalle e brindando a moscato.
Solo perché LUI l'ha fatta la festa di congedo. Una festa indimenticabile
che TUTTI ricordano benissimo, come si è potuto appurare. Organizzata
da altri, pagata dagli altri, pulita dagli altri, etc. La SUA festa, certo.
Ed ora son qui con Lesh a cercare almeno di fissare il giorno, e lui cosa fa? Mille scazzi e poi dice che deve andare a dormire perché domani lavora. E allora non se ne uscirà mai.
ADESSO LA ORGANIZZO IO COME DIO COMANDA.
